il Discorso Parlato
Discorsi Complessi

testo - pag.1

Signora Presidente, onorevoli deputati, onorevoli senatori, signori delegati delle Regioni, lasciatemi innanzitutto esprimere – insieme con un omaggio che in me viene da molto lontano alle istituzioni che voi rappresentate – la gratitudine che vi debbo per avermi con così largo suffragio eletto Presidente della Repubblica.
(...)
La rielezione, per un secondo mandato, del Presidente uscente, non si era mai verificata nella storia della Repubblica, pur non essendo esclusa dal dettato costituzionale, che in questo senso aveva lasciato – come si è significativamente notato – "schiusa una finestra per tempi eccezionali". Ci siamo dunque ritrovati insieme in una scelta pienamente legittima, ma eccezionale. Perché senza precedenti è apparso il rischio che ho appena richiamato : senza precedenti e tanto più grave nella condizione di acuta difficoltà e perfino di emergenza che l'Italia sta vivendo in un contesto europeo e internazionale assai critico e per noi sempre più stringente.
(...)
E sono anche i nodi – innanzitutto, di fronte a un angoscioso crescere della disoccupazione, quelli della creazione di lavoro e della qualità delle occasioni di lavoro – attorno a cui ruota la grande questione sociale che ormai si impone all'ordine del giorno in Italia e in Europa. È
la questione della prospettiva di futuro per un'intera generazione, è la questione di un'effettiva e piena valorizzazione delle risorse e delle energie femminili. Non possiamo restare indifferenti dinanzi a costruttori di impresa e lavoratori che giungono a gesti disperati, a giovani che si perdono, a donne che vivono come inaccettabile la loro emarginazione o subalternità.
(...)
Mi accingo al mio secondo mandato, senza illusioni e tanto meno pretese di amplificazione "salvifica" delle mie funzioni; eserciterò piuttosto con accresciuto senso del limite, oltre che con immutata imparzialità, quelle che la Costituzione mi attribuisce. E lo farò fino a quando la situazione del paese e delle istituzioni me lo suggerirà e comunque le forze me lo consentiranno. Inizia oggi per me questo non previsto ulteriore impegno pubblico in una fase di vita già molto avanzata; inizia per voi un lungo cammino da percorrere, con passione, con rigore, con umiltà. Non vi mancherà il mio incitamento e il mio augurio.
Viva il Parlamento! Viva la Repubblica! Viva l'Italia!

Giorgio Napolitano, nuovamente eletto presidente nel 2013
Aula della Camera dei Deputati, 22/04/2013

(prof. Pisani)


lessico - pag.1

Caratteristiche lessicali e stilistiche

  • Impiego di un registro altamente formale adeguato alla circostanza (con varianti fono-morfologiche desuete e minoritarie nell'italiano d'oggi, come la realizzazioni in -bb delle voci del verbo dovere: debbo); la posizione dell'aggettivo, spesso anteposto al nome: largo suffragio, acuta difficoltà, angoscioso crescere ecc..;
  • Sintassi del periodo caratterizzatia da un lato da frasi brevi e scarsa subordinazione dall'altro da frasi lunghe e complesse, ricche di subordinazione e di incisi;
  • La strutturazione del testo binaria: effettiva e piena valorizzazione.

dettato costituzionale: ciò che è disposto da una norma giuridica o da altra norma imperativa che non può essere discussa o modificata da chi è tenuto ad applicarla;

stringente: di grande rigore logico, persuasivo, convincente;

emarginazione: condizione di chi viene relegato ai margini, cioè alla periferia del sistema sociale e ha come conseguenza la mancata integrazione;

subalternità: condizione di chi è subordinato, cioè in diretta dipendenza, rispetto ad altri di grado maggiore.

(prof. Pisani)


guida - pag.1

Si riporta il discorso di insediamento pronunciato in Parlamento da Giorgio Napolitano.

Come avrai potuto notare nei brani estrapolati dall'intero discorso emergono delle parole che potrebbero appartenere ad analoghi campi semantici. 

Prova ad individuarne alcuni come nell'esempio: 

  • parole che si rapportano al concetto di nazione  Italia
  • parole che rinviano al futuro __________________________
  • parole che indicano prospettive negative ________________________
  • parole collegate all'occasione in cui viene pronunciato il discorso _____________________

(prof. Pisani)


teoria - pag.1

Quando parliamo o scriviamo ci serviamo di parole e di frasi che sono comunicative solo se servono a comporre un'unità comunicativa, cioè un testo. La lingua, pertanto, non è necessariamente comunicativa: occuparsi di lingua in senso comunicativo significa occuparsi di testi. Ogni testo è inserito in un contesto, senza il quale la sua capacità comunicativa è inesistente.
Affrontare le differenze comunicative fra oralità e scrittura significa analizzare le differenze fra testi/discorsi parlati e scritti.

 Roberta Rigo, Insegnare la lingua italiana nella scuola secondaria di primo grado, Roma, Anicia Edizioni, 2013

Il grado di pianificazione

PARLATO SCRITTO

La pianificazione, rapida, spesso procede di pari passo con il discorso (pianificazione locale), è soggetta ai facili cambiamenti di piano, alle interruzioni e anche ai possibili cambiamenti di tema, dovuti alla compresenza degli interlocutori. Nel parlato formale (spesso supportato da scaletta), il grado di pianificazione più alto richiede all'ascoltatore attenzione e notevole memoria.
La pianificazione può contare su un tempo più lungo, quindi può essere più accurata, è favorita da particolari circostanze operative: il ritmo autonomo, la permanenza del segnale, la correggibilità. 

SCRITTURA

 Lo scrivente durante la produzione può muoversi anche sul testo con continui andata e ritorno.

Nel trasmesso la pianificazione varia in base alle circostanze e al tipo di trasmissione: è alta nella pratica della lettura o della presentazione su traccia, è bassa quando cresce il tasso di dialogicità.

(prof. Pisani)


teoria - pag.2

I tratti prosodici e paralinguistici

PARLATO SCRITTO

Volume, tono, ritmo e intonazione, timbro, flusso
verbale, onomatopee ed esclamazioni 
consentono di veicolare il significato complessivo
del messaggio e permettono di capire anche la forza
illocutoria di una battuta.

SCRITTURA

Nello scritto tali aspetti sono
bloccati, anche se le strategie tipiche di scrittura
possono suggerire i toni della voce (fra le
caratteristiche tipografiche: caratteri, corpo, spazio,
sottolineatura, impaginazione, ecc.)

La correggibilità
Chi parla può correggere quanto è stato appena
detto, ma non quanto detto prima ancora, la
correzione risulta palese all'ascoltatore.

Lo scritto è più facilmente correggibile in relazione
alla pianificazione in anticipo.

Meno esposti, ma non esenti da errori di varia
natura, sono alcuni testi radiofonici e televisivi
poiché scritti in tutto o in parte e letti ad alta voce.

I codici non linguistici

I mezzi ausiliari (mimica facciale, postura, gesti ecc)da un lato completano e precisano il senso delle parole, dall'altro rispecchiano il livello della comunicazione, più o meno formale.

La comunicazione scritta è affidata invece solo al linguaggio verbale.

(prof. Pisani)


teoria - pag.3

La deissi
È frequente l'uso di parole strettamente collegate al
momento e al luogo in cui viene emesso il
messaggio (pronomi personali, dimostrativi,
espressioni di tempo, ecc.). 
Nel trasmesso telefonico
sono ridotti i deittici spaziali (qui, qua, li, là) poiché
gli interlocutori non si vedono e non sono nella
stessa situazione.
Nello scritto gli elementi della comunicazione
vanno esplicitati, evitando o limitando i deittici.
Il tipo di interazione
Varia tra una comunicazione conversazionale, una
telefonata, un programma mediale o un testo scritto.
Incide anche sulla pianificazione del discorso, sui
comportamenti linguistici e sulle scelte linguistiche
degli interlocutori. Si riconnette ai punti successivi.
Utile per classificare le situazioni comunicative non
solo distinguendo il parlare dallo scrivere, ma anche
guardando alle varie situazioni del parlato e dello
scritto.
Chi scrive di regola è da solo, è più
concentrato sulla pianificazione, meno influenzato
dal destinatario.
Il destinatario della comunicazione
Chi parla può ricavare ulteriori informazioni sul
destinatario durante l'interazione diretta osservandone le reazioni verbali e non verbali
(informazioni sulla condivisione delle idee, sulla
comprensione, sugli scopi, ecc.).

La comunicazione è a senso unico, priva di feedback
immediato, anche se si possono avere o supporre
informazioni sul destinatario (lo status, il ruolo, le
conoscenze e i valori condivisi, il rapporto, ecc.).

Lo scrivente non può correggere o integrare il messaggio sulla base delle reazioni del destinatario.

(prof. Pisani)


esercizi - pag.1

Esercizio n. 1

Prima o poi, se non ti è già successo, ti capiterà di dover parlare in pubblico. Prova a scrivere un breve discorso redatto in prima persona utilizzando le tecniche argomentative che conosci scegliendo uno dei seguenti temi:

  • Manifestazione politica: una manifestazione di piazza, il congresso di un partito, una tribuna televisiva, uno spot elettorale, una manifestazione pacifista o una per la salvaguardia dei diritti delle coppie di fatto, per il diritto all'adozione o meno riconosciuta a coppie omosessuali;
  • Dichiarazione d'amore o domanda di matrimonio: in certi casi una dichiarazione così intima può avere delle implicazioni pubbliche;
  • Fine di un ciclo di studi: immagina di essere un insegnante che si rivolge ai suoi studenti che si stanno per diplomare o laureare. Potrebbe essere un discorso di incoraggiamento ad osare, ad avere speranza nel futuro;
  • Interrogatorio di polizia: altra circostanza simile, ma profondamente diversa nelle implicazioni. Cosa verrà fuori? Una dichiarazione disperata di innocenza o una piena confessione? E per quale reato? Interpreta la parte dell'indagato.

(prof. Pisani)