il Discorso Scritto
Discorsi Complessi

testo - pag.1

(...) Avverto pienamente la responsabilità del compito che mi è stato affidato.
La responsabilità di rappresentare l'unità nazionale innanzitutto. L'unità che lega indissolubilmente i nostri territori, dal Nord al Mezzogiorno.
Ma anche l'unità costituita dall'insieme delle attese e delle aspirazioni dei nostri concittadini.
Questa unità, rischia di essere difficile, fragile, lontana.
L'impegno di tutti deve essere rivolto a superare le difficoltà degli italiani e a realizzare le loro speranze.
La lunga crisi, prolungatasi oltre ogni limite, ha inferto ferite al tessuto sociale del nostro Paese e ha messo a dura prova la tenuta del suo sistema produttivo.
Ha aumentato le ingiustizie.
Ha generato nuove povertà.
Ha prodotto emarginazione e solitudine.
Nel linguaggio corrente si è soliti tradurre il compito del capo dello Stato nel ruolo di un arbitro, del garante della Costituzione.
E' una immagine efficace.
All'arbitro compete la puntuale applicazione delle regole. L'arbitro deve essere – e sarà – imparziale.
I giocatori lo aiutino con la loro correttezza.
Il Presidente della Repubblica è garante della Costituzione.
La garanzia più forte della nostra Costituzione consiste, peraltro, nella sua applicazione. Nel viverla giorno per giorno.
Garantire la Costituzione significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi in una scuola moderna in ambienti sicuri, garantire il loro diritto al futuro.
Significa riconoscere e rendere effettivo il diritto al lavoro.
Significa promuovere la cultura diffusa e la ricerca di eccellenza, anche utilizzando le nuove tecnologie e superando il divario digitale.
Significa amare i nostri tesori ambientali e artistici.
Significa ripudiare la guerra e promuovere la pace.
Significa garantire i diritti dei malati.
Significa che ciascuno concorra, con lealtà, alle spese della comunità nazionale.
Significa che si possa ottenere giustizia in tempi rapidi.
Significa fare in modo che le donne non debbano avere paura di violenze e discriminazioni.
Significa rimuovere ogni barriera che limiti i diritti delle persone con disabilità.
Significa sostenere la famiglia, risorsa della società.
Significa garantire l'autonomia ed il pluralismo dell'informazione, presidio di democrazia.
Significa ricordare la Resistenza e il sacrificio di tanti che settanta anni fa liberarono l'Italia dal nazifascismo.
Significa libertà. Libertà come pieno sviluppo dei diritti civili, nella sfera sociale come in quella economica, nella sfera personale e affettiva.
(...) Mi auguro che negli uffici pubblici e nelle istituzioni possano riflettersi, con fiducia, i volti degli italiani: il volto spensierato dei bambini, quello curioso dei ragazzi.
i volti preoccupati degli anziani soli e in difficoltà il volto di chi soffre, dei malati, e delle loro famiglie, che portano sulle spalle carichi pesanti.
Il volto dei giovani che cercano lavoro e quello di chi il lavoro lo ha perduto.
Il volto di chi ha dovuto chiudere l'impresa a causa della congiuntura economica e quello di chi continua a investire nonostante la crisi.
Il volto di chi dona con generosità il proprio tempo agli altri.
Il volto di chi non si arrende alla sopraffazione, di chi lotta contro le ingiustizie e quello di chi cerca una via di riscatto.
Storie di donne e di uomini, di piccoli e di anziani, con differenti convinzioni politiche, culturali e religiose.
Questi volti e queste storie raccontano di un popolo che vogliamo sempre più libero, sicuro e solidale. Un popolo che si senta davvero comunità e che cammini con una nuova speranza verso un futuro di serenità e di pace.
Viva la Repubblica, viva l'Italia!

Sergio Mattarella, Presidente dal 2015
Messaggio al Parlamento nel giorno del giuramento, Palazzo Montecitorio, 3 febbraio 2015

(prof. Pisani)


lessico - pag.1

Caratteristiche lessicali e stilistiche:

  • Impiego di frasi brevi con strutture sintattiche semplici (che allontana il Presidente dalle scelte linguistiche dei suoi predecessori);
  • Largo impiego di termini quali "diritti", "speranza" e "popolo" che, secondo la classificazione di Tullio De Mauro, sono facilmente comprensibili a tutti i parlanti italiano;
  • Declinazione in termini pratici del ruolo, all'apparenza astratto, come quello di "garante della Costituzione".

Garante: colui che esericita una funzione di garanzia, difesa e tutela nei confronti dei cittadini nei rispettivi settori di competenza. Una delle frasi più facilmente comprensibili del discorso è quella in cui Mattarella spiega il compito di garante della Costituzione affidato alla figura del Presidente della Repubblica 

Inferto ferite: participio passato del verbo inferire che significa arrecare/provocare un danno

Ripudiare: rifiutare

Rimuovere: eliminare

Discriminazioni: distinguere, separare, fare una differenza

Congiuntura economica: la fase del ciclo economico che l'attività economica attraversa in un dato periodo di breve durata

Sopraffazione: azione di forza o comportamento prevaricatore con cui si impone la propria volontà

Pluralismo dell'informazione: legato alla libertà di manifestare il proprio pensiero

(prof. Pisani)


guida - pag.1

Si riporta il discorso di insediamento pronunciato in Parlamento da Sergio Mattarella nel quale il Presidente fa largo uso dell'anafora, figura retorica che consiste nel ripetere una parola o un'espressione all'inizio della frase, con lo scopo di conferire da un lato, gravità al discorso (cioè forza e serietà), dall'altro, bellezza estetica (rispondendo ai principi della retorica classica).
Mattarella pronuncia un discorso che è in linea con il momento difficile che attraversa il Paese.

La speranza che "negli uffici pubblici e nelle istituzioni possano riflettersi, con fiducia, i volti degli italiani: il volto spensierato dei bambini, quello curioso dei ragazzi, i volti preoccupati degli anziani soli e in difficoltà, il volto di chi soffre, dei malati, e delle loro famiglie, il volto dei giovani che cercano lavoro e quello di chi il lavoro lo ha perduto" avvicina il discorso del Presidente a quello pronunciato da Martin Luther King, il 28 agosto del 1963, a seguito di una marcia per i diritti civili e che viene solitamente ricordato con la frase "I have a dream", io ho un sogno.

  • Riporta il passo in cui si fa appello al principio di uguaglianza promosso dal leader americano (lo trovi nella sezione teoria dell'anafora): mettilo a confronto con le parole del Presidente, analizzando la figura retorica dell'anafora.

(prof. Pisani)


teoria - pag.1

Quando parliamo o scriviamo ci serviamo di parole e di frasi che sono comunicative solo se servono a comporre un'unità comunicativa, cioè un testo. La lingua, pertanto, non è necessariamente comunicativa: occuparsi di lingua in senso comunicativo significa occuparsi di testi. Ogni testo è inserito in un contesto, senza il quale la sua capacità comunicativa è inesistente.
Affrontare le differenze comunicative fra oralità e scrittura significa analizzare le differenze fra testi/discorsi parlati e  scritti.

 R. Rigo, Insegnare la lingua italiana nella scuola secondaria di primo grado, Roma, Anicia Edizioni, 2013.

Il grado di pianificazione

PARLATO SCRITTO

La pianificazione rapida spesso procede di pari
passo con il discorso (pianificazione locale); è soggetta ai facili cambiamenti di piano, alle
interruzioni e anche ai possibili cambiamenti di tema, dovuti alla compresenza degli interlocutori. Nel parlato formale (spesso supportato da scaletta), il grado di pianificazione più alto richiede
all'ascoltatore attenzione e notevole memoria.
La pianificazione può contare su un tempo più
lungo, quindi può essere più accurata; è favorita da
particolari circostanze operative: il ritmo autonomo,
la permanenza del segnale, la correggibilità. 

SCRITTURA

 Lo scrivente durante la produzione può muoversi anche
sul testo con continui andata e ritorno.

Nel trasmesso la pianificazione varia in base alle circostanze e al tipo di trasmissione: è alta nella pratica della lettura o della presentazione su traccia, è bassa quando cresce il tasso di dialogicità.

(prof. Pisani)


teoria - pag.2

I tratti prosodici e paralinguistici

PARLATO SCRITTO

Volume, tono, ritmo e intonazione, timbro, flusso
verbale, onomatopee ed esclamazioni 
consentono di veicolare il significato complessivo
del messaggio e permettono di capire anche la forza
illocutoria di una battuta.

SCRITTURA

Nello scritto tali aspetti sono
bloccati, anche se le strategie tipiche di scrittura
possono suggerire i toni della voce (fra le
caratteristiche tipografiche: caratteri, corpo, spazio,
sottolineatura, impaginazione, ecc.)

La correggibilità
Chi parla può correggere quanto è stato appena
detto, ma non quanto detto prima ancora, la
correzione risulta palese all'ascoltatore.

Lo scritto è più facilmente correggibile in relazione
alla pianificazione in anticipo.

Meno esposti, ma non esenti da errori di varia
natura, sono alcuni testi radiofonici e televisivi
poiché scritti in tutto o in parte e letti ad alta voce.

I codici non linguistici

I mezzi ausiliari (mimica facciale, postura, gesti, ecc...) da un lato completano e precisano il senso delle parole, dall'altro rispecchiano il livello della comunicazione, più o meno formale.

La comunicazione scritta è affidata invece solo al linguaggio verbale.

(prof. Pisani)


teoria - pag.3

La deissi

È frequente l'uso di parole strettamente collegate al
momento e al luogo in cui viene emesso il
messaggio (pronomi personali, dimostrativi,
espressioni di tempo, ecc.). 
Nel trasmesso telefonico
sono ridotti i deittici spaziali (qui, qua, li, là) poiché
gli interlocutori non si vedono e non sono nella
stessa situazione.

Nello scritto gli elementi della comunicazione
vanno esplicitati, evitando o limitando i deittici.
Il tipo di interazione
Varia tra una comunicazione conversazionale, una
telefonata, un programma mediale o un testo scritto.
Incide anche sulla pianificazione del discorso, sui
comportamenti linguistici e sulle scelte linguistiche
degli interlocutori. Si riconnette ai punti successivi.
Utile per classificare le situazioni comunicative non
solo distinguendo il parlare dallo scrivere, ma anche
guardando alle varie situazioni del parlato e dello
scritto.
Chi scrive di regola è da solo, è più
concentrato sulla pianificazione, meno influenzato
dal destinatario.
Il destinatario della comunicazione
Chi parla può ricavare ulteriori informazioni sul
destinatario durante l'interazione diretta osservandone le reazioni verbali e non verbali
(informazioni sulla condivisione delle idee, sulla
comprensione, sugli scopi, ecc.).

La comunicazione è a senso unico, priva di feedback
immediato, anche se si possono avere o supporre
informazioni sul destinatario (lo status, il ruolo, le
conoscenze e i valori condivisi, il rapporto, ecc.).

Lo scrivente non può correggere o integrare il messaggio sulla base delle reazioni del destinatario.

(prof. Pisani)


esercizi - pag.1

Esercizio n. 1 (Discussione)

I dati dell'Istituto di Linguistica Computazionale del CNR registrano un radicale cambiamento di rotta: il linguaggio della politica si sta semplificando e il discorso di Mattarella ne è un ottimo esempio. Secondo te perchè si rende sempre più necessaria l'esigenza di parlare in modo semplice abbassando pertanto il livello linguistico?

In passato un discorso quasi incomprensibile era spesso considerato segnale di competenza e di capacità oratoria; oggi, al contrario, il pregio maggiore di un politico è quello di avvicinarsi quanto più possibile al linguaggio parlato dalle persone comuni, vicine alla gente, perchè? Discutine con i compagni.

(prof. Pisani)


esercizi - pag.2

Esercizio n. 2 (Analisi)

Riporta integralmente un breve discorso di un leader politico di oggi e analizzane le strutture linguistiche più interessanti seguendo i punti elencati:

  • principali tratti del parlato formale
  • principali tratti del parlato informale
  • impiego di volgarismi o turpiloqui

Discutine con i tuoi compagni.

(prof. Pisani)