la Semantica del Verbo
la Collocazione Temporale: il Tempo

testo - pag.1

La giornata di Gesualdo

Come Dio volle finalmente, dopo un digiuno di ventiquattr'ore, don Gesualdo potè mettersi a tavola, seduto di faccia all'uscio, in maniche di camicia, le maniche rimboccate al di sopra dei gomiti, coi piedi indolenziti nelle vecchie ciabatte ch'erano anch'esse una grazia di Dio. La ragazza gli aveva apparecchiata una minestra di fave novelle, con una cipolla in mezzo, quattr'ova fresche, e due pomidori ch'era andata a cogliere tastoni dietro la casa. Le ova friggevano nel tegame, il fiasco pieno davanti; dall'uscio entrava un venticello fresco ch'era un piacere, insieme al trillare dei grilli, e all'odore dei covoni nell'aria: -il suo raccolto lì, sotto gli occhi, la mula che abboccava anch'essa avidamente nella bica dell'orzo, povera bestia- un manipolo ogni strappata!

Mastro Don Gesualdo, Giovanni Verga

(prof. Chiodi)


lessico - pag.1

indolenzito (agg.) = sofferente per un dolore diffuso anche se non acuto. Sinonimi (dolorante, intorpidito, appesantito)

tastoni (avv.) = indica il modo di procedere di chi si muove senza vedere, nel buio, brancolando, tastando il terreno o le pareti

tegame (n.) = un tipo di pentola usato in cucina, affine alla casseruola

trillare (v.) = verso del grillo che consiste nell'emettere trilli

covone (n.) = un fascio di steli di grano falciati alla base, con in sommità le spighe

abboccare (v.) = prendere, afferrare con la bocca

bica (n.) = mucchio di covoni

manipolo (n.) = fascio di paglia, di spighe, di fieno, come quello che nella mietitura a mano viene afferrato di volta in volta dal mietitore 

(prof. Chiodi)


guida - pag.1

-L'obiettivo di questa lezione è quello di spiegare la funzione del Tempo

-Iniziare con la definizione del Tempo, con la presentazione dei tre Tempi fondamentali e con la distinzione in forme verbali semplici e forme verbali composte

-Individuare e sottolineare tutte le forme verbali nel testo

-Individuare il Tempo e la forma se semplice o composta

-Provare a scambiare tra loro le forme utilizzate nel testo per vedere che effetto fa la lettura con tali modifiche

-Far fare agli studenti una frase per ogni Tempo verbale

-Individuare una frase nel testo, far classificare agli studenti Tempo e forma e far modificare nella stessa frase Tempo e forma

-Conclusioni = il Tempo, insieme al Modo, è una componente fondamentale del verbo ed è indispensabile farne un uso corretto

(prof. Chiodi)


teoria - pag.1

Il Tempo indica il momento in cui si realizza l'azione espressa dal verbo. Attraverso la variazione della desinenza, il verbo colloca nel tempo la situazione, l'evento o l'azione che descrive. Un evento può essere presentato come contemporaneo (io studio), anteriore (io studiavo), posteriore (io studierò). Pertanto il verbo ha tre Tempi fondamentali:

-il presente che indica la contemporaneità

-il passato che indica l'anteriorità e comprende passato prossimo, passato remoto, imperfetto, trapassato prossimo, trapassato remoto

-il futuro che indica la posteriorità e comprende futuro semplice e futuro anteriore

Riguardo la forma, i Tempi verbali si distinguono in :

semplici = costituiti da una sola parola formata dalla radice del verbo più le desinenze. Es.: io studiavo, tu parlasti, noi viaggeremo

composti = formati da una voce degli ausiliari essere e avere più il participio passato del verbo. Es.: avresti studiato, hanno parlato, egli avrà viaggiato

(prof. Chiodi)


esercizi - pag.1

1)Individuare tutte le forme verbali semplici e composte del testo

2)Individuare le forme verbali al presente, al passato e al futuro

3)Sostituire le forme verbali al passato con un presente o un futuro

4)Individua le forme verbali nel seguente testo e sostituiscele tutte con il presente: cosa cambia?

Giovanna sentì un prurito alle orecchie e pensò: " Forse questa notte sognerò"! Poi si infilò sotto il lenzuolo, mentre Ciccio, il suo cagnolino, dormiva già. Giovanna si addormentò e sognò che un turbine di vento entrava dalla finestra aperta, sollevava nell'aria lei e Ciccio e li trasportava nel buoi della notte. Giovanna e Ciccio si ritrovarono su una collina, in aperta campagna. A poca distanza, un drago rosso riposava sotto un grande albero. Appena li vide, si alzò in piedi e gridò: "Benvenuti! Evviva"!

(prof. Chiodi)