Testi d'Uso
Informare: l'Articolo di Cronaca

testo - pag.1

 

Migrante a piedi in autostrada
Uccisa da un Tir a Ventimiglia


La vittima aveva 17 anni, era con altre otto persone: il mezzo l'ha travolta all'uscita di
una galleria. Nella città ligure sono fermi 800 profughi pronti a passare il confine

Era quasi riuscita ad arrivare in Francia anche se la possibilità di
non essere subito fermata dalla polizia sarebbe stata assai bassa, ma una giovane
migrante eritrea non ha avuto neanche questa occasione, è morta ieri sera a
Ventimiglia poco prima di passare la frontiera. La ragazza, diciassette anni, è stata
travolta da un Tir mentre camminava nell'ultimo tratto dell'Autofiori: insieme con altri
sette o otto migranti, quasi tutti della stessa famiglia, si trovava nell'ultima galleria
prima del confine. E' deceduta sul colpo. Sono intervenuti 118 e Polstrada. I
compagni della giovane sono stati riaccompagnati al centro di accoglienza a
Ventimiglia, in stato di choc. Forse la ragazza è scivolata dallo strettissimo
marciapiede che corre lungo la galleria oppure è stata agganciata dal Tir.

La dinamica: sfiorata la strage

L'incidente è avvenuto intorno alle 18:30. La giovane si trovava assieme ad altre
sette persone dello stesso nucleo familiare: quattro ricoverate sotto choc all'ospedale
di Bordighera, due ferme sull'A10 assieme alla polizia. L'autotrasportatore, uno
spagnolo risultato negativo all'alcoltest, ha riferito di aver visto il gruppo di migranti
attraversare la carreggiata: sei ce l'hanno fatta, la ragazza è stata travolta e uccisa. Il
camionista ha provato a «inchiodare» il suo mezzo, ma non ha potuto evitare la
giovane. Accertamenti sono in corso anche con la polizia di frontiera di Ventimiglia
per risalire alla provenienza del gruppo. Dal campo profughi del Roja escludono di
avere avuto ospite quella famiglia: «Qui dimorano solo uomini», dicono i volontari
della Croce Rossa, che gestisce il centro di accoglienza. Il gruppo potrebbe essere
stato ospite della parrocchia di Sant'Antonio alle Gianchette di Ventimiglia, dove
alloggiano una cinquantina di migranti, in larga parte famiglie eritree: «Stiamo attendendo
notizie - dice il parroco don Rito Alvarez-. C'è molta tristezza nel vedere che queste
persone che compiono un viaggio così lungo per lasciare la guerra trovano la morte in
Europa».

La mini Calais

Quello di affrontare questo rischioso «passaggio» al buio in autostrada è uno dei
frequenti tentativi dei migranti da mesi fermi a Ventimiglia per arrivare in Francia. La
situazione nella cittadina ligure non è molto cambiata rispetto all'emergenza di questa
estate, sono ancora alcune centinaia le persone in attesa dell'occasione per eludere la
sorveglianza delle polizie di frontiera e ormai tutti parlano di Ventimiglia come di una
mini-Calais. Due settimane fa nel Parco Roja - dove è allestito un campo - i migranti
erano arrivati a quota 800.

La condanna per stupro

Le tensioni non mancano e non ha aiutato l'episodio del marzo scorso quando un
profugo bengalese ha pesantemente molestato una volontaria diciannovenne della
Croce Rossa. Due giorni fa l'uomo - che si trova ai domiciliari presso un centro - è
stato condannato a cinque anni di carcere dal Tribunale di Imperia per violenza
sessuale aggravata. L'aggressione era avvenuta in una delle tende allestite dalla
Croce Rossa.

 

di Erika Dellacasa, 7 ottobre 2016, da La Repubblica.it

 

(prof. Pisani)


lessico - pag.1

inchiodare: bloccare, immobilizzare
eludere: sfuggire, evitare con astuzia o destrezza

(prof. Pisani)


guida - pag.1

L'attività si pone i seguenti obiettivi:

  • riflessione e analisi di un articolo di cronaca giornalistica
  • acquisizione delle tecniche di produzione di un articolo di cronaca
  1. Dopo aver letto l'articolo proposto si riflette con gli studenti sulle caratteristiche dell'articolo di cronaca con domande del tipo: -Da cosa si deduce che l'articolo proposto appartiene alla cronaca? Quanti tipi di cronaca conoscete? Leggete il quotidiano o qualche altro giornale di informazione? Su quali articoli ricade la vostra attenzione?
    (Cronaca deriva dalla parola greca "kronos" che significa tempo. Infatti per parlare di un avvenimento bisogna raccontare i fatti in ordine di tempo cioè in ordine cronologico. La cronaca racconta un fatto per cui è un testo narrativo: ci sono cronache su fatti della vita di tutti i giorni, cronache politiche se succede un avvenimento importante in Italia o all'estero; cronache sportive dove si racconta una partita di calcio; cronache di uno spettacolo come ad esempio la prima rappresentazione di un'opera teatrale ecc..)
  2. Si propone agli studenti un'altra discussione aperta per stimolare la comprensione globale del testo e si predispone uno schema per elaborare un'altra versione del fatto narrato attraverso la tecnica delle 5 W usata per scrivere una cronaca:
    CHI?
    Il protagonista, altri personaggi
    CHE COSA?
     Il fatto, l'episodio, l'avvenimento
    DOVE?
     In quale luogo si è svolto il fatto
    QUANDO?
     Il tempo
    PERCHE'?
    Le cause
  3. Si conclude con le espansioni, ovvero ulteriori spunti di lavoro da proporre in classe.

Si invitano gli studenti a riflettere su un aspetto importante degli articoli di giornale, il titolo, con domande del tipo: Il titolo dell'articolo, secondo voi, svolge una funzione importante nella stesura dei testi? Perchè?
E' vero che molte persone leggono un articolo solo se il titolo è interessante?

Si riflette insieme sulle tre parti che compongono il titolo: l'occhiello, il titolo e il sommario.

L'occhiello
di solito fa capire l'argomento dell'articolo
Il titolo
è molto più grande degli altri testi, perchè deve attirare l'attenzione del lettore
Il sommario
fa un riassunto brevissimo della notizia

Il titolo c'è sempre, l'occhiello e il sommario, invece, possono non esserci sempre.

Ricorda che nei telegiornali e nei giornali-radio i titoli e il sommario sono sempre all'inizio della trasmissione: danno notizie in modo molto veloce una dopo l'altra.

(prof. Pisani)


teoria - pag.1

L'articolo di giornale come il saggio breve è diventato testo di primo piano nella nostra scuola, in seguito alla riforma degli esami di Stato conclusivi, che ne ha previsto l'introduzione tra le prove di italiano.

Le prove d'esame "articolo di giornale" e "saggio breve" presentano non solo alcune caratteristiche in comune ma anche delle differenze.

 ANALOGIE
 DIFFERENZE
  •  Allo studente viene fornito un argomento da sviluppare accompagnato da un dossier di documentazione
  • Viene chiesto allo studente di definire un titolo e la destinazione editoriale
  •  Nel definire i contenuti dell'articolo, i vincoli meno rigidi imposti dalla documentazione, di cui si può utilizzare anche solo uno spunto, consentono una maggiore autonomia
  • Per conferire al testo la concretezza dell' attualità , lo studente può delineare uno sfondo con dati di cronaca ricavati dalla realtà o anche frutto della sua fantasia
  • L' articolo impiega un linguaggio più immediato vicino al lessico quotidiano, senza scadere in espressioni scorrette o trascurate

 

(prof. Pisani)


teoria - pag.2

COME SCRIVERE UN ARTICOLO DI GIORNALE: STRUTTURA

 

Definire il

LUOGO DI PUBBLICAZIONE 

Il tipo di pubblicazione condiziona l'esecuzione dell'elaborato; il lessico, il tono, il registro linguistico saranno diversi a seconda che si scelga un quotidiano (i cui lettori appartengono a tutte le fasce d'età o a strati culturali e sociali non omogenei), una rivista divulgativa (dedicata a una tematica specifica), un giornalino scolastico o un sito internet non professionale (gestiti da giovani che si rivolgono ai propri coetanei).

Scegliere il

TITOLO

Rappresenta per il lettore un invito alla lettura dell'articolo, del quale anticipa con estrema sintesi e fedeltà i contenuti.
  • Ha una struttura variabile. I titoli si dividono in due categorie: freddi il più possibile oggettivi, referenziali; caldi, cioè partecipati o emotivi, ricchi di elementi connotativi. I primi forniscono al lettore dati informativi, ("Attentato: 12 morti"); i secondi tendono a coinvolgerlo emotivamente ("Attentato: stragi di civili")
  • titolo vero e proprio indica in modo sintetico (con una frase nominale) l'argomento dell'articolo
  • occhiello: scritto più piccolo e collocato sopra il titolo riassume il contenuto dell'articolo
  • sommario: posto sotto il titolo, fornisce in più righe ulteriori informazioni

Scegliere lo

STILE

  • Impiego di frasi brevi e lineari con soggetto, predicato verbale, complementi essenziali limitato uso di incisi e proposizioni subordinate che rallentano la lettura. Il lettore non deve essere costretto a fermarsi e a rileggere per capire bene
  • impiego dei segni d'interpunzione, che danno ritmo alla lettura; con poche subordinate i punti sono frequenti. Il punto a capo, che indica la fine di un paragrafo, viene introdotto solo per segnalare un effettivo stacco nei contenuti del discorso
  • uso della forma passiva se si vuole focalizzare l'attenzione del lettore non su chi compie un'azione ma su chi la subisce, nonostante la forma attiva dei verbi sia più immediata
  • uso del tempo presente più diretto e coinvolgente del passato recente (ieri)
  • la metafora può rivelarsi molto efficace, se non consiste in un luogo comune: troppe figure retoriche rendono faticosa la lettura
  • impiego dei termini stranieri solo in mancanza di adeguati vocaboli italiani equivalenti. Regola che vale anche per le sigle.

Impiegare la

REGOLA DELLE CINQUE W e organizzare la SCALETTA

Le domande chi, che cosa, dove, quando, perché, sono integrate al come e non hanno sempre la stessa importanza. Il massimo rilievo e spazio, va dato a seconda dei casi, ora ai protagonisti, ora alle circostanze, ai luoghi, ai tempi, alle ragioni dei fatti.

LEAD: L'apertura deve catturare l'attenzione dl lettore e invogliarlo a leggere fino in fondo l'articolo
CORPO CENTRALE: sviluppo della tesi e di tutte le idee da trattare attraverso una suddivisione in paragrafi che corrisponda all'importanza degli argomenti
CONCLUSIONE: parte finale

 

 

(prof. Pisani)


esercizi - pag.1

Esercizio n.1 (Individuazione)

Leggi l'articolo di seguito e individua nel testo i passaggi che sostituiscono una risposta alle 5 W, ossatura della cronaca. Inserisci poi le cinque domande- chi, che cosa, dove, quando, perché- segnalando il collegamento tra queste e le risposte.

A che cosa serve l'uomo? In Svezia non serve a niente
di Marco Dotti, 5 Agosto 2016

Era il paradiso del welfare, la meta di ogni sogno di liberazione. Che cosa è successo alla Svezia? Nel suo ultimo documentario, l'autore di Videocracy, Erik Gandini, racconta un Paese in cui le persone vivono isolate, sempre più donne single scelgono la fecondazione artificiale e molti anziani muoiono da soli, dimenticati da tutti. E con 80 euro spediscono anche il kit per la fecondazione artificiale a domicilio.

«Nell'inverno del '72, un gruppo di politici ebbe una visione rivoluzionaria del futuro. Era giunto il momento di liberare le donne dagli uomini, gli anziani dai figli, gli adolescenti dai genitori». Venne scritto anche un manifesto: La famiglia del futuro. A volerlo fu la sezione femminile del partito socialdemocratico allora guidato dal primo ministro Olof Palme.

Che cosa prevedeva il documento? Ce lo spiega Erik Gandini autore di Videocracy, che in Svezia vive e lavora. Lo spiega in un documentario importante, di cui si è parlato poco o, comunque, non abbastanza in Italia: La teoria svedese dell'amore. Andato in onda nelle scorse settimane sulla Rai per Doc3. Il lavoro di Gandini sarà presto nelle sale cinematografiche, in versione integrale.

Oggi, in Svezia il 50% dei cittadini vive solo. Una vita senza l'altro e una morte che non è da meno: 1 cittadino su 4 muore in solitudine, abbandonato dai figli. È la teoria svedese dell'amore: un'idea talmente assoluta di indipendenza che porta a considerare che l'amore autentico possa esistere solo tra estranei. O tra sconosciuti. O tra sé e sé: la relazione è un peso che sempre meno svedesi sembrano disposti a sopportare. Non serve. Nemmeno per avere figli.

In Svezia va per la maggiore la fecondazione fai da te. Una gran parte delle donne svedesi - svela Gandini - acquista sperma per corrispondenza. Lo fa dalla Cryos, una società danese fondata da Ole Schou. «La banca del seme più grande del mondo», alimentata da donatori che dichiarano di «volere il bene dell'umanità» e disponibile per tutti e per tutte le tasche. Lo sperma in Europa arriva con corriere espresso, conservato in ghiaccio secco e pronto all'uso (vengono fornite delle apposite fiale/siringhe fai da te). I tempi di consegna vanno da 1 a massimo 2 giorni.

«Ho pensato che fosse meglio avere un figlio da sola, ed evitarmi la fatica di trovare un partner», dichiara una donna.

Il prezzo va da 63 euro per 1 fiala/siringa ai 12 mila euro per il "donatore esclusivo". Si possono poi consultare i dati ex post, con le fotografie dei bambini, il loro - testuale - «profilo di intelligenza emotiva e il campione vocale». Si può pure scegliere, anche qui testuale, la razza: caucasica, africana, medio orientale. Più della metà dei clienti della Cryos sono donne single. Rivelata una desolante emancipazione regressiva. Si nasce soli, si vive soli, si muore soli. Come nota Gandini nel Docu-film: "Ognuno va per la propria strada ma non c'è nulla che li tenga insieme". Quest'ultimo fenomeno è talmente aumentato negli ultimi anni che lo Stato svedese ha dovuto creare uffici appositi che si occupano di tutte le incombenze legali e burocratiche legate alla scoperta di un morto senza legami, nel disinteresse di figli e parenti.

Testo estrapolato da Vita. it, sito di un'associazione no profit.

(prof. Pisani)