Saper Scrivere
⇨ Teoria ed Esempi

testo - pag.1

Testo n.1

Essendo il mondo di Scriptoria governato da leggi particolari, ed essendo l'ambiente e gli avvenimenti influenzati dalle cose che si scrivono e dal mondo in cui le si scrive, ne deriva l'esistenza di un rapporto diretto tra la scrittura e la realtà, cosicchè una pagina efficace crea luoghi, oggetti, animali, personaggi che prendono vita, mentre cose traballanti, difettose, infide o smorte vengono prodotte da una scrittura imprecisa, scorretta, confusa, facendo tutto ciò sorgere spontanea l'esigenza di fare attenzione, dato che per completare i vari livelli dovrete superare molti esercizi di scrittura e se scrivere bene sarà la vostra salvezza, scrivere male sarà la vostra rovina.

Testo n. 2

Il mondo di Sriptoria è governato da leggi particolari. Qui le cose che si scrivono e il modo in cui le si scrive influenzano l'ambiente e gli avvenimenti. C'è un rapporto diretto tra la scrittura e la realtà: una pagina efficace crea luoghi, oggetti, animali, personaggi che prendono vita; una scrittura imprecisa, scorretta, confusa produce cose traballanti, difettose, infide o smorte. Fate attenzione. Per completare i vari livelli dovrete superare molti esercizi di scrittura: scrivere bene sarà la vostra salvezza, scrivere sarà la vostra rovina.

 

Da un adattamento di M. Birattari, Scrivere bene è un gioco da ragazzi. Un corso di scrittura avventuroso come un romanzo. Feltrinelli Kids, 2013, pg.26-28.

(prof. Pisani)


lessico - pag.1

traballanti: instabili

 

infide: che non meritano fiducia, considerazione

 

smorte: prive di vigore espressivo

(prof. Pisani)


guida - pag.1

 L'attività si pone i seguenti obiettivi:

  • riflessione sulle differenti modalità di scrittura
  • acquisizione delle tecniche per semplificare e rendere leggibile un testo
  1. Si presentano agli studenti i due testi a confronto e si riflette sulla differenza di scrittura. Il primo testo è caratterizzato da frasi subordinate e da verbi espressi in forma passiva. Nel secondo invece si sono spezzate le frasi ed eliminati i gerundi; si sono inoltre sostituite le forme attive dei verbi con quelle passive.
  2. Si ragiona insieme sull'importanza di saper scrivere bene per essere capiti con domande del tipo: "Quale testo, secondo voi, è di più facile lettura, si presenta cioè in forma più chiara e semplice? Perché? Quali sono, secondo voi, i costrutti che appesantiscono le frasi? Quale operazione è stata fatta nel secondo brano per meglio chiarire i concetti?
  3. Si procede poi con la lettura di un altro testo impiegato nella prosa politica e si riflette sulla trascrizione.

TESTO 1

"La tendenza alla cronicizzazione della condizione di disoccupato non comporta solo problemi di natura economica: la condizione lavorativa implica infatti l'esistenza di un insieme di relazioni sociali, la cui assenza pesa sull'individuo e crea le precondizioni per una possibile emarginazione".

TRASCRIZIONE

"Spesso chi è disoccupato resta disoccupato per anni. Questo non è solo un problema economico. Lavorare, infatti, vuol dire avere rapporti con altre persone. Chi è disoccupato, invece è tagliato fuori da questa vita sociale, e rischia di sentirsi depresso e umiliato".

4. Si sollecita ancora un'altra discussione con domande del tipo: "Vi siete resi conto della difficoltà in cui spesso ci imbattiamo quando leggiamo un testo poco comprensibile? Che effetto ci suscita? Come è stato rielaborato il secondo testo? È una traduzione "letterale" o semplicemente una traduzione in una lingua più semplice e viva? Quale funziona meglio, secondo voi? Perché? A cosa obbliga semplificare un discorso?

5. Si riflette con gli studenti sull'impiego smisurato di sostantivi astratti di certe tipologie di scrittura della prosa formale, ufficiale e burocratica, come quella presente nel primo testo; l'abitudine di ricorrere a sostantivi astratti non solo ci allontana dall'esperienza concreta dei parlanti ma richiede anche una mente esercitata a comprendere certi passaggi mentali non immediati.

Si propongono le seguenti domande: "Secondo voi quando scriviamo avvisi, istruzioni, informazioni rivolti a lettori che non sono abituati a leggere cosa dobbiamo controllare maggiormente? Quali espedienti possiamo utilizzare senza rinunciare a parole che già conosciamo? Che cos'è un sinonimo?"

6. Si conclude l'attività con l'aggiunta delle espansioni, ovvero ulteriori spunti di lavoro da proporre in classe:

  •  Prova a stilare un piccolo prontuario delle cose da fare e da non fare per scrivere con semplicità
 Cosa fare
 Cosa non fare
 
  •   Prova a trovare sinonimi più semplici per le parole che seguono, incontrate nelle pagine di cronaca politica:

                                                                     Sinonimi

 compensazioni
                         
 confliggere
 
 contrapposizione
 
 esplicare
 
 equità
 
 defezione 
 
 impellente
 
 individuazione
 
 tutela
 
 rilevanza
 

(prof. Pisani)


teoria - pag.1

Saper scrivere significa essere in grado di produrre un testo corretto, completo, ordinato e coerente, capace di comunicare con chiarezza ciò che si intende esprimere per ottenere uno scopo preciso.

Più propriamente significa saper descrivere, narrare, argomentare, produrre una relazione, riassumere un testo, scrivere un articolo di giornale, una cronaca, una recensione un saggio breve ecc...

 

 SUGGERIMENTI PER SCRIVERE CON PRECISIONE
  • Descrivere le cose per quelle che sono non usando frasi fatte ma parole precise
  • In una narrazione rispettare l'ordine cronologico, in un'argomentazione sviluppare la catena delle cause e degli effetti, in una serie di istruzioni controllare la sequenza delle informazioni fornite
  • Trasformare le frasi implicite in esplicite eliminando perifrasi e giri di parole
  • Non abusare di sostantivi astratti, sostituirli con verbi che esprimono l'azione condensata nel nome
  • Immaginare di spiegare qualcosa a un bambino: sforzarsi per farsi capire
  • Durante la rilettura eliminare possessivi inutili, superflui, doppie negazioni, ripetizioni di frasi e concetti
  • Leggere e studiare i testi della disciplina interessata nell'operazione di rielaborazione per imparare a padroneggiare il lessico tecnico
  • Definire i termini tecnici per permettere a chi legge di conoscerne il significato
  • Rileggere ad alta voce ciò che si è scritto e provare ad ascoltarsi dall'esterno

M. Birattari, É più facile scrivere bene che scrivere male. Corso di sopravvivenza, Milano, Ponte delle Grazie, 2002.

(prof. Pisani)


esercizi - pag.1

 Esercizio n. 1 (Creatività)

 

Cerca gli anagrammi del tuo nome e cognome; se ne trovi più di uno, puoi comporlo in modo da formare un testo (ogni riga un anagramma), come negli esempi.

  • Paolo Ripamonti =Parla, topino mio
  • Samanta Colella =Salta con la mela

Ricorda: fare un anagramma significa comporre con le stesse lettere di una parola (o frase) altre parole o frasi di diverso significato. 

da Ersilia Zamponi, I draghi locopei. Imparare l'italiano con i giochi di parole, Einaudi, 1986.

(prof. Pisani)


esercizi - pag.2

Esercizio n. 2 (Creatività)

Pensa che alcune volte basta aggiungere un apostrofo per trasformare una parola in un'altra di significato completamente diverso come nell'esempio l'abile- labile.

Componi delle frasi in cui siano presenti le due parole di una coppia con e senza l'apostrofo.

Esempi:

1. Vado al duomo al passo d'uomo

2. T'assista il tassista

3. Loro hanno l'oro, io soffro per l'ira della lira

da Ersilia Zamponi, I draghi locopei. Imparare l'italiano con i giochi di parole, Einaudi, 1986.

(prof. Pisani)


esercizi - pag.3

Esercizio n. 3 (Creatività)

 

Divertiti ad anagrammare le squadre di calcio da te seguite o i proverbi come negli esempi. Componili tra di loro in modo da formare un testo con o senza senso.

  • ASCOLI, UDINESE, TORINO, INTER, FIORENTINA= O scali sei dune o torni in tre afoni treni
  • "CHI DICE DONNA DICE DANNO" = NON DECIDA CHI DICE DANNO DICA DANNO CHI NON DECIDE 

da Ersilia Zamponi, I draghi locopei. Imparare l'italiano con i giochi di parole, Einaudi, 1986.

 

Ricorda: i draghi locopei sono nati per metamorfosi anagrammatica dalla frase "Giochi di parole".

(prof. Pisani)


esercizi - pag.4

Esercizio n. 4 (Creatività)

 

Dopo aver letto gli esempi divertiti anche tu a inventare un limerick.

Ricorda: il limerick è un genere di nonsense (cioè senza senso) che pur essendo caratterizzato da un umorismo surreale segue regole ben precise.

Edward Lear, poeta e illustratore inglese dell'Ottocento, è stato un celebre autore di Limericks. A lui si deve il merito di aver reso famoso il limerick anche fuori del mondo anglosassone. A Book of Nonsense (1846) è il suo primo libro dedicato a questa forma di poesia dove un disegno dell'autore accompagnava ogni composizione. Il nostro Gianni Rodari nella Grammatica della fantasia (1973) spiega come costruirli.

Il limerick è formato da cinque versi: il primo presenta il protagonista; il secondo indica una sua qualità e il predicato; il terzo e il quarto verso sviluppano il predicato; il quinto conclude con un epiteto stravagante.

Il primo e il secondo verso rimano tra di loro; così pure il terzo e il quarto. Il quinto verso ripete la parola finale del primo.

Esempi:

1. Una giovane matita

amava molto la vita

e un giorno trovò un'apertura

per cominciare un'avventura

con un compasso in cerca di matita.

2. Un corvo di Forlì veniva sempre qui.

Un giorno capitò

che un'ala si spezzò.

Oh, povero corvo di Forlì!

 da Gianni Rodari, Parole per giocare, Manzuoli, Firenze.

limerick

3. There was an Old Lady of Prague,

Whose language was horribly vague

When they said, "Are these caps?"

She answered "Perhaps!"

That oracular Lady of Prague.

A Un'anziana signora di Praga

A Si esprimeva in maniera assai vaga.

B Le chiedevi: "È un babà?"

B Rispondeva: "Chissà!"

A Quell'anziana Cassandra di Praga.

da Edward Lear, Limericks, trad. di O. Fatica, Theoria, Roma.

LIMERICK 2

(prof. Pisani)

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