I linguaggi dei gruppi
I gerghi

testo - pag.1

E sul web si autocostruisce il dizionario dello slang giovanile

Slangopedia, autocompilato by mail e oggi anche by video (telecamera o telefonino), è il primo dizionario slang della digital generation, teeagers anni 2000 che riscrivono e reinventano ogni giorno l'alfabeto a botte di sms, mail e blog. Tutto è nato da un'inchiesta de "l'Espresso" sul nuovo linguaggio giovanile di fine Millennio.
 Uno slang scherzoso, ludico e creativo fatto di sigle e metafore inventate, rielaborate, accorciate e raddoppiate. Neologismi e tormentoni rubati al dialetto e a Internet, al cinema e alla tv. Sono meteore velocissime le parole dei giovani: durano una decina d'anni, dicono gli esperti, e poi scompaiono. L'unica è stargli dietro in tempo reale.
Così, quando è nato il sito dell'Espresso, abbiamo lanciato il primo dizionario dello slang giovanile on line. E oggi dopo 4 anni "Slangopedia" contiene più di 800 voci, tutte proposte dai lettori di ogni parte d'Italia (e dall'estero), che inviano la loro mail con età, luogo di provenienza e significato della parola prescelta. Un vocabolario autocostruito insomma, in cui ciascuno dice la sua e invia parole e gerghi (incomprensibili ai più) con cui i teenagers comunicano quotidianamente tra di loro. Tra i vocaboli più gettonati, al primo posto rifulge lo spinello/canna: con le sue varianti regionali "bomba" (Abruzzo), "cecio" (Savona), "ciurmacca" (costa adriatica), "porro" (Cuneo), "tizzone" (Genova), "viola" (Milano). Come si definisce oggi una bella ragazza? "Cellona" o "verza". Quella brutta, invece, è una "sdraiona", "pitona", "zebrona" o addirittura un "comò". Mentre un ragazzo troppo fighetto è bollato come "cabinotto" a Torino, "sancarlino" a Milano e "chiattillo" a Napoli. Ma i lettori non si limitano a inviare a Slangopedia le loro parole. Molti mandano osservazioni, consigli e critiche. (...)

(Maria Simonetti)

(prof. Pisani)


lessico - pag.1

Esempi di neologismi

POLITICA

Berlusconismo/Berlusconizzato: linee guida che ispirano l'azione politica di Silvio Berlusconi
Rottamatore: colui che si propone di allontanare e sostituire un gruppo dirigente considerato antiquato

"Milleproproghe": un tipo di decreto

"Celodurismo" del leader del Carroccio Umberto Bossi che significa l'avere più attributi di altri

ECOLOGIA

"Ecoauto" per l'ambiente o "Ecocontributo "Compostiera" per i rifiuti solidi urbani e "Ecopiazzola"

ECONOMIA

Flessicurezza: favorire la flessibilità nel lavoro

Poltronismo: ansia di ricoprire incarichi

Lowcostismo: ricerca di ciò che costa meno

SPORT

Ciclopasseggiata: passeggiata in bici

Moviolistico: immagini rallentate

Torello: riscaldamento dei claciatori

TECNOLOGIA

Hashtag: l'etichetta utilizzata sul social network

Twitter: l'argomento cui si riferisce il tweet di 140 caratteri 

COSTUME E SOCIETA' 

Bling bling: modo di vestirsi vistoso e ostentato

Denatalizzazione: calo delle nascite

Milleurista: vivere con mille euro al mese

Pluritascato: dotato di più tasche

Adultescenti: 30enni che sono ancora ingabbiati nell'adolescenza, la versione rinnovata dei bamboccioni dell'ex ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa che nel 2007 invitò i genitori a mandarli fuori di casa

Cantantista: il cantautore che esagera con la sua posizione politica molto impegnata

Cocoprò: i lavoratori atipici con un contratto a progetto

Tronista: partecipante a uno spettacolo televisivo che si presta a essere messo al centro dell'attenzione, su un trono, divenendo oggetto di corteggiamento con riferimento alla trasmissione pomeridiana "Uomini e donne", condotta da Maria De Filippi per Canale 5 Mediaset

velinismo: fenomeno delle veline televisive

biotestamento: strumento necessario per manifestare la propria volontà a proposito dei trattamenti sanitari ai quali si potrebbe essere sottoposti nel momento in cui le condizioni di salute fossero precarie e la situazione dell'organismo non permettesse più al soggetto di esprimersi

RELIGIONE

Anti-velo: che indica chi è contrario all'uso del velo islamico nei luoghi pubblici

"Sadrista": legato al fondamentalismo islamico e diffuso in Iraq

(prof. Pisani)


guida - pag.1

Si propone una riflessione sui neologismi che diventano popolari tramite i mass media o per passaparola, specialmente presso i più giovani.

I NEOLOGISMI

In quanto entità dinamica la lingua italiana è in continua evoluzione. La nascita e la diffusione di nuove parole sono la testimonianza evidente della sua vitalità e creatività.
Il vocabolario Zingarelli si è rinnovato e nel volume stampato per il 2014 ha inserito ben 1.500 nuove parole. Tra queste alcuni neologismi e termini che derivano dalle lingue straniere, dalle tecnologie e da diversi settori come la politica, l'economia, lo sport, il costume e la società: i linguaggi specialistici sono anch'essi una fucina di nuovi termini.

 

  • Il termine "neologismo", che in italiano proviene dal francese néologisme a sua volta dal composto greco neos-logos, "nuova parola", indica le parole di nuova formazione presenti in una lingua (M. Cortellazzo - P. Zolli, Dizionario Etimologico della Lingua Italiana, Bologna, Zanichelli, 1999, p. 1033). Parole create per denominare oggetti o concetti nuovi, quindi frutto di un'operazione di "invenzione", quella che tecnicamente viene indicata con il termine onomaturgia. Fu Bruno Migliorini nel 1975 a creare il termine onomaturgo per indicare colui che conia una nuova parola.
  • Generalmente si parla di forestierismi (o prestiti) nel caso di voci che provengano da lingue straniere e di neologismi per le parole derivate (tramite suffissi, prefissi o composizione) da altri termini già presenti in una data lingua. Altri fenomeni che rientrano nel campo della neologia sono il prestito linguistico, il calco e la formazione di sigle.
  • I neologismi possono essere classificati in tre categorie:
    Lessicali
    Sintattici
    Semantici

    Quando si creano i nuovi lessemi mediante le regole comprese nel sistema linguistico

    (ad esempio chattare)

    Quando vengono utilizzati più sintagmi in luogo di singole parole

    (ad esempio interfaccia utente)

    Quando nuovi significati si aggiungono a parole già esistenti: in questo caso il significato dipende dalle modalità di inserzione del nuovo segno nella frase o nel sintagma.

    Due procedimenti fondamentali ne regolano la produzione: la specializzazione e la metaforizzazione.
    Nel primo caso si ridefinisce l'unità lessicale "specializzando" il suo significato generico all'interno di un ambito peculiare (ad esempio apparecchio per aereo); nel secondo si associano nuovi significati a parole già esistenti facendo ricorso all'uso delle figure retoriche dell'antonomasia, della metafora, della metonimia e dell'onomatopea. 



(prof. Pisani)


teoria - pag.1

Il gergo (dall'inglese slang, e dal francese argot) è un termine usato per definire la varietà di lingua oscillante tra quella di tipo specialistico e quella di tipo sociale. Viene utilizzata da specifici gruppi di persone che esercitano una particolare attività.

Lo scopo del gergo è da un lato escludere gli estranei dalla comunicazione, dall'altro sottolineare un forte senso di appartenenza a quel gruppo. Tale particolarità si chiama funzione criptica.

Tra questi linguaggi che sono delle vere e proprie parlate convenzionali ricordiamo:

il GERGO DELLA MALAVITA

 il GERGO MILITARE

gergo militare

il GERGO GIOVANILE

gergo giovanile

 Ha un'origine molto antica ed è caratterizzato da parole della lingua comune con significato diverso da quello abituale attraverso processi metaforici: madama per "polizia", canarino per "chi confessa, chi collabora con la polizia", palo per "complice, chi sta all'erta"

Usato nelle caserme, è ricco fornitore della lingua di uso comune: naia per "servizio militare", grana per "seccatura", imbranato per "goffo, impacciato"

 Caratterizzato da una forte componente figurata e allusiva, contiene in sè tanto la funzione criptica quanto quella ludica. Dura lo spazio di una generazione e ha una diffusione circoscritta.

Così, a parte alcuni termini che hanno una certa tradizione come paglia per "sigaretta/canna", cotta per "innamoramento improvviso e violento", forte per "in gamba" se riferito a persone o "bello" se riferito a cose, leccare per "lusingare umiliandosi", la maggior parte delle espressioni gergali studentesche sono talmente tipiche dei singoli gruppi che solo essi possono redigerne un elenco


 

(prof. Pisani)


esercizi - pag.1

Esercizio n.1 (Individuazione)

Indica a quali gerghi secondo te appartengono le seguenti espressioni:

  1. Ferro (pistola)
  2. Dote (conseguenza di un fatto cruento)
  3. Il "furgoncino acchiappamorti"
  4. "Avendo ormai demandato il potere militare ad altri"
  5. Militarmente era stato spietato
  6. Sottomarino (persona incaricata a distribuire la mensilità)
  7. Mettere alla cappa (l'andatura presa da una nave per affrontare una tempesta
  8. Nido di corvo (piccola tenda o pulpito nel quale si ripara la vedetta di una baleniera)
  9. "Fare le stese"
  10. L'articolo di fondo mi sembra davvero interessante 
  11. Quel giornalista free lance ha fatto una buona impressione al capo

(prof. Pisani)


esercizi - pag.2

Esercizio N. 2 (Individuazione)

Leggi attentamente l'articolo e individua tutte le espressioni del linguaggio gergale, i neologismi e i forestierismi.

Reality soap o l' amore a puntate

Se uno non sa cosa sia il «tronista» di sicuro non ama il pomeriggio televisivo. Non c' è nulla di strano: a quell' ora, tra le tre e le cinque del pomeriggio, tanta gente ha altro da fare che fermarsi davanti alla tv. Eppure, quando capita - è successo venerdì scorso - che Uomini e donne intercetti all' ora del caffè un pubblico di quasi cinque milioni di telespettatori, e soprattutto quando capita che i protagonisti di quella trasmissione facciano impennare l' audience anche la domenica sera (6,3 milioni nell' ultima ora di Buona domenica), non si può fare a meno di chiedersi cosa diavolo succeda, in quella che per molti italiani rimane una zona d' ombra nel palinsesto televisivo. Succede, semplicemente, che sta prendendo piede un nuovo genere televisivo chiamato "reality soap", ovvero una fiction che diventa realtà. A differenza di quanto accade sull' Isola dei famosi o nella casa del Grande Fratello, a Uomini e donne si sviluppa, puntata dopo puntata, una vicenda umana che segue un canovaccio di regole stabilito in partenza, ma finisce per coinvolgere davvero i partecipanti a questo strano gioco, i cui sentimenti possono modificare il percorso stabilito a tavolino dagli autori e condurli persino a innamorarsi l' uno dell' altra (i concorrenti, non gli autori). Maria De Filippi - che molti non amano perché le imputano il boom del reality show - s' è accorta prima degli altri che era finito il tempo delle liti in diretta tra fidanzati, e ormai da quattro anni ha trasformato il suo spazio pomeridiano in questo incrocio tra finzione e realtà, che almeno ha il merito di essere - dichiaratamente - un gioco e non spaccia per vita reale le recite maldestre di un paio di figuranti. Così attorno al "tronista" - un uomo o una donna che si siedono sul Trono e accettano di farsi corteggiare da un gruppo di pretendenti - si mettono in moto dinamiche a volte prevedibili e a volte no. Il "tronista" Costantino e la "pretendente" Alessandra, per esempio, sembravano sfuggirsi a vicenda, tra bugie negate e ripicche di gelosia, ma alla fine lui l' ha scelta tra le trenta rivali e lei gli ha detto sì (dando vita a una storia che sembra autentica, ma che non sfuggirà neanche adesso all' occhio elettronico delle telecamere: poveri loro). Così, tra un caffè e l' altro, il pubblico del pomeriggio si affeziona a questi nuovi personaggi che non sono né attori né gente comune, ma sono chiamati a recitare la loro vita. Evidentemente, c' è un pezzo d' Italia che ha una gran voglia d' immedesimarsi in un ragazzo o in una ragazza per vivere, attraverso la loro "reality soap", un' altra storia d' amore.

Da la Repubblica.it,  Sebastiano Messina, 27 gennaio 2004

(prof. Pisani)


esercizi - pag.3

Esercizio n. 3 (Individuazione)


Totò linguista-creativo ha prodotto diversi giochi di parole attraverso cui è possibile osservare i meccanismi della lingua.
Ad esempio l'imprevedibile combinatoria di una base lessicale con un suffisso crea un neologismo che può rispettare le regole di formazione o può violarle allo stesso tempo.


Es.: Sono rimasto isolato, lei che ha il panfilo, me la darebbe una panfilata fino a Napoli? (Totò le Mokò, 1949)

da PANFILO- FANFILARE- PANFILATA
Tale neoformazione panfilare- panfilata, seppur ben formata in base a un principio di analogia, viene intesa come "errore" perchè estranea al sistema.


Leggi gli esempi seguenti e trascrivi il meccanismo di combinatoria.

  1. Tale madre tale figlia, tale matrigna tale filigna (Il turco napoletano, 1953)
  2. La mattina mi colaziono un minestrone ( Il coraggio, 1955)
  3. Sono irruento e se una donna mi piace la irruentisco (Totò e Cleopatra, 1963)

 

di Anna Cicalese in Totò linguaggi e maschere del comico. Atti del convegno internazionale di Barcellona 24/26 ottobre 2002 a cura di D. Aronica G. Frezza, R. Pinto, Carocci, 2003.

(prof. Pisani)