Introduzione
Il linguaggio verbale

testo - pag.1

La libertà di parola

mafalda

Della parola, cioè dell'unica abilità che ci distingue dagli animali, si occupano anche le Costituzioni degli Stati democratici moderni, che la includono tra i diritti fondamentali del cittadino. L'articolo 21 della Costituzione italiana sancisce:

"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione"

(prof. Pisani)


lessico - pag.1

La lingua del fumetto 

  • è molto variegata e stratificata
  • è in continua interazione con altri linguaggi come quello teatrale, cinematografico, televisivo, grafico, letterario.
  • il parlato nel fumetto è più simile al parlato teatrale che a quello delle sceneggiature cinematografiche. L'impronta del teatro si registra, infatti, nel frequente uso di monologhi nei quali i personaggi manifestano pensieri e problemi personali rendendo partecipe il lettore.
  • i testi del parlato fumettistico sono caratterizzati da elementi ripici dell'oralità: la frammentazione, la deissi, i meccanismi di focalizzazione, i segnali discorsivi. Per quanto i testi dei monologhi e dei dialoghi siano ben pianificati tuttavia vengono riprodotti interruzioni e frammentazioni ricorrenti nel paralto.
  • si registrano nei balloons parole e frasi incompletepauseripetizioni. Le interruzioni e i cambi di turno nella conversazione sono evidenziati con i puntini di sospensione alla fine di un enunciato lasciato in sospeso o all'inizio del successivo situato talvolta in una nuova vignetta.

Mafalda è la protagonista del fumetto disegnato dall'argentino Quino, molto popolare in Sud America e in Europa. É una bambina dallo spirito ribelle, profondamente preoccupata per l'umanità e per la pace mondiale. Porta alla luce le contraddizioni e le difficoltà del mondo degli adulti nel quale rifiuta di integrarsi.

(prof. Pisani)


guida - pag.1

Un caso particolare: la lingua dei fumetti

La lingua del fumetto riveste uno spazio importante su cui è necessario soffermarsi.

  • Essa subisce molti condizionamenti in particolare quello di tipo diamesico relativo cioè al canale comunicativo proprio per la spinta verso il parlato e la tendenza a far proprie le mode linguistiche. Secondo la definizione di Nencioni la lingua del fumetto è prevalentemente un "parlato scritto" cioè uno scritto in cui vengono immessi tratti tipici dell'oralità (la lingua dei dialoghi e dei monologhi nei balloons). Il suo linguaggio è in continua interazione con altri linguaggi come quello teatrale, cinematografico, televisivo, grafico, letterario.
  • Il fumetto è un racconto per immagini dove si intersecano due tipi di codici quello iconico (l'immagine, la parte disegnata) e quello verbale (il testo scritto, la parte linguistica). Il primo è indispensabile, il secondo riveste un ruolo secondario che fa da supporto. Ciò significa che il fumetto può svolgere la sua funzione comunicativa anche in assenza della parola scritta. Inoltre l'immagine, di per se statica, acquista valore grazie alle parole del balloon e nelle eventuali didascalie. Nel contempo è attraverso le parole che le immagini si uniscono in un continuum logico.
  • La lingua del fumetto è legata alle immagini tanto da un punto di vista narrativo quanto da quello grafico: il testo scritto incide sull'aspetto visivo della pagina disegnata condizionando anche il ritmo del racconto.

(prof. Pisani)


teoria - pag.1

Il linguaggio verbale è la capacità di esprimersi e comunicare servendosi delle parole.

È una caratteristica propria dell'essere umano.

Nella sua forma orale e scritta esso è un linguaggio in grado di comunicare qualsiasi tipo di messaggio.

In particolare rispetto ad altri linguaggi esso è: 

  1. universale: pur nella varietà delle diverse lingue, può essere utilizzato da tutti gli uomini
  2. onniespressivo: è in grado di esprimere con chiarezza e precisione qualsiasi messaggio, cioè può parlare di cose che non si vedono nè si toccano (i concetti astratti) e può parlare di cose che non esistono
  3. economico: con pochi segni è in grado di construire un numero infinito di messaggi
  4. aperto e creativo: è capace di adattarsi ad ogni nuova esperienza comunicativa
  5. può parlare anche di se stesso: può descriversi, analizzarsi, correggersi (tutte le volte che usiamo la lingua per spiegare il significato di una parola, per correggere un errore di ortografia, per spiegare una regola)

Per il supporto teorico M. Sensini, La lingua e i testi, I laboratori testuali, Pioltello (MI), Arnaldo Mondadori Scuola, 2005, pag. 13. 

(prof. Pisani)


esercizi - pag.1

La libertà

 [parlato]: Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.
Come un uomo appena nato
che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco
con la gioia di inseguire un'avventura.
Sempre libero e vitale
fa l'amore come fosse un animale
incosciente come un uomo
compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

[parlato]: Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio
solamente nella sua democrazia.
Che ha il diritto di votare
e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare
ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche avere un'opinione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

[parlato]: Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l'uomo più evoluto
che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura
con la forza incontrastata della scienza
con addosso l'entusiasmo
di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero
sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche un gesto o un'invenzione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione

 (Giorgio Gaber)

 

Esercizio n. 1 (Ascolto)

Dopo aver ascoltato la canzone di Giorgio Gaber esterna le tue emozioni, sensazioni, ed impressioni suscitate dai ritmi musicali (metodo dell'autobiografia come fotogramma del proprio mondo interiore)

(prof. Pisani)


esercizi - pag.2

Esercizio n. 2 (Associazione)

Raggruppa le parole del testo seguendo una relazione semantica (cioè associazioni, legami tra parole).

RICORDA!

gruppi o campi semantici sono insiemi di parole che hanno tra loro rapporti di significato (sono cioè raggruppati in base a un legame logico e/o ad associazioni personali).

Es.: a partire dalla parola vacanza, si può costruire un campo semantico molto ampio:

mare- montagna- lago-bicicletta...

A loro volta, mare, montagna, lago possono essere inseriti anche nel campo semantico: "ambienti naturali".

 

(prof. Pisani)


esercizi - pag.3

Esercizio n. 3 (Analisi)

Completa attraverso un cloze le parole che abbiano almeno una delle seguenti caratterisctiche:  essere in posizione focalizzata, cioè in rima, alla fine del verso, essere una parola di uso comune, individuando eventuali figure retoriche.

(prof. Pisani)


esercizi - pag.4

Esercizio n. 4 (Brainstorming)

Da ieri a oggi il tavolo politico.
(Si introduce una discussione sui sistemi democratici di oggi contrapposti a quelli totalitari o dittature di ieri proponendo i seguenti interrogativi)

  • Che cos'è per te la libertà?
  • Quali sono gli ambiti nei quali si esercita la libertà di ciascuno?
  • Conosci la differenza tra regimi democratici e regimi totalitari? Spiega il tuo punto di vista.
  • Conosci qualche regime totalitario (contemporaneo o del passato)?
  • Hai mai sentito parlare del fascismo? Ti hanno mai raccontato qualche episodio riferito a quest'epoca storica?
  • Secondo te, oggi, esistono ancora nel mondo regimi che si possono paragonare al fascismo?
  • Qual è la differenza tra regimi totalitari e sistemi democratici?

(prof. Pisani)