Le varietà della Lingua
Le varietà diacroniche

testo - pag.1

Indovinello veronese (VIII/IX secolo)

indovinello veronese

Se pareba boves, alba pratàlia aràba
et albo versòrio teneba, et negro sèmen seminaba
Traduzione
Spingeva innanzi i buoi, (LO SCRITTORE) arava bianchi prati, (IL FOGLIO)
teneva un bianco aratro (LA PENNA D'OCA) e seminava un nero seme. (L'INCHIOSTRO)

 

(prof. Pisani)


testo - pag.4

"Placito" capuano (960)

Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti.

Traduzione
So che quelle terre, entro quei confini che qui sono contenuti [nella carta] per trenta anni le ha avuto in possesso la parte [cioè il monastero] di San Benedetto.

(prof. Pisani)


testo - pag.5

 Il Cantico delle creature

Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi' Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.[...]

(San Francesco D'Assisi)

Parafrasi
Altissimo, onnipotente, buon Signore
a te spettano le lodi, la gloria, l'onore e ogni benedizione.
A te solo, Altissimo, si addicono,
e nessun uomo è degno di nominarti.
Sii lodato, o mio Signore, insieme con tutte le creature
specialmente fratello sole, signore degli astri,
il quale porta la luce del giorno, e tu ci illumini per mezzo di lui.

 

(prof. Pisani)


testo - pag.6

I Promessi Sposi XXXIV capitolo 

[...] Scendeva dalla soglia d'uno di quegli usci, e veniva verso il convoglio, una donna, il cui aspetto annunziava una giovinezza avanzata, ma non trascorsa; e vi traspariva una bellezza velata e offuscata, ma non guasta, da una gran passione, e da un languor mortale: quella bellezza molle a un tempo e maestosa, che brilla nel sangue lombardo.
La sua andatura era affaticata, ma non cascante; gli occhi non davan lacrime, ma portavan segno d'averne sparse tante; c'era in quel dolore un non so che di pacato e di profondo, che attestava un'anima tutta consapevole e presente a sentirlo.
Ma non era il solo suo aspetto che, tra tante miserie, la indicasse così particolarmente alla pietà, e ravvivasse per lei quel sentimento ormai stracco e ammortito ne' cuori. Portava essa in collo una bambina di forse nov'anni, morta; ma tutta ben accomodata, co' capelli divisi sulla fronte, con un vestito bianchissimo, come se quelle mani l'avessero adornata per una festa promessa da tanto tempo, e data per premio. Né la teneva a giacere, ma sorretta, a sedere su un braccio, col petto appoggiato al petto, come se fosse stata viva; se non che una manina bianca a guisa di cera spenzolava da una parte, con una certa inanimata gravezza, e il capo posava sull'omero della madre, con un abbandono piú forte del sonno: della madre, ché, se anche la somiglianza de' volti non n'avesse fatto fede, l'avrebbe detto chiaramente quello de' due ch'esprimeva ancora un sentimento.[...] 

(Alessandro Manzoni)

 

(prof. Pisani)


testo - pag.7

    Cuore

 

[...] Come primo della scuola, gli disse il maestro, dà l'abbraccio del benvenuto, in nome di tutta la classe, al nuovo compagno; l'abbraccio dei figliuoli del Piemonte al figliuolo della Calabria.
De Rossi abbracciò il calabrese, dicendo con la sua voce chiara: - Benvenuto! E questi baciò lui sulle due guance con impeto. Tutti batterono le mani. - Silenzio! - gridò il maestro, - non si batton le mani in scuola - ma si vedeva ch'era contento ..... [...] Poi disse ancora: - ricordatevi bene di quello che vi dico. Perchè questo fatto potesse accadere, che un ragazzo calabrese fosse come in casa sua a Torino, e che un ragazzo di Torino fosse come a casa propria a Reggio di Calabria, il nostro paese lottò per cinquant'anni e trentamila italiani morirono.
Voi dovete rispettarvi, amarvi tutti fra voi; ma chi di voi offendesse questo compagno perchè non è nato nella nostra provincia, si renderebbe indegno di alzare mai più gli occhi da terra quando passa una bandiera tricolore.[...]

 (Edmondo de Amicis)

 

(prof. Pisani)


testo - pag.8

 La storia di Pronto Soccorso e Beauty Case

[...] Il nostro quartiere sta proprio dietro la stazione. Un giorno un treno ci porterà via, oppure saremo noi a portar via un treno. Perché il nostro quartiere si chiama Manolenza, entri che ce l'hai ed esci senza. Senza cosa? Senza autoradio, senza portafogli, senza dentiera, senza orecchini, senza gomme dell'auto. Anche le gomme da masticare ti portano via se non stai attento: ci sono dei bambini che lavorano in coppia, uno ti dà un calcio nelle palle, tu sputi la gomma e l'altro la prende al volo. Questo per dare un'idea. In questo quartiere sono nati Pronto Soccorso e Beauty Case [ ...] A quelle parole Pronto fece un sorriso da entrare nella storia, sgasò una nube di benzoleone e partì zigzagando contromano. [ ...]

 (Stefano Benni)

 

(prof. Pisani)


lessico - pag.1

 Osservazioni linguistiche in Manzoni

  1. L'apocope postconsonantica in combinazione sintagmatica: languor per languore, davan per davano, portavan per portavano
  2. L'elisione vocalica con introduzione dell'apostrofo: d'uno per di uno, nov'anni per nove anni, un'anima per una anima, l'avessero per la avessero, n'avesse per ne avesse, ch'esprimeva per che esprimeva, d'averne per di averne
  3. Riduzione dei dittonghi discendenti nei dimostrativi e nelle preposizioni: ne' per nei cuori, co' per coi, de' per dei volti, de' due per dei due
  4. locuzioni comparative: a guisa di cera spenzolava...
  5. L'aggettivazione usata da Manzoni non è semplicemente esornativa, ma esprime un giudizio morale: giovinezza avanzata ma non trascorsa, bellezza velata e offuscata, ma non guasta, bellezza molle e maestosa, andatura affaticata, ma non cascante, dolore pacato e profondo, anima consapevole e presente, sentimento stracco e ammortito

Osservazioni linguistiche in De Amicis

De Amicis accoglie dal Manzoni la spinta verso una scrittura più vicina alla lingua d'uso, insistendo sul canale emotivo allora in gran voga nella letteratura:

  1. la i eufonica in in iscuola (cioè l'aggiunta di una i alla parola se inizia per s impura ed è preceduta da una parola che finisce per consonante. Fenomeno che nell'italiano contemporaneo tende ormai a scomparire. Rimane cristallizzato nell'espressione per iscritto. (Paolo D'Achille, L'italiano contemporaneo, ed. il Mulino, Bologna, 2010)
  2. apocope postconsonantica in combinazione sintagmatica: si batton per si battono
  3. elisione vocalica con introduzione dell'apostrofo: ch'era contento per che era contento
  4. impiego di figliuoli in luogo di figlio, fanciullo, ragazzo

Osservazioni linguistiche in Benni

  1. uso frequente di neologismi e giochi di parole: Manolenza, (in riferimento alla città con i suoi ordinari problemi legati alla delinquenza), benzoleone (giocato su benzolo tipo di carburante e leone), Pronto Soccorso e  Beauty Case (per sottolineare le peculiarità fisiche e psicologiche dei protagonisti)
  2. tratti del parlato: entri che ce l'hai ed esci senza, uno di dà un calcio nelle palle, tu sputi la gomma e l'altro la prende al volo, sgasò, partì zigzagando contromano

(prof. Pisani)


lessico - pag.4

Osservazioni linguistiche in De Amicis

De Amicis accoglie dal Manzoni la spinta verso una scrittura più vicina alla lingua d'uso, insistendo sul canale emotivo allora in gran voga nella letteratura:

  1. la i eufonica in in iscuola (cioè l'aggiunta di una i alla parola se inizia per s impura ed è preceduta da una parola che finisce per consonante). Fenomeno che nell'italiano contemporaneo tende ormai a scomparire. Rimane cristallizzato nell'espressione "per iscritto". (Paolo D'Achille, L'italiano contemporaneo, ed. il Mulino, Bologna, 2010)
  2. apocope postconsonantica in combinazione sintagmatica: si batton per si battono
  3. elisione vocalica con introduzione dell'apostrofo: ch'era contento per che era contento
  4. impiego di figliuoli in luogo di figlio, fanciullo, ragazzo

(prof. Pisani)


lessico - pag.5

Osservazioni linguistiche in Benni

  1. uso frequente di neologismi e giochi di parole: Manolenza, (in riferimento alla città con i suoi ordinari problemi legati alla delinquenza), benzoleone (giocato su benzolo, tipo di carburante, e leone), Pronto Soccorso e  Beauty Case (per sottolineare le peculiarità fisiche e psicologiche dei protagonisti)
  2. tratti del parlato: entri che ce l'hai ed esci senza; uno ti dà un calcio nelle palle, tu sputi la gomma e l'altro la prende al volo; sgasò ... e partì zigzagando contromano

(prof. Pisani)


guida - pag.1

Attraverso la lettura dei seguenti brani della letteratura italiana si invitano gli studenti a riflettere sui cambiamenti che la lingua ha subito e continua a subire nel corso della storia.

L'indovinello veronese è il primo documento della lingua italiana risalente  all'VIII/IX sec. È scritto in lingua mista di latino e volgare veneto e si trova in un manoscritto della Biblioteca Capitolare di Verona. L'indovinello viene pubblicato per la prima volta nel 1924 e presenta un paragone tra l'azione dello scrivere e quella dell'arare.

Il Placito Capuano del 960 è considerato "l'atto di nascita" della lingua italiana. La sua scoperta risale al Settecento. Il verbale del processo è scritto in latino: l'uso del volgare limitato alla formula del giuramento si spiega con l'esigenza di trascrivere fedelmente le parole dei testimoni e consentire a tutti di capirle.

Il Cantico delle Creature anche noto come Cantico di Frate Sole è il primo documento letterario scritto in lingua volgare italiana, il testo poetico più antico della letteratura italiana che si conosca. Composto in volgare umbro del XIII secolo (frequente la presenza di -u finale - il plurale di terza persona in -ano "konfano" - l'epitesi di ène - la congiunzione ka - il verbo "mentovare"), con influssi toscani e francesi oltre a numerosi latinismi.(C. Paolazzi, Il cantico di frate sole, Assisi 2010).

Nei Promessi Sposi Alessandro Manzoni fa parlare i suoi personaggi in toscano non quello scritto della tradizione letteraria, caro ai puristi, ma quello parlato, delle persone colte di Firenze, per rispondere ai bisogni della vita pratica. La teoria manzoniana sulla lingua è una vera rivoluzione perchè abbatte le differenze tra la lingua dei letterati e quella del popolo e diffonde l'uso di una lingua semplice, chiara, spontanea, popolare, secondo la nota citazione "bisogna risciacquare i panni in Arno".
La scelta del Manzoni di una lingua popolare riflette la sua predilezione, sociale e morale, per i deboli, per gli oppressi, per i poveri.

Cuore di Edmondo De Amicis è pensato con finalità pedagogiche, rivolto ai ragazzi delle scuole e ambientato all'interno dell'universo scolastico. Il romanzo è strutturato come la stesura del diario di uno studente, Enrico Botti, alunno di una scuola elementare torinese, in riferimento alla sua vita e ai suoi compagni, nell'anno scolastico 1881-82 (da ottobre a luglio). Si intervallano i racconti mensili del maestro elementare su varie e avvincenti storie, sempre interpretate dai ragazzi di allora. De Amicis diventa lo scrittore più letto d'Italia grazie ai suoi personaggi che, provenienti da diverse parti d'Italia, diedero un forte impulso all'Unità tra le varie regioni del Regno tanto sul piano culturale quanto su quello politico.

Nel Bar sotto il mare (1987) Stefano Benni racchiude i suoi racconti in una cornice nella quale, come si legge nel prologo, afferma di essersi ritrovato misteriosamente in un bar sotto il mare, i cui protagonisti sono strani personaggi. Ognuno di loro narra una storia il cui contenuto spazia dal fantastico al surreale, all'assurdo con esiti talora commuoventi, talora esilaranti. Il linguaggio impiegato da Benni è volutamente basso, a tratti gergale, reso particolarmente vivace ed accattivante da numerosi giochi di parole e dai neologismi che costellano l'intero racconto. Significativo anche l'uso dell'iperbole che porta agli eccessi e spesso all'assurdo  concetti, espressioni, azioni per realizzare un evidente effetto comico.

(prof. Pisani)


guida - pag.5

(prof. Pisani)


teoria - pag.1

La diacronia (da dià attraverso e chronos tempo) indica lo sviluppo attraverso il tempo.

La lingua può essere considerata sia sul piano sincronico (quando si studia il suo sistema in un momento specifico del suo sviluppo) sia sul piano diacronico (quando si analizzano gli sviluppi e le trasformazioni delle sue strutture).

Della prima si occupa la storia della lingua, della seconda la grammatica storica.

La lingua serve per esprimere e comunicare situazioni e vicende della nostra vita e del nostro interagire con gli altri esseri umani, pertanto, è naturale che essa si adatti ai cambiamenti della civiltà e delle istituzioni.

Esistono epoche in cui una lingua subisce rapide trasformazioni ed epoche in cui, al contrario, una lingua rimane inalterata per periodi anche molto lunghi.

 Il livello fonologico e morfosintattico della lingua subisce mutamenti in genere più lenti e graduali: il cambiamento linguistico non consiste in un'improvvisa sostituzione ma implica una lunga fase di compresenza tra una forma consolidata e un'altra che tende a sostituirsi alla prima.

La forma più antica a sua volta non scompare in tempi brevi: essa può rimanere infatti nello scritto, nel parlato formale e nei linguaggi specialistici.

Per ragioni legate alla storia sociolinguistica italiana del Novecento, l'ambito che risulta più esposto al mutamento è il lessico.

 Ci sono parole che scompaiono nell'uso, perchè ritenute desuete, altre che vengono immesse e altre ancora che cambiano significato nel tempo.

(prof. Pisani)


teoria - pag.2

Nell'italiano contemporaneo

  • prevale il parlato informale sul modello formale influenzato dal tipo letterario e burocratico
  • entrano nell'uso un numero sempre maggiore di forestierismi (cioè parole prese in prestito da altri alfabeti), soprattutto anglicismi e americanismi
  • entrano nell'uso un numero sempre maggiore di regionalismi e dialettalismi, accettati socialmente
  • aumentano le formazioni di neologismi

(prof. Pisani)


teoria - pag.3

I FORESTIERISMI O PRESTITI

Parole importate da altre lingue che nella loro forma originaria sono adattate alla struttura fonica e morfologica dell'italiano.

Si distinguono in:

  • prestiti integrali: al primo posto si trovano quelli europei, prima il provenzale e il francese, poi il tedesco, lo spagnolo e l'inglese. Bisogna tener conto anche dei contatti con il latino e il greco, che forniscono prestiti di matrice colta e con le culture mediorentali, come l'ebraico e l'arabo. L'esistenza di una società multirazziale basata sull'incontro di lingue e culture diverse ha introdotto nell'uso comune anche termini provenienti da lingue meno conosciute (ad esempio il turco kebab o il persiano chador).
  • adattamenti
  • calchi: procedimento che consiste nel coniare nuovi termini riprendendo le strutture della lingua di provenienza

A loro volta i calchi si distinguono in:

  • calco traduzione: quando si traduce alla lettera una parola straniera

(ES.: skyscraper= italiano grattacielo)

  • calco semantico: quando una parola italiana assume un nuovo significato traendolo da una parola straniera

(ES.: scaricare ha un significato tecnico informatico dall'inglese download)

(prof. Pisani)


esercizi - pag.1

Esercizio n. 1  (Individuazione/Competenza semantica)

Nelle frasi seguenti individua i prestiti non integrati, trascrivili sul quaderno e indica, se esiste, il corrispondente termine in italiano.

1. Ed ora ragazzi facciamo un esercizio di brainstorming. -Cos'è per voi la storia?-
2. Congratulazioni per il passaggio di ruolo! Mi fa piacere anche perchè questo vuol dire che continueremo ad averla nel nostro team!
3. Ti andrebbe di fare un salto a Modena per il festival di filosofia questo week end?
4. Ho letto con interesse il materiale che ha inserito nel database
5. Non ho la più pallida idea di chi sia il nuovo partner della Giulia: la sua vita privata è top secret!
6. Il nuovo libro di Banana Yoshimoto "Il lago"diventerà presto un best -seller.
7. Mio fratello è stato assunto nel settore public relations di una grande azienda.
8. Mi chiedo se sarò in grado di trovare una gran brava ragazza che faccia da baby sitter alla piccola in arrivo.
9. Pensa che la volta scorsa abbiamo fatto un briefing direttamente sott'acqua!
10. Ci sarai anche tu al meeting sull'integrazione?
11. L'happy hour di sabato scorso mi è piaciuto tantissimo!

(prof. Pisani)


esercizi - pag.4

Esercizio n. 2 (Analisi lessicale/uso del dizionario)

Le parole di seguito sono prestiti integrati che si riferiescono al cibo e all'alimentazione in generale. Con l'aiuto del dizionario stabiliscine l'origine.

caffè - cioccolato - avocado - zucchero - caviale - stoccafisso - ristorante - melanzana - carciofo - cotoletta - crème caramel - anguria - basilico - ribes - limone - cacao - patata - brindisi - caco

origine araba:
origine spagnola:
origine giapponese:
origine turca:
origine olandese:
origine tedesca:
origine greco-britannica:
origine francese:

(prof. Pisani)


esercizi - pag.5

Esercizio n. 3 (analisi e trasformazione)

 

Quale funzione della lingua è espressa in questo scritto di De Amicis?
Secondo te prevalgono termini desueti o vicini all'uso medio della lingua? Quali modificheresti attingendo all'italiano dell'uso medio?

Le lingue si trasformano col tempo, come ogni cosa si trasforma: acquistano nuove voci e locuzioni, come gli alberi mettono nuove foglie; ne pèrdono; di molte che esse conservano, il significato si muta; si mutano le lingue nella sostanza e nella struttura: è effetto d'una legge naturale. Ma con la trasformazione naturale e inevitabile della lingua non si deve confondere la corruzione, la quale consiste nell'introdurvi, come si fa dai più, parole e frasi barbare e non necessarie, idiotismi oziosi, modi dell'uso spurio, forme che ripugnano all'indole sua. Ora, da questa corruzione è dovere d'ogni cittadino colto preservare la lingua della patria, perché, come ciascuno fa la parte sua, sia pure minima, nella grande opera collettiva, da cui la lingua resulta, così concorre ciascuno a corromperla, sia pure in parte infinitesima, parlando e scrivendo male. Non è dovere soltanto degli scrittori, è di tutti; perché dove tutti maltrattano e guastan la lingua, finiscono anche gli scrittori con essere travolti dall'universale barbarie. Nel grande commercio nazionale della lingua è onestà il non mettere in giro monete false.

E.De Amicis, L'idioma gentile, Milano, Treves, 1905, p.7

(prof. Pisani)