Le varietà della Lingua
Le varietà diatopiche

testo - pag.1

Traduzione in italiano

Hospital Service, New York, 25 OTTOBRE 1897.

Caro mio marito,
 oggi appundo ho ricevuto la vostra lettera e ansiosamente (mi) credevo di essere da voi perchè stamattina è venuto il dottore dell'Ufficio (offigio) e mi ha detto -"Te ne vuoi andare?"- Ha detto di sì ma la ragazza no perchè poi muore per strada. Io ho detto -"Starò fino a venerdì o sabato, me ne devo andare come sia sia; la mia ragazza (che) qui non guarisce più"-. Oggi sta un pò più su di morale (spiritosa). Il suo aiuo sarebbe andare di corpo (lo spurgo), quelli (i dottori) non le (ci) danno medicine perchè sono tutti macellai (scorcia ciuccio). La prendono poco sul serio (a forsa), quando la visitano, la guardano da lontano e poi si vedono una volta ogni due o tre giorni, a fare visita (a visità) e non dicono come sta (se la passa) o bene o male (buono o brutto), poco se ne importano (ci premono). Se non era per me, da quanto tempo sarebbe morta (quand'ave sarria morta) perchè la notte ha più bisogno di assistenza che non durante il giorno (vuole più guida del giorno); il giorno (omissione del sostantivo) non beve mentre la notte beve sempre; quelli (i dottori) non se ne preoccupano (non si ne garicano), si vedono due o tre volte quando le (ci) danno la sola medicina e non chiedono (adomandano) se beve o (si) se vuole qualche cosa,  niente! Ti chiudono (ti serrono) come un asino nella stanza (dentro la stanza). Che muoia o campi (o che muore o che campe) a loro poco importa (pochi ci preme), perchè me l'hanno fatta (che mi lanno fatto) talmente avvilire che non ce la fa per niente (non si fide per niente) e mi vogliono (volono) zittire (far finire ); ma io non li ascoltavo (stavo a sendire). A me poi portavano (omissione del verbo) tutte le mattine caffè senza latte, la sera lo stesso con un uovo e un poco di pane. Mi hanno fatto bruciare lo stomaco, mi arde come una candela e stavo sempre a vomitare, tanto che sono indebolita di fame di sete (secco) e di sonno. Nel caso mi fanno rimanere ancora (se in caso che non mi vuoleno cacciare) e venite voi, portate uno (un) scialle (sciallo), quello grande e una maglia di lana per Richetta nella cassa ce ne sono (che stanno) due o tre, non vi dimenticate e non fate passare questa settimana, che questi due o tre giorni, sai quanto tempo mi sembrano (mi parono), non mi sembra vero (non me lo credo), per me è come un sogno (che sarrià un sonno sonnato); tutto dipende da come sta Richetta (ma sempre che Richetta come si trova); non la si può lasciare in mano ai briganti (dottori), questa gente non ha cuore (che non ha core questa gente); sono come cani, non curano (la carne del) le persone (cristiano). Solo che li vede la povera figlia le (ci) viene il sudore; (questa povera figlia comincia a sudare). Dice solo -"Mamma andiamo a trovare papà mio"-; questa donna (probabilmente un'infermiera) è cattiva (no' male) e mi fa piangere (a me mi fa piange), voglia il Signore che vada tutto bene (volesse iddio passassa bene). La tosse è poca ma tossisce ugualmente (falo stesso), quando le (ci) viene diventa bianca (fa di colore) come la (una) lana. Si lamenta (si lagna) che le (li) fa male la spalla. -"Il piccolo seno (mennuzza) mamma, mi fa male il mio piccolo seno (mennuzza)"- Dice proprio così (come gia fà giuste queste simili parole), perchè la bimba vuole aiuto e non può averlo, perchè non ne sanno più di tanto (che non ni sanno più); sono bravi semplicemente a curare le bestie (sono buoni a medicare le bestie). Si muore per ignoranza (gnorandità), perchè la nostra figlia necessita di aiuto e di qualcosa che la rimetta in forma (segiuovo) e non può ottenerlo (che non può avere). Occorre farla uscire da qui al più presto possibile (bisogna di cacciarla quando più presto si può), è quasi morta (morta come è).
Non ho (omissione del verbo) altro da dire (che dire).
Vi saluto io con Richetta e saluti a Ferdinando.
(E) Sono la vostra sfortunata moglie (moglia); (che) il cuore mi arde come una candela.
 Carolina DamianI (a)

(prof. Pisani)


lessico - pag.1

Fenomeni linguistici del dialetto lucano area centro-settentrionale della provincia di Potenza:

  1. sonorizzazione dell'occlusiva sorda dopo nasale: appundo per appunto, niende per niente, brigandi per briganti, quande per quanto;
  2. errata ricostruzione della vocale finale, l'uso della -e invece della -o e viceversa: starò fine a venerdì, mine deve andare, medicino, duo;
  3. troncamento della sillaba finale: mi fa piange  (piangere), fà;
  4. che polivalente (in origine pronome relativo col senso di "di cui", "a cui"ecc.., poi diventato generico elemento di congiunzione con molte funzioni): che stanno nella cassa, che qui non guarisce più, che non ha cuore questa gente, che dire (da dire), che il cuore mi arde come una candela;
  5. i malapropismi  cioè le parole riprodotte per lo più da un parlante incolto assimilandole a qualcosa che risulta più familiare e noto (Berruto 1993,65), deformazione o sostituzione di un vocabolo in modo involontario;
  6. elementi tipici relativi alla grafia, incertezze nella punteggiatura e negli accenti e casi di univerbazione o errata suddivisione della parola: o ricevuto, mi adetto, mi anno fatto, e poco; che mi anno fatto;
  7. aggiunta o falsa descrizione dell'articolo a causa dell'imperfetta analisi della parola parlata: dell'offizio, la iuta;
  8. passaggio t/d: talmende, niende, sendire;
  9. passaggio s/r: anziosamente per ansiosamente;
  10. uso del voi come forma di cortesia : mi credevo di essere da voi (il marito); non vi dimenticatevi salutosono la vostra sfortunata moglie;
  11. imperfetto congiuntivo usato in luogo del presente in funzione di esortativo: volesse iddio passassa bene (voglia il Signore che vada tutto bene);
  12. complemento di termine usato come oggetto: poco ci premono (si preoccupano), ci danno medicine (le), pochi ci preme (a loro poco importa), ci viene il sudore (le), quando ci viene (le), non me lo credo (non mi sembra vero) li fa male (le);
  13. la mancanza di punteggiatura per riportare i discorsi diretti: il dottore dell'Uffizio mi ha detto te ne vuoi andare odetto di si; io ho detto starò fino a venerdì o sabato, mine deve andare...;
  14. sonorizzazione della consonante postnasale: non si 'ngaricano (non se ne preoccupano);
  15. interferenze con il dialetto, lessico locale o immissioni di frasi interamente dialettali: spiritoso (su di morale o bene in salute); andare lo spurgo (andare di corpo); scorcia ciuccio (macellaio), guandave che sarria morta (sarei morta da tanto tempo); ti serrono (ti chiudono); la notte vuole più guida del giorno (la notte ha più bisogno di assistenza che non durante il giorno); adomandano (chiedono); di secco (sete) *(un detto lucano dell'area interessata e precisamente di Brindisi di Montagna (PZ) dice: teng na fam na secc e nu suonn , na debolezz ca vav carenn (ho una fame una sete e un sonno, una debolezza che vado cadendo); sciallo (scialle); mi parano (mi sembrano);  che sarrià un sonno sonnato (per me è come un sogno); cristiano (persone);  si lagna (si lamenta), a mennuzza (piccolo seno); segiuovo (qualcosa che la rimetta in sesto), bisogna di cacciarla quando più presto si può (occorre farla uscire da qui al più presto possibile)

Per il supporto teorico N. De Blasi, L'italiano in Basilicata. Una storia della lingua dal Medioevo a oggi, Potenza, Il Salice, 1994.

(prof. Pisani)


guida - pag.1

Si presenta la lettera autentica di una migrante lucana della fine dell''800, indirizzata al marito, già approdato anni precedenti a New York.
La donna, in compagnia della figlioletta Richetta, viene trattenuta a Ellis Island, antico arsenale militare e punto di ingresso per gli immigrati, passeggeri di terza classe, che sbarcavano negli Stati Uniti a causa della presunta tosse della figlia. (Ellis Island è chiamata anche "isola delle lacrime" perchè in poche ore, attraverso serrati controlli e ispezioni medico-sanitarie, si decideva il destino di intere famiglie).
I medici del Servizio Immigrazione all'arrivo dei migranti controllavano rapidamente le loro condizioni di salute, contrassegnandoli con simboli diversi: PG per donna incinta, K per ernia, X per problemi mentali e così via.
Chi superava il primo esame veniva accompagnato nella sala dei registri e solo dopo l'accertamento delle sue generalità otteneva il permesso di sbarcare. I "marchiati" venivano sottoposti ad esami più approfonditi. In base alla legislazione americana, così come si legge nel vademecum indirizzato agli immigrati, gli anziani, i deformi, i ciechi, i sordomuti e tutti coloro che soffrivano di malattie "ripugnanti e contagiose" e quindi inguaribili sarebbero stati respinti, reimbarcati e riportati nel porto di provenienza.
Carolina Damiani, autrice della lettera, scrive dal dormitorio dove la figlia è stata trattenuta in "quarantena", sottolineando con grande intensità le preoccupazioni che inondano il suo animo, le difficoltà cui è sottoposta a causa di un'insufficiente alimentazione e, soprattutto, il sentimento di disprezzo che le riservano i "dottori dell'Offizio" per via della sua condizione.
E' il tentativo di scrittura di una persona appena alfabetizzata o semicolta (secondo la formulazione di Bruni 1978). La larghissima maggioranza dei nuovi alfabetizzati, almeno fino all'inizio del '900, non andava mai oltre la frequenza della terza classe; è evidente, pertanto, una limitata competenza linguistica, l'uso cioè di un italiano molto compromesso con il dialetto.
Stando anche alle testimonianze, sembrerebbe una rara occasione in cui si realizza un contatto con la scrittura per i contadini del sud: in quegli anni, infatti ,"i dodici abitanti su cento, che erano "alfabeti" appartenevano ovviamente alle categorie sociali dei professionisti, del clero, degli impiegati: in parte erano anche artigiani. L'analfabetismo, più ancora che nelle altre regioni d'Italia, resta in Basilicata un fatto contadino" (Scotellaro, 1954:76).

(prof. Pisani)


teoria - pag.1

La diatopia (da dia attraverso e topos spazio) indica lo sviluppo attraverso lo spazio.

I dialetti italiani e gli italiani regionali rappresentano un valido esempio di varietà diatopiche della lingua.

Già Dante Alighieri, nel De vulgari eloquentia, osservava come anche coloro che vivono nella stessa città si differenzino nel modo di parlare la loro lingua, e portava l'esempio di Bologna dove gli abitanti del borgo San Felice parlano in maniera diversa rispetto a quelli di Strada Maggiore.

Non esiste quindi un unico italiano, ma esistono tanti italiani, anzi si potrebbe dire che esistono tanti italiani quante sono le situazioni comunicative.

Ogni parlante o scrivente, infatti, nella sua produzione linguistica è influenzato dalla propria provenienza geografica. Sul piano fonetico non è difficile distinguere un friulano da un lucano, un toscano da un napoletano. (per un quadro generale cfr. Canepari 19863; Schmid 1999; Maturi 2006).

Le differenze sono evidenti anche sul piano morfologico e sintattico.

(prof. Pisani)


teoria - pag.2

I DIALETTI

I dialetti non sono idiomi rozzi e inferiori da combattere ed eliminare come a lungo si è sostenuto ma delle vere e proprie lingue, testimonianza sempre viva di un ricco e variegato patrimonio linguistico e culturale.

Nati dall'evoluzione del latino parlato come il dialetto fiorentino che è stato elevato a lingua italiana, i dialetti hanno una loro struttura grammaticale, un loro lessico, una loro storia e letteratura in prosa e in versi.

I loro ambiti d'uso sono più limitati rispetto all'italiano:

  • sia sul piano geografico (paese, città, al massimo regione dove viene parlato)
  • sia sul piano sociale (famiglia, amici, situazioni di vita quotidiana come il lavoro).

I dialetti si possono classificare in cinque gruppi:

DIALETTI SETTENTRIONALI

parlati a nord della linea ideale che va da La Spezia a Rimini divisi a loro volta in dialetti gallo-italici e veneti. I primi comprendono il piemontese, il lombardo, il trentino, il ligure, l'emiliano- romagnolo. I secondi comprendono il veneziano, il veronese, il vicentino, il padovano, il trevigiano il bellunese, il triestino e il veneto-giuliano

DIALETTI TOSCANI

che comprendono il fiorentino, l'aretino-chianaiolo, il senese, il pisano lucchese- pistoiese 

 DIALETTI MERIDIONALI CENTRALI

che comprendono il laziale-umbro-i marchigiani settentrionali

DIALETTI MERIDIONALI INTERMEDI

che comprendono il laziale umbro-i marchigiani meridionali, l'abbruzzese, il molisano, il campano, il pugliese, il lucano e il calabrese settentrionale

DIALETTI MERIDIONALI ESTREMI

che comprendono il calabrese meridionale, il salentino e il siciliano

 Accanto ai dialetti italiani propriamente detti con caratteristiche di lingue romanze autonome, vi sono due altri gruppi di dialetti:

  • DIALETTI SARDI che comprendono i dialetti sardi settentrionali cioè il gallurese e il sassarese,i dialetti sardi meridionali cioè il logudorese e il campidanese.
  • DIALETTI LADINI o RETOROMANZI che comprendono il friulano, parlato nel Friuli Venezia Giulia, il dolomitico parlato nelle Dolomiti e il romancio parlato nel cantone dei Grigioni (Svizzera).

(prof. Pisani)


teoria - pag.3

GLI ITALIANI REGIONALI

Gli italiani regionali sono parlati nelle diverse regioni italiane e sono caratterizzati dalla presenza di elementi regionali.

Si classificano in quattro gruppi:

  1. ITALIANO REGIONALE SETTENTRIONALE
  2. ITALIANO REGIONALE TOSCANO
  3. ITALIANO REGIONALE CENTRALE O ROMANO
  4. ITALIANO REGIONALE MERIDIONALE                                                                                                                                             

Al di fuori di questa classificazione resta l'italiano regionale SARDO che costituisce una varietà a sé stante.

Le due varietà geografico-sociali della lingua, legate cioè tanto alla provenienza geografica quanto alla classe sociale di appartenenza di coloro che oggi usano l'italiano, sono l'italiano nazionale standard e l'italiano popolare.

La prima mira a essere la lingua comune a tutti gli italiani perchè compresa su tutto il territorio nazionale. È la lingua usata nei giornali, insegnata a scuola con cui ciascuno aspira ad esprimersi sia quando parla sia quando scrive in situazioni formali.

La seconda è una varietà di italiano, intermedia tra diversi italiani regionali e l'estremo linguistico costituito dal dialetto; essa si è andata formando dopo l'unificazione linguistica in sostituzione dei dialetti presso le classi sociali più umili.

L'italiano popolare è l'italiano parlato e scritto da coloro che nella vita quotidiana usano il dialetto e conoscono l'italiano in modo approssimativo.

(prof. Pisani)


esercizi - pag.1

Esercizio n. 1

Fase del PRE-TASK (attività di preparazione alla visione di due spezzoni del film di  Emanuele Crialese "NUOVOMONDO" )

  • Osserva e analizza la locandina del film 
  • Ricerca e commenta con i tuoi compagni la recensione del film

Fase dei TASK

  • Dopo aver visto il seguente spezzone prova a scrivere il dialogo tra i protagonisti e l'ufficiale di Ellis Island durante le selezioni attraverso i test di intelligenza
  • Osserva il seguente spezzone e riscrivi in italiano standard le battute dei protagonisti che si esprimono in dialetto siciliano durante le ispezioni medico santarie condotte dagli ufficiali di Ellis Island

(prof. Pisani)


esercizi - pag.3

Esercizio n. 2 (Ascolto)

 

Ascolta l'intervista fatta da Mario Soldati agli emigranti in partenza per l'Australia. Soldati chiede agli intervistati se e quali libri portano con loro in viaggio. Il video è tratto da "Alfabeto italiano: Poveri noi" scaricabile dal sito

http://www.rai.it/RAInet/ammMultimedia/media/Poverinoi.ram oppure http://ow.ly/iytKs

 

Analizza le forme dialettali del parlato e traducile in italiano standard. (Si riporta di seguito la trascrizione del parlato)

  • -Scusi, scusi un momento, lei si imbarca?
    -Sì.
    -E dove va?
    -In Australia
    -È la prima volta che va in Australia o è già stato prima?
    -No. È la prima volta
    -E da quanto tempo ha chiesto di andare?
    -Da quattro anni circa
    -E adesso va? E dove va, in che città?
    -A Brisbane
    -A Brisbane. C'ha dei parenti là?
    -Vado a raggiungere mio fratello
  • -Dove va lei?
    -In Australia
    -È contento di partire?
    -Beh un pochettino scontento perchè...
    -Beh un pochettino scontento perché?
    -Perché lascio la patria
    -Lascia la patria, va bene ha ragione!
  • -Venga qua signora, venga qua.. Venga venga, lei dove va signora? Chi lascia qua? Perché piange, chi lascia qua?
    -Mamma…
    -E questa chi è?
    -La sorella…
    -La sorella e chi raggiunge, il marito?
    -Il marito… sì.
    -Embbè… lascia la mamma e la sorella ma raggiunge il marito... Dove va in Ausralia?
    -In Australia… sì.
    -Beh… ci dia un ultimo bacio
    -Statt' accuort a mamma!
    -Pensa a te! Pensa a te bella sora mia!
  • -Anche lei va in Australia? Non è tanto contento di partire? E da chi va? C'è qualche d'uno là?
    -Sorella… sorella
    -La sorella è qualche cosa... Da tanto tempo è là? Che mestiere fa?
    -No, vado a lavorare in fabbrica… non lo so
    -Sa già il posto là?
    -Si dice… poi non lo so
    -E certamente l'avrà, che età c'ha?
    -Io… 24
    -E di dov'è?
    -CastelForte provincia di Latina
    -Senta e mi dica una cosa lei si è portato qualche cosa con sé da leggere, ha portato qualche libretto, qualche cosa?
    -Il libretto di Pompei.. così
    -Di Pompei... Be' Pompei… studierà Pompei quando andrà...
    -Tante cose
    -Grazie, buon viaggio!

(prof. Pisani)


esercizi - pag.4

Esercizio n. 3 (Individuazione/classificazione)

Individua e sottolinea i diversi regionalismi presenti nelle seguenti frasi (comprese le trascrizioni di certe caratteristiche fonetiche di parlate di alcune regioni). Stabilisci poi a quale tipo di italiano regionale appartengono, scegliendo tra:

settentrionale, toscano, centrale, meridionale, meridionale estremo.

  1. Per favore scendimi le valigie
  2. Mi dispiace signora ho rimasto solo la 42, vuole provarla lo stesso?
  3. Bene facesti, Rosario!
  4. Statt' bbuona Marì
  5. Oh Luha, è tua codesta hasa?
  6. Che stai a fà? Datte na mossa! Nu vedi che casciara!
  7.  Il Tommy e il Piero torneranno presto
  8. Ci sei te con me oggi?

Esercizio n. 4 (Competenza semantica)

Traduci le seguenti espressioni regionali in italiano standard eventualmente ricorrendo ad una perifrasi:

1. Ho subito uno scippo (Napoli)
2. Ma che bulli! (Roma)
3. Mangiare a sbafo (Roma)
4. Far cagnara (Veneto)
5. E' proprio un barbone! (Emilia Romagna/Lombardia)
6. E' proprio un guappo! (Napoli)
7. Che bel dunnin (Bologna)
8. Andar per malghe (Trentino)
9. Percorriamo il vecchio tratturo (Abruzzo/Basilicata)
10. Ma che impiccione sto qua! (Toscana)

(prof. Pisani)


esercizi - pag.5

Esercizio N. 5 (Analisi linguistica)

Dei seguenti termini sottolinea quelli in uso nella regione in cui abiti e indica, se lo sai, in quali regioni vengono preferiti gli altri vocaboli:

1. persiana, tapparella, avvolgibile
2. avere, tenere
3. ora, adesso, mo'
4. secchiaio, lavandino, lavello
5. bianchetto, correttore
6. gomma, gigomma, caramella a molla
7. anguria, cocomero, melone 
8. monnezza, rusco, spazzatura, pattume, sudicio
9. pizzicagnolo, salumiere

(prof. Pisani)


esercizi - pag.6

Esercizio N. 6 (Analisi linguistica)

Sai indicare l'origine regionale di ciascuno dei seguenti termini, tutti rientranti nel campo gastronomico?

1. panforte
2. panpepato
3. mozzarella
4. caciotta
5. pesto
6. fonduta
7. certosino
8. abbacchio
9. caciucco
10. cassata
11. cotechino
12. panettone
13. pizza
14. cassata
15. sfogliatella

(prof. Pisani)