Le varietà diamesiche
il Linguaggio Televisivo

testo - pag.1

Raffaele: Eh! Eh! Eh! Guarda là! Guarda là! L'uomo senza riflessi! Come si fa a non reagire, dì! A questo livello, Rena'! A te ti manca il fisico, ti manca proprio il fiato, la mentalità dell'atleta! Proprio non è cosa tua Rena'! Poi ti dico una cosa, oh! Grazie alla mia grandissima esperienza calcistica sportiva sono stato insignito dell'onore di organizzare il torneo di calcio!
Renato: Oh! Oh! Si' 'nu pagliacce!
Raffaele: O'pallone è a 'cchiù belle cose, hai capito?

(Un posto al sole, 10 luglio 2002)

 

 

 G. Alfieri, I. Bonomi, La lingua della televisione in Lingua e identità. Una storia sociale dell'italiano, a cura di P. Trifone, Roma, Carocci, 2009, p.227.

Osservazioni lessicali

  1. turno dialogico composto da battute brevi e frammentarie
  2. raddoppiamento pronominale ("A te ti manca il fisico")
  3.  lessico connotato da genericismi ( "Proprio non è cosa tua... O'pallone è a 'cchiù belle cose, hai capito?")
  4. regionalismi ("Si' nu pagliacce!, ... O'pallone è a 'cchiù belle cose, hai capito?") e riproduzioni di suoni tramite espressioni onomatopeiche (ad esempio: " oh! oh!")
  5. lessico colloquiale e generico
  6. scambi di codice tra dialetto e lingua.

(prof. Pisani)


lessico - pag.1

Il lessico del trasmesso televisivo riflette la varietà d'uso presente nella lingua contemporanea sia scritta che parlata. Se nella fiction è più evidente una certa ricercatezza di espressioni linguistiche, nei talk-shows, al contrario, si registra una maggiore compresenza di varietà linguistiche.

Elementi lessicali ricorrenti:

  • maggior numero di genericismi nei programmi che si avvicinano al parlato spontaneo o caratterizzati da numerosi dialoghi (cosa, fare, molto, grosso, bello);
  • espressioni e voci colloquiali un po' ovunque ad eccezione dei programmi culturali e di informazione
    (-"Che diavolo stai facendo?"-"Sei incasinata?"- in Centovetrine), modi di dire regional- popolari, adottati con intenti comici ("Non si tiene un cecio in bocca 'sto Morandi!" oppure "Chi lo fa a Capodanno lo fa tutto l'anno" Paola Cortellesi in Uno di noi;
  • espressioni colorite in trasmissioni a prevalenza dialogica o con finalità comico-satiriche:(-"Madonna se
    mi sento intrigante" in Uomini e donne. "Ti cambio i connotati" in Centovetrine "Che rito farà per allontanare la
    iella dal 2003? Si è toccato proprio lì.. essendo un verde dà una bella ravanata all'ecosistema!" in Striscia la
    notizia;
  • ricorso all'alterato che avvicina maggiormente al parlato colloquiale come nei casi estremi dei cosiddetti
    "diminuitivi iperbolici" (pochino, attimino);
  • pochi i casi di voci ricercate, termini ed espressioni settoriali: linguaggio giuridico legale in Centovetrine
    (dinamica dell'incidente, reticenza a rispondere, lezioni di deontologia professionale, avviso di garanzia...); qualche caso di settorialismo nei servizi di Chi l'ha visto (autopsia, inumazione, tumefatto,
    cella frigorifera), qualche raro esempio di tecnicismo nei telegiornali, spesso parafrasato per favorire la
    comprensione del pubblico;
  • "stranierismi" o forestierismi, per lo più prestiti entrati a far parte del lessico italiano (ok, shock, team, snowboard,champagne, wafer); le uniche voci rilevanti sono presenti nei tg come task force dove cioè il
    linguaggio appare più ricercato;
  • regionalismi voluti e pianificati dagli autori delle fictions o dai singoli parlanti che imitano a scopo satirico-
    comico i dialetti più appropriati: Gerry Scotti adatta, durante il quiz, le battute a seconda della provenienza del concorrente "Mi stavo a ammazzà'" rivolto alla campionessa che lui stesso definisce subito laziale "' 'o guerriero del grande fratello con la T" (riferendosi a Pietro Taricone, protagonista casertano della prima edizione del programma televisivo Grande Fratello)

L. Nacci, La lingua della comunicazione, in La lingua itaiana e i mass media, a cura di I. Bonomi, A. Masini, S. Morgana, Roma, Carocci, 2007, pp. 85-87.

(prof. Pisani)


guida - pag.1

Un posto al sole, la prima fiction televisiva in onda su rai 3 dall'ottobre del 1996, ripropone i tratti di un italiano vicino al parlato reale e alle varietà idiomatiche regionali.
É una lingua che spazia dal "parlar difficiledelle persone più colte che si esprimono con una lingua più ricercata ricorrendo a tecnicismi quando le situazioni lo richiedono (adrenalina, anfetaminico, artroscopia, anestesia locoregionale), fino agli estremi dell'italiano informale trascurato e volgare ("fottere" per rubare...) dell'italiano regionale e gergale ("tenere" per avere "creatura" per bambino "scarafone" "moroso" "sciacquetta") e dell'italiano popolare ("imparare" per insegnare).

 

Per il supporto teorico: G. Alfieri, I. BonomiLa lingua della televisione in Lingua e identità. Una storia sociale dell'italiano, a cura di P. Trifone, Roma, Carocci, 2009.

L. Nacci, La lingua della comunicazione, in La lingua itaiana e i mass media, a cura di I. Bonomi, A. Masini, S. Morgana, Roma, Carocci, 2007.

(prof. Pisani)


teoria - pag.1

L'italiano televisivo è la forma più tipica di lingua "trasmessa" che Francesco Sabatini ha introdotto tra lingua parlata e lingua scritta, perchè, attraverso la combinazione del parlato con le immagini, si preserva intatta la pienezza della comunicazione.

La televisione è il riflesso delle numerose realtà linguistiche della società di oggi:

  • varietà regionali
  • registri
  • codici
  • sottocodici di diversa natura

Nel variegato linguaggio televisivo si intrecciano quindi varietà diastratiche, diatopiche, diafasiche creando un continuum di varietà intermedie tipiche del trasmesso della tv di oggi.

L'italiano del sistema radiotelevisivo misto si caratterizza come un modello di lingua fluida, fedele alla varietà dei programmi mandati in onda a tutte le ore ed estesa ad un pubblico di massa presso il quale acquista autorevolezza anche normativa.

Per il supporto teorico: G. Alfieri, I. Bonomi, La lingua della televisione in Lingua e identità. Una storia sociale
dell'italiano, a cura di Pietro Trifone, Carocci, 2009, p.227

 

(prof. Pisani)


esercizi - pag.1

Esercizio n. 1

Dopo aver ascoltato il breve spezzone tratto da Ulisse di Piero Angela, individua i tecnicismi specialistici da un lato e le espressioni del linguaggio colloquiale dall'altro

tecnicismi specialistici

__________________________________________________________

__________________________________________________________

__________________________________________________________

___________________________________________________________

espressioni  del linguaggio colloquiale 

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

(prof. Pisani)


esercizi - pag.2


Esercizio n. 2

Ascolta l'intervista del noto giornalista Enzo Biagi allo scrittore Saviano e individua gli elementi di innovazione linguistica tra forme di italiano standard e nuove tendenze d'uso.

(prof. Pisani)