Le varietà diamesiche
il Linguaggio dei Giornali

testo - pag.1

Sassi sui poliziotti e roghi. La rivolta degli immigrati

 

BARI PROTESTA DAL CENTRO DI ACCOGLIENZA. VENTINOVE STRANIERI FERMATI. LA POLEMICA. IL TAM TAM

Treni bloccati, 8 ore di scontri. «Vogliamo libertà» Il sindaco Emiliano: «Colpa degli errori del governo» Il Pdl: «Vergognosa strumentalizzazione» Proteste e tensione anche nel centro calabrese di Isola Capo Rizzuto.

BARI - Gridavano «freedom freedom» e «liberté liberté» in mezzo alla strada, la statale Adriatica, ieri mattina alle sei, con le tasche dei pantaloni piene di sassi da lanciare contro i poliziotti, tra gli automobilisti terrorizzati. Brandivano spranghe e lunghi tubi di ferro e avevano già bloccato la ferrovia piazzando massi e pali sui binari. Furiosi, incattiviti, disperati, i neri migranti ospiti del Cara di Bari, il centro d' accoglienza per i richiedenti asilo, che oggi strabocca di giovani ghanesi, ciadiani, ivoriani, fuggiti dalla Libia e smistati da Lampedusa e ormai pronti a tutto, esasperati dopo mesi d' inutile attesa di un pezzo di carta qui da noi, per dire addio agli incubi del passato e avere un futuro normale, regolare, senza nemmeno finire sfruttati come clandestini a raccogliere pomodori nel foggiano oppure cocomeri in Salento. La battaglia di Palese, nella zona tutt' intorno all' aeroporto «Karol Wojtyla» di Bari, è durata quasi otto ore, con 150 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri in divisa antisommossa, che hanno dovuto usare i gas lacrimogeni e le cartucce irritanti per fronteggiare e respingere quell' onda gigantesca di umano furore, circa 300 immigrati rispetto ai 1150 attualmente ospiti del Centro. Traffico nel caos, roghi di cassonetti e blocchi stradali, l' aeroporto isolato, 12 treni regionali cancellati e gite saltate anche per migliaia di croceristi sbarcati al porto come ogni lunedì per andare a vedere i trulli di Alberobello, le grotte di Castellana o i sassi di Matera. Il bilancio definitivo degli scontri parla di 29 stranieri fermati (ragazzi del Mali, del Ghana, della Costa d' Avorio, ma anche pakistani, bengalesi, afgani e un iracheno) e quasi 60 feriti tra manifestanti, forze dell' ordine, automobilisti di passaggio, il più grave un poliziotto che ha perso due denti colpito da una pietra. Ci sono stati momenti terribili. Sulla strada per l' aeroporto di Palese i manifestanti hanno fermato un autobus di linea e, prima di sfasciarlo a colpi di mazza, hanno fatto scendere i passeggeri, sequestrando due donne pensando così di dare più risonanza alla loro azione. Per fortuna, dopo pochi minuti, ci hanno però ripensato lasciandole andare. Una rivolta studiata bene, con un grosso buco aperto nella notte nella rete di recinzione alle spalle del campo. È partito tutto da lì. A trattare con loro, verso mezzogiorno, sono andati il viceprefetto vicario Antonella Bellomo (perché Bari è senza prefetto da sei mesi), l' assessore regionale all' immigrazione Nicola Fratoianni e il vicequestore Stanislao Schimera (ex Digos) in costante contatto col neo-questore Domenico Pinzello, da un mese a Bari ma già alle prese con i migranti di Mineo, in Sicilia. Dopo due ore, si è giunti a un compromesso: fine della rivolta aspettando domani, mercoledì, giorno in cui verrà a Bari il sottosegretario all' Interno Alfredo Mantovano per una riunione in Prefettura. Gli immigrati di Palese sperano nel rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo, come quello concesso per emergenza umanitaria ai tunisini che arrivavano a frotte in Italia nei mesi scorsi. Un modo per tagliare drasticamente i tempi biblici delle audizioni previste davanti alla commissione territoriale chiamata ad esaminare le loro domande d' asilo. Ma se la riunione in Prefettura darà esito negativo, c' è da giurare che la rivolta riprenderà. In tutta Italia la tensione cresce, il tam tam tra gli immigrati si estende e ieri anche nel Cara di Isola Capo Rizzuto (Crotone) ci sono stati scontri con la polizia. «Urge una risposta politica», è l' appello del presidente della Regione, Nichi Vendola. «Paghiamo gli errori del governo sull' immigrazione», attacca il sindaco di Bari, Michele Emiliano. Ma pronta è la risposta del Pdl: «E' vergognoso che la sinistra strumentalizzi», replica il deputato barese Francesco Paolo Sisto. E mentre la politica s' accapiglia, il fuoco continua a covare sotto la cenere. 

 

Caccia Fabrizio, Corriere della Sera, 2 agosto 2011 

(prof. Pisani)


lessico - pag.1

Elementi lessicali ricorrenti:

  • espansione del discorso diretto che apre alla vivacità del parlato: si presenta sia nella forma dell'intervista, sia in quella del mosaico di citazioni (Dardano 2002) all'interno del pezzo
  • semplificazione sintattica: apertura alla spontaneità e all'informalità, lessico finalizzato a suggestionare e a creare attesa, uso marcato e connotativo della punteggiatura, neologismo effimero ed espressivo (cattivista, chiacchieroso) e soprattutto il traslato e la metafora («la sua corrente affila le armi»)
  • diminuzione della componente burocratica e di quella letteraria 
  • posposizione del nucleo informativo della notizia, preceduta da elementi accessori per creare maggiore attesa: «Molto tentato. Ma anche molto incerto. Sergio D'Antoni deciderà nei prossimi giorni se candidarsi»
  • le dislocazioni a sinistra e a destra e le frasi scisse: La pasta, l'ho già comprata ioLo compri tu il caffè?- Sono loro che hanno ragione (ad aver ragione)
  • in regresso l'impiego delle formule di tematizzazione tradizionali: quanto a, riguardo a, in relazione a e simili.
  • impiego di nominalizzazioni, dalle frasi nominali vere e proprie, alle apposizioni, alle riprese nominali, che danno al periodo un andamento breve e conciso. La frase nominale, tipica in particolare dei titoli, trova impiego anche negli articoli, di preferenza in apertura (anche di capoverso) per dare un immediato e incisivo avvio dall'argomento, ma anche in chiusura del pezzo, come conclusione riassuntiva o esplicativa. La frase nominale può essere formata da elementi nominali soltanto «Corteo pacifico ieri nelle vie della città») oppure da elementi nominali e verbali, con i secondi non in funzione di predicato «Occupate dagli studenti dieci scuole milanesi»
  • uso del soggetto di terza persona, dove le forme tradizionali sono quasi scomparse a favore delle innovative lui / lei / loro, della sostituzione con elementi lessicali o della ripetizione del soggetto, e dell'ellissi; gli al dativo plurale, in alternanza con loro / a loro, mentre rarissimo è gli per le
  • impiego di concordanze a senso, talvolta veri e propri errori di concordanza sintattica
  • fenomeni meno soggetti a cambiamento: -d eufonicache polivalente, L' indicativo in luogo del congiuntivo (nonostante le accuse mosse ai giornali di cedere al dilagante declino del congiuntivo)
  • neologismi: nell'ambito della prefissazione anti- (antiscafista), co- (cofinanziamento), contro- (controindagine), de- / dis- (deburocratizzazione, dissalazione), mega- (meganegozio), mini- (minibomba), tele- (teledivo, ma anche telecomando «comando a distanza», teletraduttore «traduttore telematico», telecarta «carta telefonica»), super- (superpagato), iper- (ipermoderno), ultra- (ultraortodosso). Relativamente alla suffissazione, si citano per i nomi -ismo (ribaltonismo), -ista (cassettista, giuslavorista), -istica (effettistica), -izzazione (ottimizzazione), per i verbi -are (stoppare, cortocircuitare), -izzare (ottimizzare), per gli aggettivi -ale (digitale), -ano (morettiano), -ese (benignese), -abile (scannerizzabile), -ico (massmediatico). Molto frequenti i composti, come teatronovela, ripara-cellule.
  • molto frequenti i neologismi politici: correntone, girotondini, scudo fiscale, teodem, forestierismi: convention, bipartisan, negli articoli di politica interna e intelligence, peace enforcing in quelli di politica estera, in economia fondi hedge, blue chip, nello spettacolo e  nell'attualità audience, pièce; gli angloamericanismi, nella politica e nell' ambito tecnico-settoriale  i francesismi nello spettacolo, i tecnicismi, negli articoli di carattere settoriale, da quellI economici a quelli dell'informatica, delle scienze, della salute.

(prof. Pisani)


guida - pag.1

L'articolo di cronaca proposto può essere utilizzato per sensibilizzare gli alunni ad un risvolto drammatico della problematica dell'immigrazione, quello della disperazione degli immigrati (qui nel particolare ruolo di esuli politici), che sfocia nella violenza.
Emerge in tutta la sua drammaticità la difficoltà di soluzione della questione, quanto mai attuale, che può essere oggetto di un interessante dibattito scolastico tra i diritti degli immigrati e le garanzie sociali e politiche che lo Stato accogliente si deve pur dare.

(prof. Pisani)


teoria - pag.1

La funzione dei giornali italiani, in particolare i quotidiani, non è soltanto informativa ma anche  formativa ed educativa dal punto di vista linguistico. Secondo Bruno Migliorini nella sua Storia della lingua italiana (1960) e pochi anni dopo Tullio De Mauro nella Storia linguistica dell'Italia unita (1963), la lingua dei giornali ha contribuito in modo determinante a diffondere l'uso di una lingua italiana unitaria nei principali tratti formali, più vivace e moderna nel lessico e nella sintassi.

Già le pagine dei principali quotidiani di fine Ottocento, come «Il Secolo», presentavano

  • neologismi e forestierismi
  • sintassi aperta a costrutti poi divenuti di uso comune, come l'imperfetto cronistico (La sera del 25 gennaio il quarantenne E. G. sparava due colpi di rivoltella contro una comitiva di giovanotti), il condizionale di dissociazione (Le vittime sarebbero più di cento), l'infinito iussivo (Salvare Venezia).

Caratteristiche:

  1. più rapida della lingua letteraria ad accogliere le ultime novità lessicali
  2. più libera dai condizionamenti della tradizione con l'impiego di uno stile nominale secco e rapido
  3. è in grado di assorbire le innovazioni del costume e delle tecniche di comunicazione

(prof. Pisani)


esercizi - pag.1

Esercizio n. 1

Nel giornale luogo di grande sperimentazione linguistica vengono spesso creati veri e propri neologismi in base alle varie esigenze.

I derivati dalla parola euro, ad esempio, hanno dato vita a una serie di termini che vanno da eurolandia a euroscettici attraverso il meccanismo della giustapposizione.

Parole come buonismo, governissimo, antidroga nascono invece attraverso il meccanismo della suffissazione.

Sfoglia qualche articolo di giornale e ricerca i neologismi più curiosi.

per giustapposizione:_______________________________________________

per suffissazione:___________________________________________________

(prof. Pisani)


esercizi - pag.2

Esercizio n. 2

La lingua dei titoli dei giornali presenta alcune caratteristiche; per ciascuna di esse è riportato un esempio.

Sfoglia un qualsiasi quotidiano cartaceo o on line e scrivi un altro esempio.

ELLISSI DEL SOGGETTO
(manca il soggetto della frase)
 "Incidente mortale, non aveva il casco"
ELLISSI DEL VERBO
(manca il verbo, le frasi sono nominali)
 "Nibali primo nella Milano - San Remo"
METAFORA
(si usa una parola per indicare qualcosa di
diverso da quello che essa normalmente esprime)
" Manifestazione dei giovani contro la Piovra"
FORESTIERISMI
(parole straniere)
 "Morandi re dei teen-ager"
LINGUAGGIO COLLOQUIALE 
 "Bandiere, strette di mano e sfottò: il centrodestra a Bologna"
NOME COMPOSTO
(una coppia di parole che esprime un concetto
in modo sintetico)
 "Bologna, bombe carta in piazza Maggiore"
NEOLOGISMO
(parola nuova introdotta da poco nella lingua
o inventata)
"I papa Boys in raduno"
DISCORSO DIRETTO
"Berlusconi: Insieme vinceremo"
AGGETTIVI SOSTANTIVATI
"La scientifica indaga"
IPERBOLE
(si esprime un concetto in forma esagerata)
"Tre goal, e lo stadio delira"

(prof. Pisani)