la Proposizione
⇨ le Esclamazioni

testo - pag.1

 

ANTONIO: <no, no>/dico /tu /tu /Che mestiere fai?
ONOREVOLE: E ho ben capito! Questo tu! <Scusate!>
ANTONIO: <Beh / lascia fare!>
ONOREVOLE: Che "lascia fare" ? Ci conosciamo da cinque minuti!
ANTONIO: Ma io non ci tengo//
ONOREVOLE: Ma ci tengo io! Se non ci tenete voi!
ANTONIO: Sono democratico//
ONOREVOLE: Non mi piacciono le confidenze//< E non mi posso sentir toccare! Come ve lo devo dire>?
ANTONIO: <Democrazia! Ma neanche io/sa?/ Ah / neanche io! Guai se uno mi tocca/ a me! Per carità! Lasci fare>?
ONOREVOLE: <Oh! Meno male! Allora andiamo d'accordo> / E /tanto per vostra norma e regola io non faccio nessun mestiere/,'
<Eh>//
ANTONIO:<Ah/ bravo> Disoccupato!
ONOREVOLE: Disoccupato//Ma che disoccupato?
ANTONIO: Occupato?
ONOREVOLE: Ma nossignore:<Esercito/ una professione>//
ANTONIO:<Marescia...> maresciallo?
ONOREVOLE: Che marescia...Esercito/una professione!
[...]

ONOREVOLE: É mezz'ora/che stiamo parlando/e non...non avete ancora capito con chi state parlando//Io sono l'onorevole Cosimo Trombetta//Lo volete capire/ sì/ o no?<Oh>!

[Totò a Colori, 1952] Fabio Rossi, La lingua in gioco. Da Totò a lezione di retorica, Roma, Bulzoni, 2002, pp.110-111.

(prof. Pisani)


lessico - pag.1

Totò fa un grande uso di esclamazionii e di pause vocalizzate tanto per motivi di iperrealismo linguistico, (molti dei suoi suoi film sono in presa diretta, frutto cioè di autentiche improvvisazioni non soggette alla ripulitura del doppiaggio), quanto per l'elemento comico che ama le forme semanticamente vuote usate solo per il loro valore ritmico e musicale.
Nel film Totò a colori la gamma di interiezioni è molto ampia e molte di esse vengono addirittura cantate: ahè, bah, ih, mah ohé ohi ohiohiohi, olà..

Interiezioni presenti nello sketch del film:

Eh! Beh! lascia fare! per cortesia Ah/ neanche io! Per carità! Lasci fare Oh! Meno male! Ah/ bravo 

 

 

 

 O. Caldiron, Totò a colori di Steno: il film, il personaggio, il mito, Edizioni interculturali Uno, 2003.

 F. Rossi, La lingua in gioco. Da Totò a lezione di retorica, Roma, Bulzoni, 2002.

(prof. Pisani)


guida - pag.1

Le eslamazioni sono particolarmente usate nel parlato dove assumono significati variabili secondo il tono della voce e il contesto in cui vengono pronunciate.
Per riprodurre nello scritto l'intonazione delle interiezioni si ricorre al punto esclamativo per esprimere dolore disgusto o disapprovazione: ahi!, oh! ahimè oppure al punto interrogarivo per esprimere sorpresa e incredulità: eh?, davvero?. Se l'interiezione è inserita in una frase, può essere seguita da una virgola e in questo caso il punto esclamativo si pone al temine della frase stessa: accidenti, sono veramente seccato!; in alternativa si può mettere il punto esclamativo sia dopo l'interiezione sia al termine della frase: accidenti!, sono veramente seccato! Se il tono della frase è insieme di meraviglia e di domanda, al punto esclamativo si può unire quello interrogativo: davvero?

 P. Trifone e M., Grammatica italiana di base, Palermo,
Zanichelli, 2007, pg 176.

(prof. Pisani)


teoria - pag.1

Quale parte del discorso ti viene in mente quando per disattenzione batti la testa contro qualcosa? O ti colpisci il pollice con un martello?
Le esclamazioni o interiezioni sono parole che mostrano forti emozioni.

Sono una parte invariabile del discorso, una "parola gettata nel mezzo del discorso" (dal latino intericere), senza legami col resto della frase.
Sono parole che esprimono emozioni improvvise: dolore, gioia, disprezzo, disgusto e altri sentimenti dell'animo usate anche per formulare un ordine, un saluto, un richiamo.
Si distinguono in tre gruppi:

INTERIEZIONI PROPRIE
Il loro significato dipende dal tono della voce: 
  • ahi! ohi! ahimé! ohimé! dolore; Ohi, qui le cose si mettono male!
  • ohi! ohé! olà! ehi! richiamo; Ehi, c'è nessuno in casa?
  • uffa! impazienza; Uffa, quando finisce la lezione?
  • ohibò! incredulità, negazione; Ohibò, questa sì che è una bella sorpresa!

  • ehm! esitazione, imbarazzo; Ti piace Carla? Ehm, preferirei cambiare discorso!
  • mah! incertezza, dubbio; Mah, non so che dirti!
  • puh! puah! disprezzo, ripugnanza; Puh, che schifo queste caramelle!  

 Le interiezioni proprie possono essere: 

Semplici: Ah! Eh! Ih! Oh! Uh! Ahi! Ohi! Auff! Uhm! Mah! Ecc... 
Composte: Ahimé! Ohimé! Ohibò! (Oibò!) Orsù! Suvvia! Addio! Perdiana! Perbacco! Ecc... (Sono ottenute dall'unione di due parole) 
Onomatopeiche:Clap! Splash! Gulp! Brr! Wow! Boom!Puah! (Sono molto usate nei fumetti)

INTERIEZIONI IMPROPRIE
Sono parole usate occasionalmente come esclamazioni: 
  • Zitto! Peccato! Aiuto! Caspita! Sicuro! Bravo! Giusto! Viva! Salve! Bene! Via! 

Sono chiamate così perchè in origine avevano altre funzioni (sostantivi, aggettivi, avverbi, verbi).
Possono rappresentare:

  •  ordine (basta!, zitto!)
  • un'esortazione (su!, coraggio!)
  • un giudizio di apprezzamento o di biasimo (bravo! vergogna!)
  • un'imprecazione (accidenti!, maledizione!)
  • una formula di saluto o congedo (ciao!, arrivederci!, buonanotte!)
  • o costituire una formula che aiuta ad aprire o a mantenere aperta la comunicazione (senta!, scusi!, 
    pronto?)
LOCUZIONI INTERIETTIVE

Sono dei "modi di dire" formati da gruppi di parole o da vere e proprie proposizioni. 

  • Per l'amor del cielo! Per la miseria! Povero me! Si salvi chi può! Mamma mia! Santa pazienza! Beato te! Alto là! Al ladro! Che vergogna! ecc.

(prof. Pisani)


esercizi - pag.1

Esercizio n. 1 (Creatività)


Crea una storia a fumetti piegando un cartoncino in 4 parti e inserisci i tuoi dialoghi, commenti e pensieri nei balloon che disegnerai, adatti all'umore, al tono, alla forma della tua storia come nella seguente striscia di Mafalda.

 

Utilizza:

  • espressioni dell'italiano familiare
    esempio: telefono cellulare/ telefonino; mangiare/abbuffarsi; prestare attenzione a qualcuno/filare; lavorare /sgobbare; disturbare/rompere le scatole; iniziare una relazione/mettersi insieme a qualcuno; lasciare (qualcuno) /piantare
  • espressioni dell'italiano regionale
    esempio: nel Nord Italia si usa l'articolo davanti ai nomi propri femminili: la Cristina, la Laura.
    In Toscana si usa il «si» invece del «noi»: Domani andiamo al mare /Domani si va al mare.
    Nel Centro-Sud si lascia cadere la sillaba finale di molte parole: lavorare/lavora', Antonio/ Anto', ecc.
  • diminutivi e accrescitivi
    esempio: macchina/ macchinone, macchinetta, macchinina, macchinaccia;
  • interiezioni o onomatopee per esprimere emozioni o stati d'animo.
    Esiste un repertorio "internazionale" di onomatopee, ormai di uso comune nei fumetti italiani, come: Bang, Bla bla! Gnam, Gulp, Sigh, Splash, Sob, Zip, Zzzzz ecc...
    C'è però anche un repertorio più tipicamente italiano, derivato dalle esclamazioni italiane, come Ahi! Ahimè! Ahò! Alè! Bau Bau! Beh! Boh? Cucù! Din Don Dan! ecc. Da notare che i versi degli animali hanno una specificità nazionale. In Italia il cane può fare: Arf Arf, come nel linguaggio internazionale, ma normalmente il cane fa Bau Bau, il gatto Miao e il gallo Chicchirichì.

(prof. Pisani)


esercizi - pag.2

Esercizio n. 2

Con l'aiuto dell'insegnante tu e i tuoi compagni di classe dividetevi in squadre. Ciascuna squadra ha una lista di 5-10 emozioni scritte su foglietti di carta.

A turno gli studenti di ciascuna squadra devono scegliere un foglietto di carta e creare una frase che utilizzi un'esclamazione che corrisponda ad un'emozione.

Ad esempio, se lo studente sceglie l'emozione "tristezza", scrive una frase del tipo "Ohi, Carla è sparita, che posso farci?." Se la frase presenta un'emozione molto forte, lo studente utilizzerà un punto esclamativo, se l'emozione è meno forte una virgola.

(prof. Pisani)

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