Alterazioni e Lessicalizzazioni
Sostantivi Alterati

testo - pag.1

La mia casa sorge, unica costruzione, sull'alto di un ponticello ripido, in mezzo a un terreno incolto e sparso di sassolini di lava. La facciata guarda verso il paese, e da questa parte il fianco del ponticello è rafforzato da una vecchia muraglia. Dietro la casa si stende una larga spianata. […] E'un palazzotto di due piani, di un colorastro ormai stinto, di forma quadrata, rozza e costruita senza eleganza. L'unico ornamento della facciata sono due balconcini di ferro biancastri, tutti macchiati e corrosi dalla ruggine. Su un battente del portone centrale è intagliata una porticina più piccola, ed è questa il nostro passaggio usuale per entrare in casa. Attraverso la porticina si entra in un atrio lungo senza finestre, in fondo al quale si apre un cancellino che dà su un giardinetto interno.

 

(ridotto ed adattato da: E. Morante, L'isola di Arturo)

(proff. Arnoldi e Paini)


lessico - pag.1

Sull'alto di: sul culmine, sulla parte più alta di ...

      Esempio: sull'alto del campanile/sulla cima del campanile; sull'alto di una arcata gotica/sul culmine di una   arcata gotica

Spianata: luogo aperto e pianeggiante

      Esempio: è una bella spianata per giocare a calcio; nella foresta c'era un'ampia spianata.

Stinto: scolorito.

      Esempio: una maglia stinta/scolorita; il volto stinto/scolorito del cadavere.

Battente:

1. metà di una porta, un portone o una finestra > anta.

Esempio: Nel portone si apre solo il battente di destra; il forte vento fa sbattere un battente della finestra.

2. maniglia spesso attaccata ai portoni antichi, usata un tempo per bussare.

Esempio: Non giocare col battente del portone! Fai un gran rumore!

Intagliata:

1. incisa o scolpito nel legno

Esempio: Le gambe del tavolo sono intagliate/scolpite a forma di leone.

2. tagliata dentro, ricavata

Esempio: Nel portone per le automobili è stata ricavata / intagliata una porticina pedonale.

(proff. Arnoldi e Paini)


guida - pag.1

Nel testo, di carattere descrittivo, compaiono vari alterati: a che scopo? Perché l'autore non usa la forma base?

Se li analizzi, vedrai che essi implicano sfumature di significato diverse, ossia forniscono al lettore un'immagine, una sensazione diversa: a te, quale idea hanno dato? Quali ti sono apparsi positivi e quali negativi?

(proff. Arnoldi e Paini)


teoria - pag.1

Sono parole che hanno subito una variazione, una modificazione. Esse si formano unendo alla radice della parola primitiva un suffisso che aggiunge una sfumatura di qualità o quantità, cioè esprimono un'idea di bellezza, bruttezza, grandezza, piccolezza ecc. Il linguaggio quotidiano fa grande uso di questa categoria di sostantivi, perchè vivacizzano la comunicazione.

Esempi:

a partire dalla radice gatt- possiamo avere

gatt-ino; gatt-one; gatt-accio

Esistono molteplici suffissi, che si dividono generalmente in base alla sfumatura di significato che danno:

  1. diminutivi: -ino/a (cas-ina); -icino/a (cuor-icino); -icello/a (ort-icello)...
  2. vezzeggiativi: -uccio/a (cas-uccia); -eto/a (cas-etta)...
  3. accrescitivi: -one/a (cas-ona)...
  4. peggiorativo (o dispregiativo): -astro/a (medic-astro); -accio/a (cas-accia); -onzolo/a (top-onzolo); -aglia (pleb-aglia)...
  5. verbali: -cchiare (rid-acchiare); -erellare (gioch-erellare); -uzzare (tagli-uzzare)

Attenzione! Spesso diminutivi e vezzeggiativi, così come accrescitivi e peggiorativi, sono uguali e li distingue solo il contesto.

(proff. Arnoldi e Paini)


esercizi - pag.1

Esercizio n. 1

. Rintraccia tutti i sostantivi-base degli alterati presenti nel testo.

(proff. Arnoldi e Paini)


esercizi - pag.2

Esercizio n. 2.

Dividi gli alterati del testo per tipologia (diminutivi, dispregiativi, peggiorativi…), quindi trasformali

diminutivo → accrescitivo

dispregiativo/peggiorativo → positivo

(proff. Arnoldi e Paini)