la Morfologia dell'Aggettivo
⇨ Eredità Lessicali Irregolari

testo - pag.1

Miscellanea manzoniana

Una delle più gran consolazioni di questa vita è l'amicizia; e una delle consolazioni dell'amicizia è quell'avere a cui confidare un segreto. 

(A. Manzoni, I Promessi Sposi, cap.11)

 

All'udir parole d'un tanto signore, così gagliarde e sicure, e accompagnate da tali ordini, viene una gran voglia di credere che, al solo rimbombo di esse, tutti i bravi siano scomparsi per sempre.
Ma la testimonianza d'un signore non meno autorevole, né meno dotato di nomi, ci obbliga a credere tutto il contrario.
È questi l'Illustrissimo ed Eccellentissimo Signor Juan Fernandez de Velasco, Contestabile di Castiglia, Cameriero maggiore di Sua Maestà, Duca della Città di Frias, Conte di Haro e Castelnovo, Signore della Casa di Velasco, e di quella delli sette Infanti di Lara, Governatore dello Stato di Milano, ecc.
Il 5 giugno dell'anno 1593, pienamente informato anche lui di quanto danno e rovine sieno... i bravi e vagabondi, e del pessimo effetto che tal sorta di gente, fa contra il ben pubblico, et in delusione della giustizia, intima loro di nuovo che, nel termine di giorni sei, abbiano a sbrattare il paese, ripetendo a un dipresso le prescrizioni e le minacce medesime del suo predecessore.

(A. Manzoni, I Promessi Sposi, cap.1)

 

Nel 1580 manifestò la risoluzione di dedicarsi al ministero ecclesiastico, e ne prese l'abito dalle mani di quel suo cugino Carlo, che una fama, già fin d'allora antica e universale, predicava santo. Entrò poco dopo nel collegio fondato da questo in Pavia, e che porta ancora il nome del loro casato; e lì, applicandosi assiduamente alle occupazioni che trovò prescritte, due altre ne assunse di sua volontà; e furono d'insegnar la dottrina cristiana ai più rozzi e derelitti del popolo, e di visitare, servire, consolare e soccorrere gl'infermi. Si valse dell'autorità che tutto gli conciliava in quel luogo, per attirare i suoi compagni a secondarlo in tali opere; e in ogni cosa onesta e profittevole esercitò come un primato d'esempio, un primato che le sue doti personali sarebbero forse bastate a procacciargli, se fosse anche stato l'infimo per condizione. 

(A. Manzoni, I Promessi Sposi, cap.22)

(proff. Galeotti e Vecchi)


lessico - pag.1

a cui = qualcuno al quale

d'un tanto signore = di un uomo politico così importante

gagliarde = forti, di ferma condanna (il Manzoni sta parlando delle leggi - dette grida - contro i bravi - delinquenti al servizio dei signorotti, spesso di origine spagnola, che dominavano il Ducato di Milano in quel periodo)

del pessimo effetto che tal sorta di gente, fa contra il ben pubblico = del danno che i bravi fanno a tutta la società 

in delusione della giustizia = del non rispetto per la legge e la giustizia

abbiano a sbrattare il paese = se ne vadano dal paese

a un dipresso = all'incirca

assiduamente = con profondo impegno

si valse dell'autorità che tutto gli conciliava in quel luogo = si servì del potere che aveva in quel luiogo grazie anche alla sua famiglia, non solo per i suoi chiari meriti  (il Manzoni sta parlando del Cardinale Federigo Borromeo e del suo impegno per la diffusione e l'applicazione dei principi della carità cristiana)

per attirare i suoi compagni a secondarlo in tali opere = per convincere i suoi compagni a collaborare con lui in quella impresa

profittevole = che porta un vantaggio alla sua causa

procacciargli = procurargli, fargli avere

l'infimo = il più in basso, l'ultimo 

(proff. Galeotti e Vecchi)


guida - pag.1

Per far pratica con i superlativi e capire meglio la teoria, puoi analizzare i brani che trovi alla pagina TESTO e che sono tratti da "I Promessi Sposi" del Manzoni, avendo cura di usare, nelle risposte alle domande-giuda che ti proponiamo, il maggior numero possibile di aggettivi superlativi e comparativi irregolari:

Cosa pensa Manzoni dell'amicizia? Ne ha una visone positiva o negativa? Spiega il perchè.

Chi erano i bravi? Cos'erano le grida?

Metti a confronto le varie figure di religiosi (il Cardinale Borromeo, Fra Cristoforo, Don Abbondio): attraverso quali aggettivi o con quali figure retoriche il Manzoni ce li presenta?

(proff. Galeotti e Vecchi)


teoria - pag.1

Alcuni aggettivi presentano una forma irregolare di comparativo e superlativo, derivata direttamente dal latino, che puoi trovare e usare in alternativa alla forma regolare.

buono --> migliore --> ottimo

cattivo --> peggiore --> pessimo

alto --> superiore --> supremo / sommo

basso --> inferiore --> infimo

piccolo --> minore --> minimo

grande --> maggiore --> massimo

          Esempi: La mia mamma è una cuoca migliore della tua

                      Mia sorella maggiore si chiama Anna e mio fratello minore Marco

                      Ho comprato della stoffa di infima qualità: è stato un pessimo affare

                     "Eliminate la Somma Sacerdotessa Esras!"

Molto ha come comparativo più

           Esempio: Non c'è più tempo, devi deciderti!

Ampio al superlativo fa amplissimo

           Esempio: Laura ha una cucina amplissima, adatta quasi ad un ristorante

Gli aggettivi acre, aspro, celebre, integro, misero, salubre fanno il superlativo in -errimo e MAI in -issimo

           Esempi: Questo limone è asperrimo (NON asprissimo)

                         La cioccolata è acerrima nemica della linea, ma la dieta mediterranea è saluberrima

                         Oh me misero, miserrimo me! (me infelicissimo)

                         Rodari è un celeberrimo scrittore per bambini

                         Quello è un uomo integerrimo (di grande solidità morale)     

(proff. Galeotti e Vecchi)


esercizi - pag.1

 ESERCIZIO 1

Compila la tabella con le forme particolari degli aggettivi proposti:

 
comparativo di maggioranza
superlativo assoluto
superlativo relativo
 
 
buono
 
 
 
 
 
cattivo
 
 
 
 
 
grande
 
 
 
 
 
piccolo
 
 
 
 
 
alto
 
 
 
 
 
basso
 
 
 
 
 

(proff. Galeotti e Vecchi)


esercizi - pag.2

 ESERCIZIO 2

Cerca nella pubblicità delle frasi in cui compaiano queste forme irregolari, oppure costruisci tu uno slogan pubblicitario per ogni forma irregolare della tabella all'esercizio precedente.

(proff. Galeotti e Vecchi)

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