la Semantica dell'Aggettivo
Altri Aggettivi Numerali

testo - pag.1

Pasticcio di lepre  

Chi non ha buone braccia non si provi intorno a questo pasticcio. La natura arida delle carni della bestia di cui si tratta e il molto ossame, richiedono una fatica improba per estrarne tutta la sostanza possibile, senza di che non fareste nulla di veramente buono.
Quello che qui vi descrivo fu fatto alla mia presenza, nelle seguenti dosi e proporzioni sulle quali, regolandovi, ritengo non sia il caso di sciupare i vostri quattrini.

Mezza lepre, senza testa e gli zampucci, un chilogrammo.
Magro di vitella di latte, grammi 230.
Burro, grammi 90.
Lingua salata, grammi 80.
Grasso di prosciutto, grammi 80.
Prosciutto grasso e magro, tagliato grosso mezzo dito, grammi 50.
Detto, tagliato fine, grammi 30.
Tartufi neri, grammi 60.
Farina per la besciamella, grammi 30.
Marsala, decilitri 3.
Uova, n. 2.
Latte, mezzo bicchiere.
Brodo, quanto basta.

Dalla lepre, dopo averla lavata ed asciugata, levate grammi 80 di magro dal filetto o altrove e ponetelo da parte. Poi scarnite tutte le ossa, per separarle dalla carne, rompetele e ponete anche queste da parte. La carne tagliatela a pezzi, e coi suddetti grammi 80 di magro, lasciato intero, mettetela in infusione con due terzi circa della detta marsala e coi seguenti odori tagliati all'ingrosso: un quarto di una grossa cipolla, mezza carota, una costola di sedano lunga un palmo, diversi gambi di prezzemolo e due foglie di alloro. Conditela con sale e pepe, rivoltate bene ogni cosa e lasciatela in riposo diverse ore. Frattanto nettate dalle pelletiche la carne di vitella di latte, sminuzzatela col coltello e pestatela nel mortaio quanto più fine potete.
Scolate dalla marsala la carne messa in infusione e con tutte le ossa, gli odori indicati, il grasso di prosciutto, tagliato a pezzettini e grammi 30 del detto burro, ponetela in una casseruola coperta e, a fuoco vivo, lasciatela rosolar bene, rimuovendola spesso col mestolo e bagnandola, quando sarà asciutta, con marsala, servendovi anche di quella rimasta dell'infusione, e con brodo fino a cottura completa. Allora separate nuovamente la carne dalle ossa e rimettete da parte gli 80 grammi di magro per formare con questo, coi grammi 50 di prosciutto e con la lingua, tanti filetti grossi più di mezzo dito.
Pestate prima tutta la carne della lepre nel mortaio, bagnandola di quando in quando per renderla più pastosa, ma non troppo liquida, col resto della marsala e con brodo e passatela; poi pestate le ossa e procurate che passi di queste tutto quel che più potete, avvertendovi però occorrervi a quest'uopo uno staccio di fil di ferro.
Ora, fate una besciamella con grammi 30 del detto burro, la farina e il latte indicati e, cotta che sia, versate nella stessa casseruola tutta la carne passata, tanto quella della lepre che della vitella di latte cruda, aggiungete le due uova, mescolate bene ed assaggiate il composto se è dosato giusto di condimenti, per aggiungere, se occorre, sale e il resto del burro.
Adesso incassate il pasticcio colla pasta qui sotto descritta e per riempirlo regolatevi come nel n. 370. I tartufi tagliateli a tocchetti grossi come le nocciole e così crudi e con tutti i filetti descritti disponeteli a tre suoli alternati col composto ben pigiato onde vengano sparsi regolarmente, e facciano bella mostra quando il pasticcio si taglia. Per ultimo distendetegli sopra i grammi 30 di prosciutto a fette piuttosto sottili e copritelo.
 

(da "La scienza in cucina - L'arte di mangiar bene" di Pellegrino Artusi)

(proff. Galeotti e Vecchi)


lessico - pag.1

non si provi intorno a questo pasticcio = non provi a riprodurre questa ricetta
Curiosità: quando si parla di pasticcio relativamente ad una ricetta di cucina, si intende un piatto, cotto al forno, a base di pasta, carne, pesce o verdura mescolati con altri ingredienti. Però la parola pasticcio può anche indicare un'opera letteraria o musicale composta da diversi autori. Certamente ne conosci il significato più immediatediatamente legato alla scuola, cioè errore (Ho combinato un pasticcio nel compito in classe, ma sono riuscito a rimediare)

La natura arida delle carni della bestia di cui si tratta = la carne della lepre è un po' stopposa, asciutta

quattrini = soldi

ossame = ossa

fatica improba = fatica bestiale

sostanza = nutrimento

sciupare = sprecare, buttar via

(proff. Galeotti e Vecchi)


guida - pag.1

Dal testo alla teoria

Potresti compilare una lista di espressioni del parlato quotidiano in cui compaiono gli aggettivi (o i pronomi) moltiplicativi, distributivi, frazionari, collettivi.

Potresti anche compilare una lista con i termini tecnici e le espressioni tipiche dell'arte culinaria, ricavandoli dalla ricetta dell'Artusi ma anche dalle tue conoscenze.

(proff. Galeotti e Vecchi)


teoria - pag.1

Esistono altri tipi di aggettivi numerali (tra cui moltiplicativi, frazionari, distributivi, collettivi) che ti servono, ad esempio, per indicare quante volte una quantità è maggiore o minore rispetto a un'altra; oppure le parti di un intero; o ancora come disporre o distribuire realtà numerabili, e infine un insieme numerico di persone, animali o cose.

Moltiplicativi: questi sono variabili sia nel genere che nel numero, inoltre troverai più spesso quelli relativi ai numeri bassi (doppio, triplo, ...), per i numeri alti troverai: venti volte il suo peso (ma puoi dire anche una ventina di volte)

Frazionari: mi offri mezza pizza?

Distributivi: mettetevi in fila a due a due; entrate uno alla volta

Collettivi: esco con un paio di amici, ambedue frequentano la mia scuola

(proff. Galeotti e Vecchi)


esercizi - pag.1

ESERCIZIO 1

 Costruisci tre frasi per ciascuna categoria di aggettivi numerali:

cardinali
ordinali
distributivi
 
 
 
 
 
 
frazionari
moltiplicativi
 collettivi
 
 
 
 
 
 

(proff. Galeotti e Vecchi)


esercizi - pag.2

ESERCIZIO 2

Inventa una ricetta per una o più di queste situazioni, usando gli aggettivi numerali di tutti i tipi:

- per la felicità

- per la buona riuscita a scuola

- per trovare il/la fidanzato/a

 

Ognuno legga la propria ai compagni e all'insegnante e scegliete la più divertente.

(proff. Galeotti e Vecchi)