la Semantica dell'Aggettivo
⇨ la Funzione Appositiva

testo - pag.1

A Silvia

Questa lirica Leopardi la compose tra il 19 e 20 aprile 1828, subito dopo il Risorgimento. Il poeta si ispira a Silvia, ricordandosi di quando la sentiva cantare in quello stesso periodo primaverile e con quel canto lei esprimeva la sua fiducia nell'avvenire; così adesso lui, nello stesso periodo primaverile, con questa nuova poesia si sente risorgere a nuova vita, dopo l'inaridimento poetico

Sonavan le quiete
stanze, e le vie d'intorno,
al tuo perpetuo canto,
allor che all'opre femminili intenta
sedevi, assai contenta
di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
così menare il giorno. 

Io gli studi leggiadri
talor lasciando e le sudate carte,
ove il tempo mio primo
e di me si spendea la miglior parte,
d'in su i veroni del paterno ostello
porgea gli orecchi al suon della tua voce,
ed alla man veloce
che percorrea la faticosa tela.


Mirava il ciel sereno,
le vie dorate e gli orti,
e quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
quel ch'io sentiva in seno. 

A Silvia, di G. Leopardi 

 

(prof. Chiodi)


lessico - pag.1

menare (v.) = trascinare, trarre con sé, condurre o spingere a forza; riferito al tempo ha il significato di trascorrere, passare

leggiadro (agg.) = pieno di grazia, di gentilezza e di eleganza insieme; si dice soprattutto dei movimenti della persona, e per estens. della persona stessa o in genere del suo aspetto

sudato (agg.) = bagnato di sudore; in senso figurato guadagnato, ottenuto o raggiunto con grande fatica e sacrificio

verone (n.) = terrazzo loggia

ostello (n.) = struttura ricettiva simile ad un albergo, ma ha la particolarità che solitamente gli spazi vengono condivisi con altri ospiti

mirare (v.) = guardare con attenzione, con intensità, e per lo più con un particolare sentimento

(prof. Chiodi)


guida - pag.1

- Questa lezione è incentrata sulla funzione appositiva dell'aggettivo

- Spiegare cosa è un aggettivo: parte variabile del discorso che si aggiunge al nome per qualificarlo o per determinarlo meglio. 

- Fare delle frasi come esempi: Enrico ha una borsa blu; l'anziana signora se ne andò via; il tavolo della casa di Marco è grigio

- Spiegare le due funzioni dell'aggettivo: funzione attributiva quando l'aggettivo fa parte del gruppo del nome (La palla rossa è di Lucia), funzione predicativa quando l'aggettivo fa parte del gruppo del verbo e il collegamento tra l'aggettivo e il nome avviene mediante una voce del verbo essere (La palla è rossa). L'aggettivo attributivo è usato per determinare e caratterizzare, ha la funzione di limitare (o restringere) l'insieme delle entità che l'intero sintagma nominale può denotare e per questo motivo viene definito aggettivo attributivo restrittivo (Lucia ha una palla rossa, non nera o blu). Invece l'aggettivo predicativo esprime una proprietà che viene predicata riguardo al soggetto (ovvero la palla). Gli aggettivi che non hanno alcun ruolo nell'individuazione del referente del sintagma nominale di cui fanno parte sono chiamati appositivi, e sono separati dal nome che modificano da una pausa in modo simile a quanto avviene con le apposizioni. Es.: La ragazza contenta se ne andò (aggettivo restrittivo; solo la ragazza contenta tra le altre); la ragazza, contenta, se ne andò (aggettivo appositivo; la stessa ragazza se ne andò) 

- Definire la posizione che può assumere l'aggettivo qualificativo all'interno della frase, posizione che non è indifferente ma soggetta a determinate esigenze espressive personali oppure soggetta a norme specifiche. L'aggettivo posto dopo il nome ha un valore distintivo e restrittivo, attribuendo al nome qualità che si vogliono mettere in risalto rispetto ad altre. Es.: Enrico ha preso la palla rossa: tra tante palle anche di altri colori, Enrico ha preso proprio quella rossa. L'aggettivo posto davanti al nome ha un valore solo descrittivo, in quanto si limita ad attribuire una qualità generica. Es.: Enrico ha preso la vecchia palla: l'aggettivo preposto al nome ci dice solo che la palla è vecchia. Quando invece l'aggettivo è in funzione predicativa, si colloca sempre dopo il verbo. Es.: Il gatto è bianco

- Individuare gli aggettivi presenti nel testo, individuarne la posizione e cambiarla: cosa succede?

- Conclusione della lezione: la maggior parte degli aggettivi qualificativi assumono un significato diverso, a seconda che siano posti prima o dopo il nome cui si riferiscono. Questa loro caratteristica è molto importante a livello espressivo, è una grande risorsa, perchè permette di conferire ai messagi diverse sfumature

(prof. Chiodi)


teoria - pag.1

L'aggettivo è la parte del discorso, variabile nel genere e nel numero, che si aggiunge ad un nome per attribuire ad esso una particolare qualità o caratteristica. 

Es.: Enrico aveva un maglione blu; il cielo azzurro mi mette allegria; Paolo ha comprato una macchina nuova

E' un elemento mobile della frase: usato in funzione di attributo, può essere posto tanto prima, quanto dopo il nome cui si riferisce. La sua collocazione non è però indifferente: in parte dipende da esigenze espressive personali, in parte è soggetta a precise norme

(prof. Chiodi)


esercizi - pag.1

1) Individua gli aggettivi presenti nel testo e spiega se essi hanno valore restrittivo o descrittivo in base alla posizione

2) Componi delle frasi con i seguenti aggettivi del testo: quiete, perpetuo, vago, leggiadro, paterno

3) Individua in queste frasi il valore dell'aggettivo (in funzione restrittiva, descrittiva o appositiva)

Paolo, arrabbiato, corse via a casa  

Le canzonette popolari sono molto orecchiabili

La casa di Paolo sorge sulla riva sinistra del fiume

Alessandro, furibondo, iniziò a combattere con chiunque avesse di fronte

In vacanza abbiamo incontrato molti turisti stranieri

Che ne diresti di un buon caffè?    

4) Nel seguente brano, valuta per ciascun aggettivo qualificativo, l'uso che ne ha fatto l'autore, spiegando perchè li ha posti prima o dopo il nome. Dunque stabilisci il significato di ognuno in base alla posizione

L'eruzione vulcanica più nota in tempi storici è quella del Vesuvio nel 79 d.C. Il Vesuvio è un vulcano alto 1280 m e posto a 15 km circa a est di Napoli. In tempi antichi non si sapeva che fosse un vulcano poichè era stato inattivo a memoria d'uomo. Ma il 24 agosto del 79 d.C. esso eruppe improvvisamente. Il flusso di lava e le nubi di fumo, vapore e gas tossici distrussero totalmente le città di Pompei ed Ercolano sulle pendici meridionali                                                                   

(prof. Chiodi)

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