la Morfologia dell'Interiezione
Riconoscere una Interiezione

testo - pag.1

PINOCCHIO

— Finiscila di piangere! I tuoi lamenti mi hanno messo un'uggiolina qui in fondo allo stomaco... sento uno spasimo, che quasi quasi... Etcí! Etcí! — e fece altri due starnuti — Grazie. E il tuo babbo e la tua mamma sono sempre vivi? — gli domandò Mangiafoco.
— Felicità! — disse Pinocchio
— Il babbo, sí: la mamma non l'ho mai conosciuta.
— Chi lo sa che dispiacere sarebbe per il tuo vecchio padre, se ora ti facessi gettare fra que' carboni ardenti! Povero vecchio! lo compatisco!... Etcí, etcí, etcí — e fece altri tre starnuti.
— Felicità! — disse Pinocchio.
— Grazie! Del resto bisogna compatire anche me, perché, come vedi, non ho piú legna per finire di cuocere quel montone arrosto, e tu, dico la verità, in questo caso mi avresti fatto un gran comodo! Ma ormai mi sono impietosito e ci vuol pazienza. Invece di te, metterò a bruciare sotto lo spiede qualche burattino della mia Compagnia. Olà, giandarmi! —
A questo comando comparvero subito due giandarmi di legno, lunghi lunghi, secchi secchi, col cappello a lucerna in testa e colla sciabola sfoderata in mano.
Allora il burattinaio disse loro con voce rantolosa:
— Pigliatemi lí quell'Arlecchino, legatelo ben bene, e poi gettatelo a bruciare sul fuoco. Io voglio che il mio montone sia arrostito bene! —
Figuratevi il povero Arlecchino! Fu tanto il suo spavento, che le gambe gli si ripiegarono e cadde bocconi per terra.
Pinocchio, alla vista di quello spettacolo straziante, andò a gettarsi ai piedi del burattinaio, e piangendo dirottamente e bagnandogli di lacrime tutti i peli della lunghissima barba, cominciò a dire con voce supplichevole:
— Pietà, signor Mangiafoco!...
— Qui non ci son signori! — replicò duramente il burattinaio.
— Pietà, signor Cavaliere!...
— Qui non ci sono cavalieri!
— Pietà, signor Commendatore!...
— Qui non ci sono commendatori!
— Pietà, Eccellenza!... —
A sentirsi chiamare Eccellenza, il burattinaio fece subito il bocchino tondo, e diventato tutt'a un tratto piú umano e piú trattabile, disse a Pinocchio:
— Ebbene, che cosa vuoi da me?
— Vi domando grazia per il povero Arlecchino!...

da: "Le avventure di Pinocchio" di C. Collodi

(proff. Galeotti e Vecchi)


lessico - pag.1

uggiolina = lieve senso di languore allo stomaco

spasimo = una contrazione fisica dolorosa; ma anche una forte pena morale

lo compatisco = provo dispiacere per lui (compatire viene dal latino cum + patere = soffrire assieme, di qui il termine compassione che è la condivisione del dolore)

spiede = spiedo del girarrosto

giandarme = guardia

voce rantolosa = voce resa roca da catarro o altro che ostruisca le vie respiratorie

cadde bocconi = cadde a faccia in giù

fece subito il bocchino tondo = gradì l'appellativo, si sentì lusingato, gli piacque molto essere chiamato Eccellenza

(proff. Galeotti e Vecchi)


guida - pag.1

Nelle pagine "Testo" della sezione INTERIEZIONE trovi alcuni brani presi da uno dei romanzi di letteratura per ragazzi più famosi al mondo: "Le avventure di Pinocchio" di Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini

Sulla lingua

- cerca le espressioni tipiche del toscano che trovi nel romanzo e confrontale con quelle di altri dialetti o dell'italiano (babbo invece di papà)

- cerca le parole (nomi, verbi, aggettivi) o le espressioni e i modi di dire che non sono più usati o che lo sono poco, perché caduti in disuso e a volte usciti addirittura dal vocabolario corrente, per dare spazio ad espressioni più nuove

- trova i modi di dire, tutt'ora in uso, nati dal romanzo (es.: quelli mi sembrano il gatto e la volpe per indicare un duo di imbroglioni)

- un altro grande scrittore italiano quasi contemporaneo a Collodi ha usato il toscano per scrivere il suo romanzo e ha definito il lavoro di revisione linguistica del proprio libro "Risciacquo dei panni in Arno". Sai di quale autore si tratta e di quale opera? 

Sulla struttura

- Pinocchio è considerato una storia fantastica, una storia umoristica, ma anche una favola; trova gli elementi caratteristici di ciascun tipo di testo e confrontali 

- puoi cercare il significato pedagogico del libro, ossia capire quale insegnamento morale voleva trasmettere l'autore quando lo ha pubblicato nel lontano 1881 (in volume nel 1883)

- puoi discutere con i tuoi compagni sulla validità attuale della morale contenuta nel libro

Sul contenuto

Pinocchio è la storia di un percorso di crescita del protagonista, da burattino a bambino, una sorta di romanzo di formazione

- puoi discutere coi tuoi compagni della difficoltà del crescere

- puoi confrontare questo libro con altri romanzi di formazione via via più moderni come "Il giovane Holden" (J. D. Salinger, 1951) o "Jack Frusciante è uscito dal gruppo" (Enrico Brizzi, 1994)

(proff. Galeotti e Vecchi)


teoria - pag.1

Quando svolgi l'analisi di un testo scritto, puoi riconoscere l'esclamazione innanzitutto per la sua posizione nella frase;

la trovi:

- all'inizio della frase e separata dal resto tramite una virgola, ma poi alla fine della frase deve esserci un punto esclamativo

Esempio:
- Oh, che bella giornata!

- isolata, ma sempre seguita un punto esclamativo.

Esempio:

- Ahimè! Oggi ho sbagliato il compito di fisica.

(proff. Galeotti e Vecchi)


esercizi - pag.1

ESERCIZIO 1

Riconosci e classifica le interiezioni presenti nelle frasi seguenti:

- Ehi, tu, dico a te, mi senti!

- Ascolta, vieni a prendermi alle tre!

- Vattene, non voglio più vederti!

- Povero me, cosa ho combinato!

- Ahi, che dolore fisico bestiale!

- Eh! Questa volta è proprio toccato a te!

- Mamma mia, che bella sorpresa mi avete fatto!

- Per carità! Non esagerare!

- Caspita, quanti compiti ci ha dato la prof di italiano!

- Che noia, questo è il film più brutto che abbia mai visto!

(proff. Galeotti e Vecchi)


esercizi - pag.2

ESERCIZIO 2

Dopo aver discusso della difficoltà di crescere, come ti suggeriamo nella guida, scrivi un testo personale, come una lettera all'amica/o del cuore o una pagina di diario, in cui raccontare le difficoltà da te incontrate e spiegare se e come le hai di già superate. Arricchisci il testo con alcune interiezioni (proprie, improprie o locuzioni interiettive)

(proff. Galeotti e Vecchi)