la Semantica dell'Onomatopea
I Versi degli Animali

testo - pag.1

Meriggiare pallido e assorto

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d'orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch'ora si rompono ed ora si intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

di Eugenio Montale da Ossi di Seppia (1925)

(prof. Pisani)


lessico - pag.1

meriggiare: trascorrere il meriggio, le ore più calde della giornata; neologismo cioè parola nuova coniata dal poeta

veccia: pianta erbacea leguminosa

minuscole biche: covoni di spighe 

scaglie di mare: lame metalliche luccicanti simili alle squame dei pesci

calvi picchi: cime dei monti spoglie di vegetazione

travaglio: sofferenza

Figure retoriche
onomatopee: schiocchi di merli, frusci di serpi, tremuli scricchi (fischi schioccanti dei merli, il frusciare delle serpi, il lieve frinire delle cicale, simile a uno scricchiolio)
allitterazioni della "r", della "s", della "c" e del gruppo "tr".
paranomasia: sterpi/serpi 

sinestesie: palpitare / lontano di scaglie di mare

analogia: si levano tremuli scricchi / di cicale dai calvi picchi (picchi paragonati a teste calve)

climax: crepe del suolo – minuscole biche -calvi picchi – muraglia
iperbato: com'è tutta la vita e il suo travaglio / in questo seguitare una muraglia
enjambements: palpitare /lontano di scaglie di mare- scricchi / di cicale
ossimoro: triste meraviglia
metafora: muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia  (la vita è simile ad un monotono e solitario camminare  lungo una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia) 


(prof. Pisani)


guida - pag.1

Si propone la lettura e l'analisi della lirica di Eugenio Montale, tratta dalla raccolta Ossi di Seppia, per riflettere sugli aspetti formali del linguaggio poetico, in particolare sulla ricerca di particolari effetti sonori: le allitterazioni, le parole e i verbi con valore onomatopeico, le assonanze e le rime. Il poeta si serve nella poesia di immagini e oggetti concreti che esprimono la propria condizione disagiata.

  • Sei in grado di distinguere le sensazioni visive e quelle uditive e di spiegarne il significato?
  • Individua gli animali nominati nella poesia e descrivi i sensi attraverso i quali vengono percepiti
  • Immagina di essere anche tu spettatore di un luogo caratterizzato dalla presenza dell'attività umana e descrivilo attraverso i suoni, i colori, le immagini

(prof. Pisani)


teoria - pag.1

Nel linguaggio familiare o in quello dei fumetti, per indicare il verso di un animale si usa il verbo "fare" accompagnato dalla trascrizione dei suoni prodotti dagli animali. Si impiegano invece i verbi intransitivi che hanno come ausiliare "avere" nei tempi composti per indicare alcuni versi.

  • la gallina fa coccodè
  • il pulcino fa pio pio, pigola (pigolio)
  • il maiale fa oink, grugnisce (grugnito)
  • il lupo fa auuuuhh, ulula (ululato)
  • il corvo fa cra cra, gracchia
  • il cane fa bau bau: il cane abbaia; se il cane abbaia lamentosamente, di dolore, allora guaisce (guaito); se il cane abbaia con intensità e a lungo, allora latra (latrato); se il cane digrigna i denti ed emette un verso rabbioso e minaccioso, allora ringhia (ringhio)
  • la papera fa qua qua, starnazza
  • l'asino fa hi-ho, raglia (raglio)
  • il cavallo fa hiiii, nitrisce (nitrito)
  • il gatto fa miao; il gatto miagola (miagolio); il gatto che manifesta godimento mentre riceve carezze con un suono vibrante (prrr-frrr) fa le fusa
  • il gallo fa chicchirichì, canta
  • la mosca fa zzzz, ronza (ronzio)
  • la mucca fa muuu, muggisce (muggito)
  • la pecora fa bee, bela (belato)
  • la rana fa gra gra, gracida (gracidio)
  • l'uccellino fa cip cip, cinguetta (cinguettio)
  • il topo fa squit squit, squittisce (squittio)
  • il grillo fa fri fri, frinisce
  • il serpente sibila
  • l'elefante barrisce   

 Gli studenti che hanno una lingua madre diversa dall'italiano pensano che questi animali emettano versi molto diversi nella loro lingua?

Se vuoi provare ad ascoltare i versi degli animali nei diversi paesi del mondo collegati a questo sito web: http://www.bzzzpeek.com/

 

(prof. Pisani)


esercizi - pag.1

Esercizio n. 1 

Numerose sono le canzoni che si ispirano agli animali. Un classico delle canzoni per bambini è La bella tartaruga (1975) su testo e musica di Bruno Lauzi, celebre cantautore italiano.

Protagonista la tartaruga che col suo andare lento insegna ad assaporare le cose semplici della vita contrapposte alle frenesie e agli affanni da cui siamo travolti ogni giorno.

Dopo aver ascoltato il brano di canzone, pur non comparendo l'imitazione sonora del verso dell'animale, ti sembra che la musica si ispiri o descriva qualche caratteristica della tartaruga? 

(prof. Pisani)


esercizi - pag.2

Esercizio n. 2

Ricerca e porta in classe una o più canzoni che parlino di animali (almeno una volta nella vita tutti noi abbiamo ascoltato la popolarissima canzone Nella vecchia fattoria del Quartetto Cetra, del 1949, che riproduce i versi degli animali). 

Analizza poi con i tuoi compagni il rapporto tra musica e parole.

(prof. Pisani)