Iperbole
⇨ Scopo e Caratteristiche

testo - pag.1

IL DIDITÌ, O IL DROGATO DA TELEFONINO


Creatura recentemente apparsa ma ormai tristemente nota. Il suo dramma non è il cellulare, ma la dipendenza, cioè il non saper rinunciare al telefonino nei luoghi più improbabili e nelle situazioni più scomode. Per questa ragione è detto DDT, ovvero Drogato Da Telefonino.

Ad esempio, il DDT è appena entrato nel bar e il cellulare trilla mentre sta bevendo un cappuccino. Il DDT continua a bere con la destra e risponde con la sinistra, oppure intinge il cellulare nella tazza e si attacca una brioche all'orecchio.
Va alla toilette telefonando, e dentro si odono rumori molesti, sciabordio, e schianti dovuti alla difficoltà di compiere certe operazioni con una mano sola. Spesso quando esce ha il cellulare grondante e strane macchie sui pantaloni. Inoltre ogni anno circa duemila telefonini spariscono in turche o gorghi porcellanati. Una leggenda metropolitana li vuole clonati e usati dai ratti di fogna al posto della comunicazione ultrasonica.

Il DDT risponde in qualsiasi situazione, posizione, e occasione. La sua prerogativa è infatti "l'effetto Colt": non può sentire un trillo senza estrarre di tasca l'arma, vive sempre all'erta come un pistolero, risponde velocissimo non solo al trillo del suo cellulare, ma anche a quello del vicino, al trillo della cassa, ai trilli dei telefoni in televisione e, in campagna, anche al canto dei grilli.

Ma soprattutto due sono le situazioni in cui la nevrosi del DDT esplode in tutta la sua violenza.
La prima è quando è a una tavolata di ristorante e ha lasciato il cellulare nel cappotto. Udendo
il trillo fatidico, che riconosce tra gli altri come il vagito del primogenito, balza sul tavolo,
calpesta antipasti, rovescia sedie, ribalta tavoli e parte come una belva verso l'attaccapanni.
Qua butta in aria pellicce e cappotti altrui, a volte per far prima li squarcia con un coltello,
infila la mano nella fodera, sbaglia tasca, bestemmia e raggiunge il cellulare non appena
questo ha smesso di trillare. A questo punto lo porta con sè sul tavolo, parcheggiandolo vicino
al piatto. Dopodiché lo osserverà con odio tutta la sera, perché il cellulare resterà silenzioso, e
suonerà solo una volta rimesso nel cappotto.

Un altro evento che mette in crisi il cellularista DDT è quando si accorge che nel locale il
telefonino non riceve il segnale. Questo lo atterrisce come se gli si fermasse lo stimolatore
cardiaco. Il DDT inizia a percorrere in lungo e in largo la stanza, striscia contro i muri, sale
sui tavoli, salta come un canguro alla disperata ricerca di un segno di vita della sua creatura.

Spesso si può vedere il
DDT in una delle seguenti posizioni:
a. modello "Statua della libertà", in piedi sul tavolo col telefonino innalzato
verso il soffitto;
b. modello "Gogna", con mezzo busto fuori della finestra, braccio proteso e
mezzo congelato;
c. modello "Frontiera", deambulante avanti e indietro attraverso la porta, in un
vortice di spifferi e proteste;
d. modello "Fisherman", col cellulare legato a una canna da pesca infilata nello
spioncino dell'aerazione in alto a destra;
e. modello "Delega", nervosissimo dopo aver pagato un ragazzino perché gli
tenga il cellulare fuori del locale. La percentuale di restituzione è del cinquanta
per cento, ma pur di avere il telefonino in funzione, il DDT corre questo rischio;
f. modello "Eremita", seduto sul cesso tutta la sera perché lì è l'unico punto
dove riceve.

Che tipo di importante conversazione impegna il cellularista DDT? Quasi sempre è difficile
stabilirne la logica e soprattutto la necessità.
Ne facciamo qui alcuni esempi, riportando solo le frasi del cellularista, e lasciando alla vostra
fantasia la parte dell'interlocutore.

Telefonata progettuale

Sì io sto qui, tu dove sei?
Ah, e dopo dove vai?
Ho capito, a che ora ci sentiamo stasera?
No stasera non lo so, perché tu dove vai?
Sì forse vengo anch'io, ma tu ci sei?
Allora stasera ti chiamo per sentire se ci sei, se no mi dici dove sei, se no dove sei domani.
Sì, domani io sto qua, tu vai via o stai qua?
Se vado via chiama che ti raggiungo. Se no ti chiamo io per dirti che non vengo e che è inutile che chiami.
Senti e per le vacanze dove vai?
No io non torno là, tu ci torni?
Beh magari ti telefono se decido che torno, se no se decidi che torni mi chiami tu.
Va bene, sì ciao, ciao.
Senti, e a Capodanno cosa fai?
Ad libitum.

Conversazione irosa

Che cazzo vuoi?
Dove cazzo eri ieri sera?
E io che cazzo ci posso fare?
Di' che vada a fare in culo lui e tutta la sua baracca.
Non ci penso nemmeno, cazzi tuoi.
Certo, ciao amore, a stasera, amore (bacetto).

Conversazione strategica

Nerio, sono Augusto, se senti questo messaggio nella segreteria del cellulare lascia un
messaggio nella segreteria di casa mia perché adesso vado a fare la sauna e lì il cellulare non
funziona però quando esco ti chiamo e se trovo il tuo cellulare spento ti lascio un messaggio a
casa per dirti se prendo il treno dove mi puoi chiamare dalle otto e trenta alle nove perché
dopo cominciano le gallerie, ma posso anche chiamare io la tua segreteria telefonica dicendoti
dove sarò in albergo oppure se mi si scarica il cellulare chiamami tu in segreteria a casa che
cerco di fare un trasferimento di chiamata, e se non ci riesco ti lascio in segreteria un numero
dove puoi lasciarmi un messaggio dove dici a che ora hai il cellulare acceso così ti chiamo.

Conversazione di mercato

Nico sono qua al negozio ma la camicia verde a righe grandi non ce l'hanno.
Ce l'hanno a righine verdi piccole, chiare...
Piccole quanto non saprei, diciamo come un capello.
Che ne so se è un capello mio o un capello tuo, comunque non hanno la taglia
cinquantaquattro.
Non so se va bene il cinquantadue, senti non hai un metro per misurarti il collo, misuratelo e
poi richiama e mi devi anche aiutare a comprare i formaggi. […]

S. Benni da Bar Sport Duemila, Milano, Feltrinelli Editore, 1997.

(prof. Pisani)


lessico - pag.1

sciabordio: gorgoglio di liquido mosso o agitato

grondante: bagnato fradicio, zuppo

turche: è un tipo di latrina costituito da un vaso sanitario appiattito posto al livello del pavimento e privo di coperchio

gorghi porcellanate: il vaso può essere di vari materiali, quali per esempio maiolica, ghisa o porcellana

clonati: in biologia, si intende la riproduzione asessuata, naturale o artificiale, di un intero organismo vivente o anche di una singola cellula

comuncazione ultrasonica: i roditori utilizzano vocalizzazioni ultrasoniche, non udibili dall'orecchio umano, per comunicare informazioni 

vagito: flebile voce di pianto, di un neonato o lattante

(prof. Pisani)


guida - pag.1

Si propone la lettura del racconto DDT, Drogato da telefonino, tratto da Bar Sport 2000, la cui sigla traduce, per l'autore, drogato da telefonino.

Si racconta la storia di una "creatura apparsa di recente ma ormai tristemente nota, il cui dramma non è il cellulare, ma la dipendenza, cioè il non saper rinunciare al telefonino nei luoghi più improbabili e nelle situazioni più scomode". L' accostamento metaforico suscita nel lettore un atteggiamento di disgusto per la sua assonanza con il vecchio DDT, noto insetticida estremamente tossico.

La scrittura di Stefano Benni, scrittore, giornalista, poeta e umorista è un chiaro esempio di scrittura contemporanea: lo scrittore spazia tra diversi generi narrativi raccontando storie comico-surreali e facendo largo impiego di espressioni ricavate dalla lingua d'uso. I suoi racconti sono anche sferrate e pungenti critiche ai comportamenti di massa.

L'autore oltre ad impiegare espressioni gergali tipiche del parlato ne inventa di nuove attraverso iperboli, metafore e altre figure retoriche o insoliti accostamenti, apprezzabili per la loro forza espressiva.


(prof. Pisani)


teoria - pag.1

CARATTERISTICHE
SCOPO
  • Affermazione esagerata, che per esprimere un concetto impiega termini eccessivi grazie ai quali conferisce vigore e ricchezza all'immagine.
  • Molto frequente nel linguaggio comune
  • IN PROSA

Per difetto

Ti scrivo due righe
Annega in un bicchiere d'acqua
Facciamo quattro passi


Per eccesso


Ti amo da morire
Ti mando un milione di baci
Sei accecato dalla passione

 

  • IN POESIA


Gridano
a squarciagola in un fuoco di guerra.


L. Sinisgalli, Vidi le Muse.

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.


E. Montale, Xenia II.

 

  • Amplifica un sentimento o un'immagine.
  • Vivacizza il discorso, rendendolo più incisivo ed efficace, conferendogli una particolare carica emotiva.

(prof. Pisani)


esercizi - pag.1

Esercizio n. 1 (Creatività)

Il linguaggio della pubblicità è costellato da iperboli come negli esempi che seguono:

  1. Una telefonata salva la vita
  2. Più bianco non si può

Cercane anche tu delle altre e confrontati con i compagni.

(prof. Pisani)


esercizi - pag.2

Esercizio n. 2 (Analisi)

Nel testo di Stefano Benni troviamo spesso la figura retorica dell'iperbole. Individua qualche esempio, sottolinealo e evidenzialo.

(prof. Pisani)


esercizi - pag.3

Esercizio n. 3 (Individuazione)

Lo stile del racconto appartiene a un registro informale, basso. Evidenzia nel testo i termini appartenenti a tale registro linguistico.

(prof. Pisani)

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