la Poesia
introduzione

testo - pag.1

Il canto della tenebra

La luce del crepuscolo si attenua:
Inquieti spiriti sia dolce la tenebra
Al cuore che non ama più!
Sorgenti sorgenti abbiam da ascoltare,
Sorgenti, sorgenti che sanno
Sorgenti che sanno che spiriti stanno
Che spiriti stanno a ascoltare...
Ascolta: la luce del crepuscolo attenua
Ed agli inquieti spiriti è dolce la tenebra:
Ascolta: ti ha vinto la Sorte:
Ma per i cuori leggeri un'altra vita è alle porte:
Non c'è di dolcezza che possa uguagliare la Morte
Più Più Più
Intendi chi ancora ti culla:
Intendi la dolce fanciulla
Che dice all'orecchio: Più Più
Ed ecco si leva e scompare
Il vento: ecco torna dal mare
Ed ecco sentiamo ansimare
Il cuore che ci amò di più!
Guardiamo: di già il paesaggio
Degli alberi e l'acque è notturno
Il fiume va via taciturno...
Pùm! mamma quell'omo lassù!

Dino Campana da Canti Orfici e altri scritti

(prof. Pisani)


lessico - pag.1

Crepuscolo: tramonto
Inquieti spiriti : gli spiriti tormentati della notte
Ascolta: la luce del crepuscolo attenua : (sinestesia) si uniscono la sensazione uditiva dell'ascoltare con quella visiva della luce
Sorte: il caso, con la lettera maiuscola perchè personificato, concepito come una divinità (prosopopea)
Un'altra vita è alle porte: sta per cominciare (metafora)
Non c'è di dolcezza che..: non c'è niente di così dolce da, costruzione alla latina
Più Più Più: inteso come un verso di una filastrocca o ninna nanna (onomatopea)
Ansimare: battere più forte
Il cuore che ci amò di più: quello della madre: (metonìmia)
Pùm!: verso di una filastrocca (onomatopea)
Omo: per uomo, termine dialettale della zona di Marradi, paese d'origine del poeta

Attenzione! Quale altra figura retorica è presente?

(prof. Pisani)


guida - pag.1

L'attività si pone i seguenti obiettivi:

  • Saper ricostruire il percorso storico di sviluppo della poesia
  • Saper analizzare il testo poetico nelle sue componenti tematiche e linguistiche
  • Saper individuare i fattori essenziali della comunicazione poetica
  1. Si invitano gli studenti ad esprimersi in merito alla poesia con domande del tipo: - Cos'è per voi la poesia? É una semplice forma di comunicazione o qualcosa di più?-  (Attività di elicitazione
  2. Si propone la lettura e l'analisi della poesia di Dino Campana raccolta nei Canti Orfici (1914), giudicata rivoluzionaria rispetto alla tradizione per l'adozione del verso libero, l'impiego della rima baciata come in una filastrocca, l'uso innovativo della punteggiatura e il ricorso all'onomatopea
  3. Per sollecitare gli studenti alla comprensione globale si pongono loro domande del tipo: - Quali sono, secondo voi, gli altri aspetti della parola che vengono valorizzati nella comunicazione poetica? Avete mai sentito parlare di scarto linguistico? (Lo studioso russo Roman Jakobson (1896-1982) ha analizzato i fattori che caratterizzano la comunicazione poetica, sostenendo che essa si avvale di un elemento distintivo: l'uso libero e personale di parole e costruzioni sintattico-grammaticali. Il testo poetico non segue le norme comuni che regolano la comunicazione; questa modalità espressiva prende il nome di scarto linguistico, o scarto dalla norma, in quanto costituisce una vera e propria "deviazione" rispetto alle regole della lingua comune tanto per la sintassi, cioè la costruzione della frase quanto per il lessico, cioè la scelta delle parole usate. In poesia è raro che le parole siano disposte secondo l'ordine previsto dalla sintassi, soggetto, predicato complemento; si utilizzano, infatti, termini astratti in luogo di quelli concreti, si modifica il significato delle parole secondo le esigenze del poeta)
  4. Si conclude con le espansioni, ovvero ulteriori spunti di lavoro da proporre in classe
  • Ascolta il seguente spezzone tratto dal film La tigre e la neve di R. Benigni e commentalo insieme ai compagni

da La Tigre e la Neve di Roberto Benigni, 2005

  • Condividi con i tuoi compagni una poesia a cui sei particolarmente affezionato

(prof. Pisani)


teoria - pag.1

La parola poesia deriva da poièin, verbo greco che significa "creare". Fare poesia significa, infatti, "creare con le parole". Le prime testimonianze di poesia nella cultura greco-latina, (dalla quale in gran parte deriva la nostra), sono associate a eventi importanti della vita pubblica e privata: cerimonie religiose e militari, occasioni di festa o ricorrenze luttuose. In queste occasioni la poesia era accompagnata da musiche e danze, ed è probabile che essa sia nata dalla necessità di adattare le parole a una melodia e a un ritmo ben precisi.
Formule magico-religiose, canti militari, persino leggi e discorsi pubblici, ma anche lamenti funebri e canzoni nei banchetti furono probabilmente le prime forme di parola recitata nell'antichità.
Aristotele, filosofo greco del IV secolo a.C., definisce la poesia "imitazione" della natura.
La poesia infatti, secondo Aristotele, nasce perché "l'imitare è un istinto di natura comune a tutti gli uomini fino dalla fanciullezza". L'imitazione della natura avviene però in modi e forme diverse.
Va considerato l'oggetto che viene trattato, il modo di trattarlo e i mezzi espressivi impiegati dal poeta.

In base all'oggetto, cioè all'argomento trattato, il poeta dà un tono diverso al suo discorso, che può essere:

  • alto, tipico dei componimenti con tono e argomento solenni, come tragedie e poemi epici
  • medio, tipico di componimenti con toni e argomenti comuni, quotidiani, come le commedie
  • basso, tipico di componimenti con toni e argomenti semplici, come la poesia sentimentale

I mezzi utilizzati dal poeta sono:

  • il ritmo
  • il linguaggio
  • l'armonia

I modi utilizzati dal poeta sono:

  •  forma narrativa, o diegesi ("racconto" nel quale chi scrive riporta il contenuto dei discorsi e descrive gesti e situazioni), che può essere in prima o in terza persona
  •  forma drammatica, o mimesi ("imitazione" in cui chi scrive riporta solo il contenuto dei discorsi e non riproduce gesti e situazioni, che vengono direttamente rappresentati in scena). 

Il genere di poesia nel quale il poeta parla in prima persona esprimendo stati d'animo, sentimenti, riflessioni soggettive è detto poesia lirica. Il nome si ricollega alla consuetudine della poesia antica di accompagnarsi con strumenti musicali, quali la lira o la cetra.

(prof. Pisani)


esercizi - pag.1

Esercizi: lavoro sul testo

1. Come definiresti il tono di questa poesia? Motiva la tua risposta 

  • folle
  • infantile
  • malinconico
  • disperato
  • sereno
  • disincantato
  • gioioso

2. La musicalità della poesia è affidata all'uso delle rime: individua le parole che rimano tra loro.

3. Nella poesia analizzata, l'arrivo della notte è vissuto attraverso i cambiamenti che essa porta nella natura da cui il poeta è circondato: rumori, suoni, luci sono il canto della notte che avanza come dice il titolo. Individua nel testo le sensazioni legate all'arrivo della notte, distinguendo tra uditive e visive. Quali prevalgono?

 4. Individua le anafore presenti nel testo poetico

5. Per consolare e rassicurare il poeta dal buio della notte si ricorre ad un verso di una filastrocca cantato dalla madre. Ricordi anche tu una filastrocca o ninna nanna che ti cantavano da bambino per accompagnare il sonno?

(prof. Pisani)


esercizi - pag.2

Esercizio n. 2 (Creatività)

Diversi slogan pubblicitari sono giocati sulle rime e sul ritmo. Divertiti a comporne alcuni come negli esempi:

  1. Con un po' di Gorgonzola tutti i piatti fanno gola.
  2. Orzoro frollini. Buoni come i bambini.
  3. Col sapor del cioccolato rende il latte prelibato.

Esempi tratti da Ersilia Zamponi, I draghi locopei. Imparare l'italiano con i giochi di parole, Einaudi, 1986.

(prof. Pisani)