Testi Letterari
Prosa: Diari e Lettere

testo - pag.1

 

Studiar bene (Lettera XVIII)

 


 Caro Giuliano,
 come va il tuo cervellino? La tua lettera mi è piaciuta molto. Il tuo modo di scrivere è più fermo di prima, ciò che mostra che tu stai diventando una persona grande.
 Mi domandi ciò che mi interessa di più. Devo rispondere che non esiste niente che "mi interessi di più", cioè che molte cose mi interessano molto nello stesso tempo. Per esempio, per ciò che ti riguarda, mi interessa che tu studi bene e con profitto, ma anche che tu sia forte e robusto e moralmente pieno di coraggio e di risolutezza; ecco quindi che m'interessa che tu riposi bene, mangi con appetito ecc...: tutto è collegato e intessuto strettamente; se un elemento del tutto viene a mancare o fa difetto, l'intiero si spappola. Per ciò mi è dispiaciuto che tu abbia scritto di non poter rispondere alla quistione se vai con risolutezza verso la tua meta, che in questo caso significa studiar bene, esser forte ecc. Perché non puoi rispondere, se dipende da te il disciplinarti, il resistere agli impulsi negativi ecc.?
 Ti scrivo seriamente, perché ormai vedo che non sei più un ragazzino, e anche perché tu stesso una volta mi hai scritto che vuoi essere trattato con serietà. A me pare che tu abbia molte forze latenti nel cervello; la tua stessa espressione che non puoi rispondere alla domanda, significa che rifletti e sei responsabile di ciò che fai e scrivi. E poi, si vede anche dalla fotografia che ho ricevuto che c'è molta energia in te. Evviva Giuliano!
 Ti voglio molto bene.
 Antonio

 

 

 Mantenere le promesse (Lettera XXIII)

 


 Caro Giuliano,
 ho ricevuto tue notizie dalle lettere della mamma e di nonna.
 Ma perché tu non scrivi qualche parola? Io sono molto contento quando ricevo una tua lettera, e chi sa quante cose tu potresti scrivermi sulla scuola, su i tuoi compagni, su i tuoi insegnanti, sugli alberi che vedi, su i tuoi giochi ecc.
 E poi ... tu avevi promesso di scrivermi qualche cosa ogni giorno di vacanza. Bisogna sempre mantenere le promesse, anche se costa qualche sacrifizio e immagino che per te non deve essere un grande sacrifizio scrivere qualche cosa ...
 Caro, ti abbraccio.
 Antonio

 

 

(Lettera CLXXXIII)                                                                                                     16 giugno 1936

 

Caro Delio,

 

i tuoi bigliettini diventano sempre più corti e stereotipati. Io credo che tu abbia abbastanza tempo per scrivere più a lungo e in modo più interessante; non c'è nessun bisogno di scrivere all'ultimo momento, in fretta in fretta, prima di andare a spasso. Ti pare? Non credo neppure che ti possa far piacere che il tuo babbo ti giudichi dai tuoi bigliettini come uno stupidello che si interessa solo della sorte del suo pappagalluccio, e fa sapere che sta leggendo un libro qualsiasi. Io credo che una delle cose più difficili alla tua età è quella di star seduto dinanzi a un tavolino per mettere in ordine i propri pensieri (e per pensare addirittura) e per scriverli con un certo garbo; questo è un apprendistato talvolta più difficile di quello di un operaio che vuole acquistare una qualifica professionale, e deve incominciare proprio alla tua età.

 

Ti abbraccio  forte.

 

 

 

Da A. Gramsci, Lettere dal carcere, a cura di A. Santucci, l'Unità,1987

 

(prof. Pisani)


lessico - pag.1

Intiero: sta per intero. La forma intiero (dittongo mobile) è attestata nell'italiano scritto del secolo scorso e del parlato formale dei primi del Novecento ma risulta ormai in disuso perché considerata antiquata

Quistione: variante letteraria o popolare toscana di "questione" nel significato di contrasto polemico

Latenti: segreti, nascosti

Sacrifizio: variante di "sacrificio"

(prof. Pisani)


guida - pag.1

L'attività si propone i seguenti obiettivi:

  • Riflessione sulla struttura e sui contenuti delle lettere selezionate
  • Acquisizione delle tecniche di produzione di una lettera
  • Riconoscimento degli aggettivi alterati

 
1. Si presentano tre delle lettere dal Carcere, che Antonio Gramsci indirizza ai figli Giuliano e Delio, tratte da uno dei maggiori epistolari della letteratura italiana dal punto di vista umano e civile. Per stimolare gli studenti a formulare delle ipotesi sul contenuto si pongono domande del tipo: - Secondo te che relazione intercorre tra il destinatario e il mittente delle lettere seguenti? Quale situazione vive il padre? Se ti trovassi nelle condizioni delle persone coinvolte nello scambio epistolare quale strumento di comunicazione utilizzeresti? Quali sono, a tuo avviso, i sentimenti che animano il padre mentre scrive ai figli?-Attività di elicitazione).

2. Prima di invitare gli studenti alla comprensione globale dei testi si introduce brevemente la dolorosa vicenda dello scrittore Antonio Gramsci, nato in un paesino sardo e da lì emigrato a Torino per motivi di studio. Gramsci è tra i padri fondatori del partito comunista italiano, incarcerato dal regime di Mussolini, nonostante godesse dell'immunità parlamentare. Rimane in carcere otto anni e in seguito causa della sua salute precaria, viene tenuto in regime di libertà condizionata in una clinica. Le lettere raccolte che noi oggi leggiamo sono indirizzate soprattutto ai parenti, in particolare alla cognata Tania.

Per ulteriori approfondimenti sulla vita di Gramsci puoi collegarti alla nota trasmissione televisiva "Il tempo e la storia" che trovi al link seguente:  www.raistoria.rai.it/articoli/gramsci/29971/default.aspx

3. Si riflette sulla struttura delle lettere e sui loro contenuti invitando gli studenti a immaginare di essere uno dei figli di Gramsci e di provare a scrivere un'ipotetica risposta al padre.

4. Si conclude l'attività con le espansioni, ovvero ulteriori spunti di lavoro da proporre in classe

  • Rileggi con attenzione le lettere di Gramsci e sottolinea gli aggettivi alterati che riconosci. Collegati al link aggettivi alterati per un breve ripasso
  • Leggi le due lettere che il noto scrittore Cesare Pavese indirizza all'editore Giulio Einaudi e rispondi alle domande di seguito riportate

Lettera n. 1

Torino, 2 maggio 1941

Spettabile Editore Einaudi,                                                               

accetto le condizioni che mi fate per l'edizione del mio racconto Paesi tuoi. Gradirei che simbolicamente mi fosse versato in anticipo n. 1 pipa, onde fumarmela e preparare in serenità altri e più seducenti racconti.

Devot.mo
 Cesare Pavese

Lettera n. 2

  Torino, 14 aprile 1942

A Giulio Einaudi Editore, Torino                                                   

Spettabile Editore,

Avendo ricevuto n. 6 sigari Roma – del che Vi ringrazio – e avendoli trovati pessimi, sono costretto a risponderVi che non posso mantenere un contratto iniziato sotto così cattivi auspici. Succede inoltre che i sempre rinnovati incarichi di revisione e altre balle che mi appioppate, non mi lasciano il tempo di attendere a più nobili lavori. Sì, Egregio Editore, è venuta l'ora di dirVi, con tutto il rispetto, che fin che continuerete con questo sistema di sfruttamento integrale dei Vostri dipendenti, non potrete sperare dagli stessi un rendimento superiore alle loro possibilità.

C'è una vita da vivere, ci sono delle biciclette da inforcare, marciapiedi da passeggiare e tramonti da godere. La Natura insomma ci chiama, egregio Editore; e noi seguiamo il suo appello.

Fatevi fare il Bini da un altro.

Cordialmente

C. Pavese.

Cesare Pavese, Lettere 1926-1950

  • Quale registro linguistico viene impiegato? (Riporta le espressioni tipiche del parlato da un lato e del registro formale dall'altro)
  • Che tono sembrano avere le due lettere?
  •  Ricerca e annota le formule di apertura e chiusura delle lettere e le forme di cortesia in esse presenti

È noto che Cesare Pavese e Giulio Einaudi ebbero un lungo e proficuo rapporto di amicizia e collaborazione. Già negli anni Trenta Pavese iniziò a collaborare con la casa editrice di Einaudi, che nel 1941 pubblicò il suo primo romanzo, "Paesi tuoi". Nel 1942, l'anno della lettera di cui sopra, Pavese fu assunto proprio da Einaudi – "con il doppio stipendio sulla base del contratto nazionale collettivo di lavoro dell'industria".

(prof. Pisani)


teoria - pag.1

SCOPO

  • dare e ricevere informazioni
  • comunicare emozioni e stati d'animo

 

  • descrivere un luogo o una persona o parlare dei propri sentimenti

 

  • congratularsi con qualcuno per qualcosa

 

  • invitare, protestare, avanzare richieste ecc..
 

CARATTERISTICHE 

 

Tipologia testuale scritta in prima persona in cui chi scrive (mittente) contatta qualcuno (destinatario) per comunicargli qualcosa (oggetto).

In relazione allo stile la lettera può essere:

  • informale: quando il destinatario è una persona che si conosce
  • formale: quando il destinatario è un ente, un ufficio, una persona che non si conosce personalmente
  • aperta quando è indirizzata a un giornale per parlare di un problema che interessa tutti

Il linguaggio è formale e adeguato al contesto, contiene formule fisse di cortesia come l'uso del "Lei" e del "Voi" nelle lettere commerciali.

Solitamente le lettere si spediscono per posta, piegate e racchiuse in una busta riportante gli indirizzi delle persone interessate, distinte in mittente e destinatario.

Spesso hanno forma di lettera anche i telefax e le e-mail, messaggi di posta elettronica più brevi e concisi.

(prof. Pisani)


teoria - pag.2

 DATA E LUOGO di provenienza della lettera
collocati in alto a destra
 FORMULA DI APERTURA
si rivolge al destinatario, va in alto a sinistra. Dopo tale formula si mette sempre una virgola e si va a capo, iniziando con la lettera minuscola
 INTRODUZIONE
si illustrano le motivazioni della lettera
 PARTE CENTRALE
è sviluppato il tema centrale della lettera, fornendo spiegazioni, chiarimenti, dando notizie e informazioni
 FORMULA DI CHIUSURA
può contenere i saluti, un invito, ringraziamenti, va posta in basso a destra
 FIRMA
posta in basso a destra
 SIGLA P.S., POST SCRIPTUM
(dopo lo scritto), va in basso a sinistra, se hai dimenticato di comunicare qualcosa

 

(prof. Pisani)


teoria - pag.3

STRUTTURA DI UNA LETTERA FORMALE

 
INDIRIZZO DEL MITTENTE
viene scritto quasi al centro del foglio
INDIRIZZO DEL DESTINATARIO 
va posto a sinistra
LUOGO E DATA  
sono posti in alto a destra o in basso a sinistra
OGGETTO DELLA LETTERA 
 va in alto a destra o a sinistra
 FORMULA DI APETURA

  va collocata in alto a sinistra (Gent.mo Dott.  Giona, Preg.mo Sig. Rossi, Spett. Ditta Virna)

Alcuni esempi di appellativo:

  • "Caro", nel caso di persone di pari grado (può risultare offensivo o sarcastico se usato fuori dal contesto)

 

  • "Illustre", nel caso di un destinatario che goda di un'ampia e meritata fama, per eccezionali qualità od opere egregie

 

  • "Egregio" quando il rapporto è formale; sostituito dal più recente "pregiatissimo" e da "gentile"

 

  • "Gentile", utilizzato, di solito, nei confronti di una persona (uomo o donna, indistintamente alla quale si dà del "lei"

 

  • "Santità" per il Papa

 

  • "Eccellenza" nome", oppure "Sua Eccellenza", per ambasciatori, magistrati di Cassazione, arcivescovi, vescovi e alti prelati

 

  • "Eminenza" per i cardinali

 

  • "Reverendo" per i presbiteri ecc...

 

 

STRUTTURA DI UNA LETTERA FORMALE

INTRODUZIONE  
  contiene il motivo dello scritto (In riferimento alla Vostra richiesta…);
 PARTE CENTRALE
viene sviluppato il tema principale della lettera
 CONCLUSIONE
 ( Attendo Vs – Vostre – notizie…);
 FORMULA DI CHIUSURA

 i saluti o i ringraziamenti:

  • "Distinti saluti"
  • "Cordiali saluti"
  • "Con affetto"
FIRMA DEL MITTENTE 
 alla quale si possono aggiungere l'indirizzo, il numero telefonico e l'indirizzo di posta elettronica (e-mail), da  porre in basso a destra

(prof. Pisani)


esercizi - pag.1

Esercizio n. 1 (Produzione)

 

Scrivi una lettera individuando il mittente (colui che scrive la lettera) e il destinatario (chi riceve la lettera) all'interno del seguente elenco.

Ricorda di inserire non solo il luogo e la data della lettera ma anche il motivo e lo scopo per cui viene inviata.

un fedele 
un regista 
un fachiro 
un papa 
un'attrice 
un gestore di circo 
un giullare 
un figlio 
un paziente 
un sovrano 
una mamma 
un dottore 
un professore 
una studentessa 
un nonno 
una nipote 

(prof. Pisani)