Comunicare per Essere Capiti
⇨ il Linguaggio come Barriera

testo - pag.1

L'antilingua

Il brigadiere è davanti alla macchina da scrivere. L'interrogato, seduto davanti a lui, risponde alle domande un po' balbettando, ma attento a dire tutto quel che ha da dire nel modo più preciso e senza una parola di troppo:
"Stamattina presto andavo in cantina ad accendere la stufa e ho trovato tutti quei fiaschi di vino dietro la cassa del carbone. Ne ho preso uno per bermelo a cena. Non ne sapevo niente che la bottiglieria di sopra era stata scassinata". Impassibile, il brigadiere batte veloce sui tasti la sua fedele trascrizione: "Il sottoscritto essendosi recato nelle prime ore antimeridiane nei locali dello scantinato per eseguire l'avviamento dell'impianto termico, dichiara d'essere casualmente incorso nel rinvenimento di un quantitativo di prodotti vinicoli, situati in posizione retrostante al recipiente adibito al contenimento del combustibile, e di aver effettuato l'asportazione di uno dei detti articoli nell'intento di consumarlo durante il pasto pomeridiano, non essendo a conoscenza dell'avvenuta effrazione dell'esercizio soprastante".
[…]
"Ogni giorno, soprattutto da cent'anni a questa parte, per un processo ormai automatico, centinaia di migliaia di nostri concittadini traducono mentalmente con la velocità di macchine elettroniche la lingua italiana in un'antilingua inesistente. Avvocati e funzionari, gabinetti ministeriali e consigli d'amministrazione, redazioni di giornali e di telegiornali scrivono parlano pensano nell'antilingua. Caratteristica principale dell'antilingua è quello che definirei il "terrore semantico", cioè la fuga di fronte a ogni vocabolo che abbia di per se stesso un significato […]. Nell'antilingua i significati sono costantemente allontanati, relegati in fondo a una prospettiva di vocaboli che di per se stessi non vogliono dire niente o vogliono dire qualcosa di vago e sfuggente […]
Chi parla l'antilingua ha sempre paura di mostrare familiarità e interesse per le cose di cui parla, crede di dover sottintendere: "io parlo di queste cose per caso, ma la mia funzione è ben più in alto delle cose che dico e che faccio, la mia funzione è più in alto di tutto, anche di me stesso". La motivazione psicologica dell'antilingua è la mancanza d'un vero rapporto con la vita, ossia in fondo l'odio per se stessi. La lingua invece vive solo d'un rapporto con la vita che diventa comunicazione, d'una pienezza esistenziale che diventa espressione. Perciò dove trionfa l'antilingua - l'italiano di chi non sa dire "ho fatto" ma deve dire "ho effettuato" - la lingua viene uccisa."



da Italo Calvino, "L'antilingua", in Una pietra sopra. Discorsi di letteratura e società, Milano, Arnoldo Mondatori Editore, 1995, pp. 149-154.

(prof. Pisani)


lessico - pag.1

ore antimeridiane: pomeridiane

avviamento: inizio del movimento

incorso: incappare, incontrare

retrostante: situato dietro, posteriore

adibito: destinato, riservato

asportazione: qualcosa che viene rimosso, tolto

effrazione: forzatura

soprastante: che sta sopra

(prof. Pisani)


guida - pag.1

  1. Si presenta l'articolo di Italo Calvino (1923-1985), comparso sul quotidiano Il Giorno del 3 febbraio 1965 che faceva parte di un vivace dibattito, aperto da Pier Paolo Pasolini, sullo stato dell'italiano.
  2. Si riflette insieme agli studenti sull'operazione attuata da Calvino che fa in questo brano una parodia dello stile burocratico. La lingua della burocrazia che parla il brigadiere è "inesistente" solo nel senso che non è naturale (non esiste nella natura dei vivi scambi comunicativi tra persone), nonostante sia stata impiegata e continui ad esserlo negli uffici amministrativi, nella scuola, nella politica, nell'editoria scolastica ecc…
  3. Si sollecitano gli studenti con domande del tipo: "In cosa si caratterizza la lingua burocratica rispetto alla lingua della comunicazione quotidiana?" (La lingua burocratica evita le parole semplici e le sostituisce con parole false).

A tal proposito si presenta agli studenti la seguente tabella dove ai verbi burocratici collocati a sinistra si sostituiscono i corrispondenti verbi allineati a destra.

 AUSPICARE
 AUGURARSI
 AVER LUOGO
 ACCADERE/ESSERCI
 CONFERIRE A
 DARE A
 CONFERIRE CON
 PARLARE A
 EFFETTUARE
 FARE
 ESPLETARE
 COMPIERE
 INCREMENTARE
 AUMENTARE
 POSIZIONARE
 METTERE
 RECARSI
 ANDARE
 VERIFICARSI
 ACCADERE

4. Si conclude l'attività con l'aggiunta delle espansioni, ovvero ulteriori spunti di lavoro da proporre in classe:

  • Dopo avere riflettuto sulle caratteristiche del burocratese ricerca tutte le perifrasi, cioè i giri di parole, presenti nel brano di Calvino (es.: essere casualmente incorso nel rinvenimento invece di trovare)


da M. Birattari,  É più facile scrivere bene che scrivere male. Corso di sopravvivenza, Ponte delle Grazie 2002, pp. 15-17.

(prof. Pisani)


teoria - pag.1

La lingua della burocrazia (con significato negativo burocratese), come la lingua della politica, può essere considerata un esempio di linguaggio inteso come barriera per le forme complicate in cui si presenta, non sempre accessibili a tutti.

Il termine deriva dal francese bureau, ufficio e dal greco kràtos, potere, indicando l'insieme dei funzionari e degli impiegati dell'apparato statale (burocrazia pubblica) come di qualsiasi organizzazione (un'azienda, un partito, un sindacato). 

CARATTERISTICHE

SUGGERIMENTI 

 
  • Varietà di lingua italiana resa poco comprensibile dall'uso di molti termini
    appartenenti al sottocodice della burocrazia 
  • impiego di parole difficili, ad esempio connettivi aulici come qualora 
  • uso dello stile nominale cioè impiego di sostantivi e aggettivi al posto di verbi 
  • stile impersonale con l'impiego di forme verbali non coniugabili come il participio o il gerundio 
  • impiego dell'ipotassi cioè della costruzione elaborata della frase ricca di subordinate 
  • Sull'asse diafasico (relativo al registro) è presente nei testi scritti particolarmente curati 
  • Sull'asse diastratico (relativo alla classe di appartenenza dei parlanti) è presente nei parlanti di cultura e ceto medio e alto 
  • Sull'asse diamesico (relativo al canale di comunicazione) è presente più nello scritto che nell'uso orale 
  • Risulta più vicina all'italiano formale-aulico e all'italiano tecnico-scientifico 
 
  • usare parole comuni: andare in luogo di recarsi, lode in luogo di encomio, parlare in luogo di interloquire, abbandonare in luogo di evacuare
  • evitare parole e formule dotte: perciò/anche in luogo di all'uopo, poco fa/appena in luogo di testè, mettere in luogo di apporre, rinviare in luogo di differire
  • evitare parole e locuzioni solenni e formule stereotipate: come prevede in luogo di in ottemperanza a, poiché è necessario in luogo di ravvisata la necessità di, domanda completa di in luogo di istanza corredata di…
  • evitare di usare parole astratte: non possedere in luogo di impossidenza, definire (rapidamente) in luogo di rapida definizione
  • evitare locuzioni con verbi seguiti da sostantivi astratti: comunicare per dare comunicazione, firmare in luogo di apporre la firma, cancellare in luogo di effettuare la cancellazione...


Da A. Fioritto, Manuale di stile. Strumenti per semplificare il linguaggio delle
amministrazioni pubbliche, il Mulino, 1997. 

(prof. Pisani)


esercizi - pag.1

Esercizio n. 1 (Lessico)


Il termine burocrazia è usato il più delle volte come sinonimo di lentezza, inefficienza, spreco. Prova a pensare a tutti i termini derivanti dalla parola burocrazia, spiegnadone il significato come nell'esempio:


1. burocrate: funzionario ottuso, privo di iniziativa.

(prof. Pisani)


esercizi - pag.2

Esercizio n. 2 (Riscrittura)

Leggi i due testi di seguito riportati. Sono tratti da volantini di propaganda elettorale in prossimità di elezioni politiche.

Rifletti sulle difficoltà di interpretazione da parte di comuni cittadini, che pur volendo esprimere una loro preferenza politica, non sempre possiedono gli strumenti linguistici e intellettuali per capire frasi appena più elevate rispetto alla lingua quotidiana.


Dopo aver compreso il significato dei termini più difficili prova a riscivere i testi usando un linguaggio più semplice, servendoti dei sinonimi.
(Vai a leggere le indicazioni che trovi in saper scrivere).

TESTO 1
"La tendenza alla cronicizzazione della condizione di disoccupato non comporta solo problemi di natura economica: la condizione lavorativa implica infatti l'esistenza di un insieme di relazioni sociali, la cui assenza pesa sull'individuo e crea le precondizioni per una possibile emarginazione"


TESTO 2
"Occorre radicare sul territorio il volontariato, l'associazionismo, la cooperazione, le imprese sociali, contribuendo alla costruzione di veri e propri distretti sociali che integrino e consolidino quelli produttivi. Vogliamo inoltre favorire la trasformazione in holding sociali delle grandi organizzazioni associative del paese"

Nel primo brano, la difficoltà sta tanto nel lessico (cronicizzazione, implicare, precondizioni, emarginazione), quanto nella sintassi, con catene di complementi (tendenza alla cronicizzazione della condizione di disoccupato), e la proposizione relativa retta da cui.
Il secondo brano presenta anch'esso una gran quantità di termini astratti. Il problema principale è non tanto capire il significato delle singole parole quanto il significato preciso di espressioni come imprese sociali, distretti sociali, distretti produttivi; così come il termine inglese holding molto diffuso in economia ma certamente vago e oscuro per gran parte del pubblico che difficilmente coglierà la differenza tra holding sociali e grandi organizzazioni associative. La sintassi non è lineare.

Da un'idea di M. Birattari, É più facile scrivere bene che scrivere male. Corso di sopravvivenza, Ponte delle Grazie 2002, pg. 21.

(prof. Pisani)

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