Verbi Copulativi
il Predicato Nominale
Copula

testo - pag.1

Incubo notturno

Wolf non si capacitava di quanto era accaduto. Era arrivato prima degli altri e aveva trovato Ulrich pronto a battersi come una belva ringhiante. Era forte e roteava la spada come se fosse impazzito. Non c'era alcuna strategia nel suo modo di muoversi o di affondare i colpi: sembrava essere uscito completamente di senno. Urlava e si gettava in avanti quasi non vedesse l'ora di farsi infilzare dalla sua spada. Sbavava, e gli occhi erano accesi dalla furia e dalla follia. Dopo i primi fendenti, Wolf aveva avuto facilmente ragione di lui. I colpi erano portati in modo del tutto prevedibile e bestiale. Molto probabilmente, Ulrich non era nemmeno più consapevole di quanto stesse facendo.

Eppure i fatti parlavano chiaro.

Aveva tentato di liberare Kira, visto che ora la porta della gabbia era spalancata. Cosa lo avesse spinto a farlo era, beh accidenti, era proprio un mistero.

(Matteo Strukul, "I cavalieri del Nord")

(proff. Galeotti e Vecchi)


lessico - pag.1

belva ringhiante = si dice solitamente di un animale selvaggio che si prepara ad attaccare e scopre i denti per spaventare l'avversario; se lo usi per una persona, vuoi sottolineare la sua ferocia

roteava = faceva girare in tondo attorno a sé o sopra la sua testa

uscito di senno = impazzito

infilzare = trapassare

fendenti = colpi di spada

bestiale = non cosciente, non consapevole, come se l'uomo avesse perso la sua razionalità e la sua umanità

(proff. Galeotti e Vecchi)


guida - pag.1

Dal testo alla teoria 

Nel brano che ti proponiamo alla pagina "Testo" trova tutti i predicati nominali distinguendo copula e nome del predicato.

Fai attenzione: potrebbero esserci anche esempi di verbo essere usato come ausiliare (alcuni casi te li abbiamo già evidenziati)

Discuti poi con i compagni e l'insegnante, proponendo esempi da te inventati, per capire meglio l'elemento spiegato nelle pagine di "Teoria".

(proff. Galeotti e Vecchi)


guida - pag.2

Oltre il testo

Alle pagine "Testo" di questo gruppo di voci ti proponiamo dei brevi passi presi dall'ultimo romanzo di Matteo Strukul, "I cavalieri del nord".

Si tratta di un romanzo storico con elementi fantastici, che ti può offrire numerosi spunti di riflessione e discussione con i tuoi compagni e con l'insegnante:
- intanto puoi cercare i luoghi storici in cui la vicenda si svolge (dalla Russia baltica alla Transilvania) e puoi documentarti sull'epoca (il 1240) in cui è ambientata, per esempio puoi costruire una linea del tempo su cui collocare sia i fatti storici che le vicende del romanzo;
- dopo puoi cercare informazioni sui cavalieri teutoni, un ordine religioso monastico-militare che operava in quel periodo come braccio armato della Chiesa nella lotta per l'evangelizzazione di nuovi territori, al pari dei ben più noti cavalieri templari e comparare la loro storia;
- inoltre puoi trovare collegamenti tra questo romanzo e altre opere ambientate negli stessi luoghi, quali "Dracula";
- ancora puoi anche vedere alcuni film che si collegano al romanzo e poi discutere delle tematiche, delle somiglianze e differenze, dei personaggi e quant'altro con i tuoi compagni e con l'insegnante. Ti suggeriamo alcuni titoli: dal più antico "Aleksandr Nevskij" di S.M. Ejzenstejn, al più recente "L'ultimo dei templari" (di Dominic Sena in cui i due cavalieri protagonisti presumibilmente sono dei Teutoni); oppure "Le Crociate" di Ridley Scott
- infine, poiché il romanzo narra di un viaggio lungo ben 6000 km, puoi riflettere coi tuoi compagni sulla metafora universale del viaggio.

Analizza la struttura narrativa del romanzo: discuti la tipologia delle sequenze e rintracciane alcune esemplificative, riconosci i personaggi, delineane le caratteristiche e trova collegamenti con altri personaggi letterari, riconosci fabula e intreccio e lo scarto tra di loro (anacronie e rapporto tempo e durata).
In un secondo tempo discuti con i tuoi compagni quali elementi del romanzo puoi ricondurre al vero, quali al verosimile e quali all'inverosimile; per questo lavoro ti sarà d'aiuto la guida dell'insegnante che ti spiegherà le differenze tra le varie categorie (romanzo storico, fantastico, ecc).
Potresti, infine, informarti sulla differenza tra clero secolare (cioè i religiosi che vivono nel secolo) e clero regolare (cioè coloro che vivono in comunità religiose secondo i dettami di una Regola). Per esempio puoi riconoscere una simile distinzione nelle varie figure di religiosi presenti nei Promessi Sposi.

(proff. Galeotti e Vecchi)


teoria - pag.1

Tieni presente che non sempre il verbo essere costituisce predicato nominale, ma può costituire anche un predicato verbale.

Ricorda: il verbo essere è copula quando serve a collegare il soggetto con la parte nominale la quale, come ti abbiamo già spiegato, ti dice delle cose sul soggetto. In questo caso, il verbo essere è COPULA.

Esempio: Il libro è nuovo (la parte nominale "NUOVO" fornisce una informazione importante sul soggetto "LIBRO")

Ricorda: il verbo essere è predicato verbale se ha un significato compiuto in sé, cioè quando ha valore di ESISTERE, VIVERE, TROVARSI, STARE

Esempio: Noi siamo (ci troviamo) a scuola

(proff. Galeotti e Vecchi)


esercizi - pag.1

ESERCIZIO 1

Dopo aver individuato nel brano tutti i predicati nominali, distingui la copula dal nome del predicato.

La giacca stregata

... In via Ferrara 17 trovai una casa come tante altre e come quella di tanti altri sarti era l'abitazione di Alfonso Corticella. Fu lui che venne ad aprirmi. Era un vecchietto, coi capelli neri, però sicuramente tinti. Con mia sorpresa, non fece il difficile. Anzi, pareva ansioso che diventassi suo cliente. Gli spiegai come avevo avuto l'indirizzo, lodai il suo taglio, gli chiesi di farmi un vestito. Scegliemmo un pettinato grigio quindi egli prese le misure, e si offerse di venire, per la prova, a casa mia. Gli chiesi il prezzo. Non c'era fretta, lui rispose, ci saremmo sempre messi d'accordo. Che uomo simpatico, pensai sulle prime. Eppure piú tardi, mentre rincasavo, mi accorsi che il vecchietto aveva lasciato un malessere dentro di me (forse per i troppi insistenti e melliflui sorrisi). Insomma non avevo nessun desiderio di rivederlo. Ma ormai il vestito era ordinato. E dopo una ventina di giorni era pronto Quando me lo portarono, lo provai, per qualche secondo, dinanzi allo specchio. Era un capolavoro. Ma, non so bene perché, forse per il ricordo dello sgradevole vecchietto, non avevo nessuna voglia di indossarlo. E passarono settimane prima che mi decidessi. Quel giorno me lo ricorderò per sempre. Era un martedì di aprile e pioveva. Quando ebbi infilato l'abito - giacca, calzoni e panciotto - constatai piacevolmente che non mi tirava o stringeva da nessuna parte, come accade quasi sempre con i vestiti nuovi. Eppure mi fasciava alla perfezione. Di regola nella tasca destra della giacca io non metto niente, le carte le tengo nella tasca sinistra. Questo spiega perché solo dopo un paio d'ore, in ufficio, infilando casualmente la mano nella tasca destra, mi accorsi che c'era dentro una carta. Forse il conto del sarto? No. Era un biglietto da diecimila lire. Restai interdetto. Io, certo, non ce l'avevo messo. D'altra parte era assurdo pensare a un regalo della mia donna di servizio, la sola persona che, dopo il sarto, aveva avuto occasione di avvicinarsi al vestito. O che fosse un biglietto falso? Lo guardai controluce, lo confrontai con altri. Più buono di così non poteva essere. Unica spiegazione possibile, una distrazione del Corticella. Magari era venuto un cliente a versargli un acconto, il sarto in quel momento non aveva con sé il portafogli e, tanto per non lasciare il biglietto in giro, l'aveva infilato nella mia giacca, appesa ad un manichino. Casi simili possono capitare. Schiacciai il campanello per chiamare la segretaria. Avrei scritto una lettera al Corticella restituendogli i soldi non miei. Sennonché, e non ne saprei dire il motivo, infilai di nuovo la mano nella tasca. ...

Dino Buzzati

(proff. Galeotti e Vecchi)