Verbi Copulativi
⇨ il Predicato Nominale

testo - pag.1

Cielo coperto di sangue

E poi la Regola era la salvezza. Quel vivere di rigore, ordine e disciplina lo aveva aiutato così tante volte e in modo talmente efficace nella vita, da cancellare d'un sol colpo ogni esitazione.
Ripensò a parecchi anni prima, quando da San Giovanni D'Acri era finito nelle piane della Prussia, a combattere un nemico disorganizzato e sfuggente, intere tribù di barbari coriacei, asserragliati in bizzarri tuguri. Tornò con la mente alle battaglie in Pomesania sotto la guida rapace di Hermann Balk, e alla costruzione della fortezza di Marienwerder, e poi al massacro di uomini inermi perpetrato sul letto ghiacciato del fiume Sigurne.
La Regola vissuta fino in fondo, fra fede e draconiana intransigenza, lo aveva salvato. Sempre. Anche quando aveva vissuto l'inferno estivo nelle paludi e nella boscaglia sotto le frecce infide dei Prussi, che tentavano con la guerriglia di resitere all'avanzata sul versante orientale oltre Chełmno. Era sopravvissuto. Insieme ai suoi Fratelli aveva scoperto quanto la cavalleria pesante teutonica fosse non solo più efficace e devastante in campo aperto, ma addirittura letale se specializzata nella guerra invernale.
Ma tutto, solo e soltanto in nome e con la grazia della fede in Cristo.
Naturalmente non era una cosa semplice da accettare. Era la vita di un monaco e di un guerriero: che sceglieva di pregare, combattere e diffondere la parola della Croce. E null'altro. Ma, accogliendo un simile sacrificio, l'esistenza poteva forse avere un senso e diventare l'immagine quasi perfetta di un sogno più grande e vasto, e magnifico.
Scosse la testa, incredulo, e tornò con gli occhi su Wolf. Per un attimo lasciò che le sue iridi indugiassero in quelle del ragazzo. Erano passati dieci anni eppure, da un certo punto di vista, non era cambiato nulla.
Immutato.
Quello sguardo sincero e generoso era ancora quello di una notte di freddo e lupi.

(Matteo Strukul, "I cavalieri del Nord")

(proff. Galeotti e Vecchi)


lessico - pag.1

Regola = l'insieme delle norme prestabilite che regolano il modo di vivere di ordini monastici; solitamente sono dettate dal fondatore dell'Ordine stesso

San Giovanni D'Acri = Per molto tempo è stata considerata la "Chiave della Palestina", per la sua posizione dominante sul litorale così da consentire un agevole accesso alla regione. Dopo che Gerusalemme fu conquistata da Saladino, la cittadella fortificata divenne la capitale del Regno crociato di Gerusalemme. Venne poi riconquistata nel 1291 dai Mamelucchi.

coriacei = duri, resistenti

asserragliati = barricati, rinchiusi

bizzarri tuguri = strane e povere abitazioni

inermi = disarmati, privi di difesa

perpetrato = si dice di azioni disoneste o illecite e significa messo in atto, compiuto, commesso intenzionalmente

teutonica = come aggettivo significa germanica, tedesca. L'Ordine Teutonico è un ordine monastico-cavalleresco, nato in Terrasanta e là rimasto fino alla caduta di Acri.

draconiana intransigenza = l'aggettivo draconiano viene da Dracone, politico ateniese del VII sec. a.C., autore del primo codice di diritto penale; il termine significa severo, duro, quindi rafforza il valore del nome intransigenza.

iridi = pupille, parte colorata dell'occhio

indugiassero = si soffermassero

(proff. Galeotti e Vecchi)


guida - pag.1

Dal testo alla teoria

 Nel brano che ti proponiamo alla pagina "Testo" trova tutti i predicati nominali.

Fai attenzione: potrebbero esserci anche esempi di predicati verbali o di verbo essere usato come ausiliare (alcuni casi te li abbiamo già evidenziati)

Discuti poi con i compagni e l'insegnante, proponendo esempi da te inventati, per capire meglio l'elemento spiegato nelle pagine di "Teoria".

(proff. Galeotti e Vecchi)


guida - pag.2

Oltre il testo

Alle pagine "Testo" di questo gruppo di voci ti proponiamo dei brevi passi presi dall'ultimo romanzo di Matteo Strukul, "I cavalieri del nord".

Si tratta di un romanzo storico con elementi fantastici, che ti può offrire numerosi spunti di riflessione e discussione con i tuoi compagni e con l'insegnante:
- intanto puoi cercare i luoghi storici in cui la vicenda si svolge (dalla Russia baltica alla Transilvania) e puoi documentarti sull'epoca (il 1240) in cui è ambientata, per esempio puoi costruire una linea del tempo su cui collocare sia i fatti storici che le vicende del romanzo;
- dopo puoi cercare informazioni sui cavalieri teutoni, un ordine religioso monastico-militare che operava in quel periodo come braccio armato della Chiesa nella lotta per l'evangelizzazione di nuovi territori, al pari dei ben più noti cavalieri templari e comparare la loro storia;
- inoltre puoi trovare collegamenti tra questo romanzo e altre opere ambientate negli stessi luoghi, quali "Dracula";
- ancora puoi anche vedere alcuni film che si collegano al romanzo e poi discutere delle tematiche, delle somiglianze e differenze, dei personaggi e quant'altro con i tuoi compagni e con l'insegnante. Ti suggeriamo alcuni titoli: dal più antico "Aleksandr Nevskij" di S.M. Ejzenstejn, al più recente "L'ultimo dei templari" (di Dominic Sena in cui i due cavalieri protagonisti presumibilmente sono dei Teutoni); oppure "Le Crociate" di Ridley Scott
- infine, poiché il romanzo narra di un viaggio lungo ben 6000 km, puoi riflettere coi tuoi compagni sulla metafora universale del viaggio.

Analizza la struttura narrativa del romanzo: discuti la tipologia delle sequenze e rintracciane alcune esemplificative, riconosci i personaggi, delineane le caratteristiche e trova collegamenti con altri personaggi letterari, riconosci fabula e intreccio e lo scarto tra di loro (anacronie e rapporto tempo e durata).
In un secondo tempo discuti con i tuoi compagni quali elementi del romanzo puoi ricondurre al vero, quali al verosimile e quali all'inverosimile; per questo lavoro ti sarà d'aiuto la guida dell'insegnante che ti spiegherà le differenze tra le varie categorie (romanzo storico, fantastico, ecc).
Potresti, infine, informarti sulla differenza tra clero secolare (cioè i religiosi che vivono nel secolo) e clero regolare (cioè coloro che vivono in comunità religiose secondo i dettami di una Regola). Per esempio puoi riconoscere una simile distinzione nelle varie figure di religiosi presenti nei Promessi Sposi.

(proff. Galeotti e Vecchi)


teoria - pag.1

Il PREDICATO è la parte della frase che PREDICA cioè che dà informazioni riguardo al soggetto.

Esistono due tipi di predicato: NOMINALE e VERBALE

Il predicato nominale è costituito da una voce del verbo essere (chiamata copula = legame), la quale da sola non ha significato compiuto, e da un nome, aggettivo, pronome, o altra parte del discorso sostantivata (chiamata parte nominale o nome del predicato) che ti serve appunto a completare il significato mancante.

Esempio: La mia borsa è nuova (copula e aggettivo)

Esempio: Anna è la mia migliore amica (copula, aggettivo e nome)

Esempio: La mia borsa è quella che vedi sul tavolo (copula e pronome)

Per chiarirti meglio la differenza tra predicato verbale e nominale, ricorda che:

- Il predicato nominale ti spiega cos'è o com'è il soggetto della frase.

- Il predicato verbale ti dice cosa fa o in che condizione o luogo si trova il soggetto della frase.

(proff. Galeotti e Vecchi)


esercizi - pag.1

ESERCIZIO 1

Individua nel brano tutti i predicati nominali, distinguendoli dai verbali e dai casi in cui, eventualmente, il verbo essere è in funzione di predicato verbale.

La giacca stregata

... In via Ferrara 17 trovai una casa come tante altre e come quella di tanti altri sarti era l'abitazione di Alfonso Corticella. Fu lui che venne ad aprirmi. Era un vecchietto, coi capelli neri, però sicuramente tinti. Con mia sorpresa, non fece il difficile. Anzi, pareva ansioso che diventassi suo cliente. Gli spiegai come avevo avuto l'indirizzo, lodai il suo taglio, gli chiesi di farmi un vestito. Scegliemmo un pettinato grigio quindi egli prese le misure, e si offerse di venire, per la prova, a casa mia. Gli chiesi il prezzo. Non c'era fretta, lui rispose, ci saremmo sempre messi d'accordo. Che uomo simpatico, pensai sulle prime. Eppure piú tardi, mentre rincasavo, mi accorsi che il vecchietto aveva lasciato un malessere dentro di me (forse per i troppi insistenti e melliflui sorrisi). Insomma non avevo nessun desiderio di rivederlo. Ma ormai il vestito era ordinato. E dopo una ventina di giorni era pronto Quando me lo portarono, lo provai, per qualche secondo, dinanzi allo specchio. Era un capolavoro. Ma, non so bene perché, forse per il ricordo dello sgradevole vecchietto, non avevo nessuna voglia di indossarlo. E passarono settimane prima che mi decidessi. Quel giorno me lo ricorderò per sempre. Era un martedì di aprile e pioveva. Quando ebbi infilato l'abito - giacca, calzoni e panciotto - constatai piacevolmente che non mi tirava o stringeva da nessuna parte, come accade quasi sempre con i vestiti nuovi. Eppure mi fasciava alla perfezione. Di regola nella tasca destra della giacca io non metto niente, le carte le tengo nella tasca sinistra. Questo spiega perché solo dopo un paio d'ore, in ufficio, infilando casualmente la mano nella tasca destra, mi accorsi che c'era dentro una carta. Forse il conto del sarto? No. Era un biglietto da diecimila lire. Restai interdetto. Io, certo, non ce l'avevo messo. D'altra parte era assurdo pensare a un regalo della mia donna di servizio, la sola persona che, dopo il sarto, aveva avuto occasione di avvicinarsi al vestito. O che fosse un biglietto falso? Lo guardai controluce, lo confrontai con altri. Più buono di così non poteva essere. Unica spiegazione possibile, una distrazione del Corticella. Magari era venuto un cliente a versargli un acconto, il sarto in quel momento non aveva con sé il portafogli e, tanto per non lasciare il biglietto in giro, l'aveva infilato nella mia giacca, appesa ad un manichino. Casi simili possono capitare. Schiacciai il campanello per chiamare la segretaria. Avrei scritto una lettera al Corticella restituendogli i soldi non miei. Sennonché, e non ne saprei dire il motivo, infilai di nuovo la mano nella tasca. ...

Dino Buzzati

(proff. Galeotti e Vecchi)


esercizi - pag.2

ESERCIZIO 2

Assieme ai tuoi compagni e all'insegnante costruisci esempi per capire meglio la differenza tra il verbo essere in funzione di predicato verbale e il verbo essere in funzione di predicato nominale.

Per capire meglio, potete consultare i link che vi proponiamo con altre pagine di questa grammatica.

(proff. Galeotti e Vecchi)


esercizi - pag.3

ESERCIZIO 3

Completa le seguenti frasi, in modo da far assumere al verbo essere la funzione indicata. Poi confronta le tue frasi con quelle dei tuoi compagni e discutete di come correggere gli eventuali errori:

 Jean
era (copula)
                                                                                         
 
era (predicato verbale)
 
 
era (ausiliare)
 
 Le zie
saranno (copula)
 
 
saranno (predicato verbale)
 
 
saranno (ausiliare)
 
 Le macchine
sono (copula)
 
 
sono (predicato verbale)
 
 
sono (ausiliare)
 

(proff. Galeotti e Vecchi)

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